L’Italia è il paese con più morti in bicicletta per km percorso. È anche il paese con più automobili. Facciamo 2+2…

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In proporzione ai km percorsi, l’Italia supera persino gli Stati Uniti in morti in bicicletta, vittime di incidenti stradali, come riportato in questo articolo di Bikeitalia. Questo non vuol dire che la bicicletta sia pericolosa in sé (escludendo l’uso sportivo, è rarissimo che un ciclista urbano muoia per una caduta a 15 km/h o in uno scontro fra biciclette) ma è una testimonianza della pericolosità, tanto per i passeggeri quanto per ciclisti e pedoni, dell’automobile.

  1. In Italia c’è il record europeo di auto per abitante. Questo uso e abuso dell’automobile privata comporta grandissimi costi economici, sociali e umani. traffico inefficiente, degrado urbano, inquinamento, pericolo per pedoni e ciclisti. Il record dei morti in bicicletta è un’ulteriore testimonianza. Il fatto che l’uso eccessivo dell’auto privata non sia un bene è dimostrato anche dalla lunghissima crisi economica e di produttività del paese, sia perché troppe risorse dei cittadini sono drenate per mantenere due o tre auto in famiglia, sia perché l’auto privata come principale mezzo per muoversi in ambito urbano è estremamente inefficiente. Il traffico di Roma lo dimostra abbondantemente.
  2. Gli automobilisti italiani sono i più indisciplinati d’Europa. Probabilmente anche i ciclisti italiani sono altrettanto indisciplinati (non è pensabile che la stessa persona abbia comportamenti opposti in auto o in bicicletta), ma è evidente che il livello di pericolosità di una persona indisciplinata sia molto maggiore in auto che in bici.
  3. Il casco obbligatorio non c’entra niente non sembra particolarmente efficace. L’uso del casco in bicicletta è obbligatorio in molte giurisdizioni negli Stati Uniti, sia per i soli minori, sia per tutte le età. Ciononostante gli Stati Uniti, che condividono con l’Italia un’altissima diffusione e uso dell’automobile privata, si trovano al secondo posto per pericolosità nei confronti dei ciclisti, con notevole distacco dal terzo classificato, la Francia. In Norvegia, Olanda, Danimarca, Germania, Svezia, Finlandia e Svizzera, tutti paesi nella parte bassa della classifica, il casco invece non è obbligatorio. Se l’obbligo del casco offrisse benefici evidenti nella prevenzione degli incidenti, gli Stati Uniti probabilmente avrebbero una posizione migliore in classifica. Inoltre quelli che, secondo il luogo comune, vengono considerati particolarmente “indisciplinati”, i cicloamatori e i ciclisti sportivi, il casco lo indossano praticamente sempre.
  4. In parte dipende dal fatto che in Italia ci sono pochi ciclisti, rispetto agli automobilisti. Le statistiche degli incidenti stradali (compreso questa, indirettamente) dimostrano che più biciclette ci sono sulle strade meno incidenti ci sono. Questo dipende anche dal fatto che gli automobilisti si abituano a considerare i ciclisti come utenti della strada, e quindi prestano loro più attenzione e soprattutto, in presenza di ciclisti, rallentano la velocità.
  5. Secondo diversi indicatori, molti incidenti mortali auto-bici avvengono sulle strade di campagna dove il ciclista viene investito da un’auto che, avendo la strada libera, corre un po’ troppo rispetto alla tipologia di percorso. Poi, quando trova un ciclista solitario l’automobilista “non l’aveva visto”.
  6. Oltre metà dei morti italiani in bicicletta hanno più di 65 anni (dati della Polizia di Stato). Difficile sostenere che gli ultrasessantacinquenni siano particolarmente pericolosi e indisciplinati.

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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4 risposte a L’Italia è il paese con più morti in bicicletta per km percorso. È anche il paese con più automobili. Facciamo 2+2…

  1. Michael ha detto:

    > L’uso del casco in bicicletta è obbligatorio negli Usa

    No. Solo in alcuni stati per minorenni. È obbligatorio in Australia.

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  2. Luca NG ha detto:

    – Casco: mi risulta che in Francia sussista l’obbligo per gli Under 12…
    – Over 65… Molti anziani oggi, prima o poi, finiscono per prendere una categoria di medicinali che si chiama anticoagulante (prevenzione di coaguli nelle gambe e nei polmoni, regolatore di fibrillazioni atriali ecc). Qui, in casa, ho 3 persone su 4 over 65 che prendono questo tipo di farmaci, tutti i giorni, fino alla fine dei giorni. L’effetto è che, a fronte di un incidente anche domestico e banale, le ferite non si rimarginano facilmente, si possono avere perdite di sangue significative con relative conseguenze… Mi verrebbe quindi da dire che la morte dell’over 65, più che per indisciplina sia dovuta al fatto che è un utente particolarmente fragile, dove effettivamente una caduta banale puo’ anche essere letale, figuriamoci se poi l’incidente è grave.

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