L’uso obbligatorio del casco in bicicletta salva vite umane? Dalle statistiche non sembra

uso casco confronto morti per miliardi di km percorsi

Immagine proveniente da Race Radio. Fonti statistiche riportate in calce all’immagine.

Confronto delle morti in bicicletta per miliardo di km e dell’uso del casco in bicicletta in otto nazioni del mondo.

Curiosamente nei paesi in cui si usa di più il casco, per obbligo o per forte raccomandazione legale, sono anche i paesi con il maggior numero di ciclisti uccisi in incidenti per ciascun miliardo di km percorsi in bicicletta. Non è detto che ci sia correlazione, ma è comunque evidente che l’uso del casco in bicicletta non salva molte vite visto che i paesi con il minor numero di morti in bicicletta sono la Danimarca e l’Olanda, a loro volta i paesi con il minor uso del casco in bici.

In Gran Bretagna e in Finlandia l’uso del casco è obbligatorio, mentre negli Stati Uniti è obbligatorio in molti stati. In Svezia è obbligatorio fino ai 15 anni di età. 

Un effetto verificato dell’obbligo del casco è un calo dell’uso della bicicletta in seguito all’introduzione dell’obbligo. Questo comporta la diminuzione di tutti gli altri vantaggi per la salute pubblica generati dall’uso della bicicletta, ovvero una salute generale migliore grazie al movimento fisico.

Un’altra considerazione importante da fare è la differenza di esigenze di sicurezza di ciclisti sportivi e ciclisti urbani. I ciclisti sportivi corrono in bicicletta a velocità e livelli di rischio superiori a quelle dei ciclisti urbani: la velocità media dei cicloamatori è spesso superiore ai 30 km/h mentre la velocità media di professionisti e semi-professionisti in bicicletta è spesso superiore ai 40-50 km/h. La velocità di un ciclista in discesa può raggiungere e superare i 60 km/h sia nel ciclismo su strada sia in discipline come il downhill. È evidente che in quei casi l’uso del casco è altamente consigliabile, mentre per la signora che va a comprare il pane in bicicletta può essere una precauzione statisticamente inutile

Inoltre, nel valutare l’opportunità di indossare il casco in diverse attività di movimento, trasporto e divertimento, va considerato che la maggior parte dei traumi cranici avvengono in auto.

 

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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