Il pedone che si butta in mezzo alla strada esiste solo nella fantasia degli automobilisti

Salvo il caso del suicida che prende la rincorsa per buttarsi sotto un camion in arrivo, un pedone, ancorché distratto, cammina a 2-4 km/h ovvero percorre meno di un metro al secondo, arrivando a 2 metri al secondo se corre o cammina velocemente a 8 km/h.

L’auto in città va da 30 a 60 km/h, in cui 30 km/h è una velocità raramente mortale e 60 km/h è un eccesso di velocità che molti automobilisti considerano a torto “sicuro” e “non pericoloso”. Ovvero il veicolo a motore percorre da 8 a 17 metri al secondo, una velocità da 15 a 30 volte superiore a quella del pedone.

In caso di emergenza fra tempo di reazione e spazio di frenata (se l’automobilista non è distratto, ha i riflessi pronti, il sistema frenante del veicolo è efficiente e la pressione delle gomme ottimale) il veicolo a motore percorre da 16 a 30 metri, quindi nel momento in cui il pedone (che si muove a una velocità da 15 a 20 volte inferiore a quella del veicolo) entra in rotta di collisione col veicolo questo si trova almeno a 16-30 metri dal punto dell’impatto.

Sedici metri sono ventidue-venticinque passi piuttosto lunghi.

Se però l’automobilista è distratto, e vede il pedone che “si butta” all’ultimo momento, ovvero non lo vede del tutto, l’automobile può percorrere anche 30-50 metri alla cieca: per esempio, anche senza prendere in considerazione chat e social network, per prendere il telefono e guardare chi sta chiamando ci vogliono 3″, tre secondi in cui gli occhi dell’automobilista non sono sulla strada e quindi l’auto procede, per alcune decine di metri, alla cieca.

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Ergo, in tutti i casi in cui il pedone non vuole suicidarsi e cammina normalmente senza correre, non è il pedone che “si butta” in mezzo alla strada o sulle strisce pedonali. È l’automobilista che sta andando troppo veloce e vede il pedone troppo tardi per frenare efficacemente. È la velocità del veicolo a motore che è intrinsecamente pericolosa.

La considerazione, dal punto di vista dinamico, fisico e percettivo, vale anche nel caso del pedone che “sbuca fra due macchine parcheggiate”. Anche in questo caso, e salvo eccezioni (sordità, presenza di furgoni, ubriachezza, disabilità particolari, eccetera), il pedone ha una visibilità migliore dell’automobilista e sente bene i rumori della strada. Se si sporge oltre due auto è perché non ha sentito l’auto arrivare (era lontana) oppure l’ha viste lontana ma non ha calcolato bene la velocità. Se invece l’automobilista lo vede “sbucare improvvisamente”, salvo le eccezioni citate, è perché o era distratto o guidava troppo velocemente.

È il differenziale di velocità che fa apparire improvvisamente un pedone che, se guidasse più lentamente, l’automobilista sarebbe comunque in condizione di individuare prima.

I pedoni non compaiono dal nulla e, siccome l’auto va venti volte più veloce del pedone, è fisicamente insostenibile la tesi del pedone che spunta dal nulla.

È un motivo in più per andare a meno di 30 km/h nelle aree stradali urbane frequentate da pedoni e ciclisti.

pedone fuori dalle strisce attraversamento pedonale

Classico caso di attraversamento pericoloso.  Come si vede, l’auto è lontana dal pedone. L’incidente può avvenire solo se l’automobilista è distratto oppure l’auto va troppo veloce per reagire e rallentare o frenare. Basta un metro e mezzo indietro o avanti, per il pedone, per non essere colpito. L’auto è comunque ad almeno 10-15 metri dal pedone. Il fattore di pericolo è quindi comunque la velocità del veicolo. Solo volendo privilegiare la velocità delle auto alla sicurezza dei pedoni si giustifica lo status quo normativo e il limite a 50 km/h in area urbana e zone densamente popolate e frequentate da pedoni e ciclisti.

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Attività apparentemente banali e in certi casi considerate normali alla guida (come interagire col navigatore) comportano elevata distrazione.

 

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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