Sapevi che l’apertura dell’airbag può romperti il setto nasale?

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L’airbag dopo l’uso. Immagine da Wikipedia, Gifugort – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=50362455

L’airbag è un pallone che, in caso di urto dell’automobile, si apre con un’esplosione e protegge guidatore e passeggero anteriore dal violento urto col volante o col cruscotto.

L’esplosione dell’airbag però può produrre lesioni significative al volto e all’udito: rottura del setto nasale, rottura dell’orbita dell’occhio, lesioni oculari e al viso soprattutto se si indossano occhiali da vista o da sole (questi indossati da moltissimi guidatori soprattutto d’estate). I traumi all’udito sono provocati dalla detonazione della carica esplosiva che fa gonfiare il pallone dell’airbag. Si verificano inoltre lesioni dermatologiche, dovute al rilascio di gas ad alta temperatura e alle polveri di cui è spalmata la superficie del pallone per agevolare il velocissimo gonfiamento. Le lesioni da airbag possono essere peggiori se si dimentica di allacciare la cintura di sicurezza, o se questa è inefficiente.

Airbag e occhiali, combinazione pericolosa
Ovviamente, in caso di incidente a velocità relativamente elevate, meglio la rottura del setto nasale o lesioni agli occhi a causa dell’impatto airbag-viso-occhiali piuttosto che morire per trauma cranico contro la carrozzeria dell’auto. Però è evidente che l’auto è molto più pericolosa di quanto viene percepita e di come viene presentata dalla pubblicità.

L’airbag che può uccidere un bambino
Un’altra controindicazione dell’airbag, quello del passeggero, è che non si può usare in presenza di un seggiolino: in caso di incidente se sulla poltrona del passeggero c’è un seggiolino con un bimbo, l’apertura dell’airbag ammazza il bambino. Se si mette il bambino davanti, occorre ricordarsi di disattivare l’airbag. Ricordandosi ovviamente poi di riattivarlo se si toglie il seggiolino.

L’airbag infatti non è un morbido cuscino di piume che attutisce dolcemente il colpo: è un dispositivo esplosivo che procura danni fisici nel corso del suo funzionamento.

Questo fatto ovvio è comunque poco noto, perché, mentre l’industria dell’auto e la stampa sono molto solleciti nel ricordare dispositivi di sicurezza che comportano spesa e consumi (per esempio il periodico battage pubblicitario e giornalistico sulla necessità di sostituire i pneumatici invernali con quelli estivi, e viceversa, appuntamento a cui siamo abituati ogni sei mesi), raramente parla degli effetti collaterali della guida dell’auto e dell’effettiva pericolosità in caso di incidente a velocità relativamente basse.

Il dilemma è: preferisci romperti il setto nasale o morire? Ecco, appunto, questo è il concetto di sicurezza dell’industria dell’auto.

Qui le dinamiche degli impatti frontali in caso di incidente. Da notare che i crash test vengono fatti con impatto a 56 km/h, una velocità considerata “sicura” da molti macho-automobilisti.

È evidente che l’uso del casco (magari insieme a sistemi di protezione dell’udito) andrebbe raccomandato anche agli automobilisti, almeno su base volontaria, non tanto per difendersi dagli incidenti, quanto per difendersi anche dai sistemi di protezione della propria auto.

Qui un confronto della pericolosità dell’auto con la bicicletta (il cui principale pericolo è essere investita da un’automobile).

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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4 risposte a Sapevi che l’apertura dell’airbag può romperti il setto nasale?

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