Automobilisti pericoli pubblici. Oltre metà non guardano se ci sono pedoni o ciclisti quando voltano a destra [Università di Toronto]

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Secondo una ricerca coordinata dalla professoressa Birsen Donmez dell’Università di Toronto, oltre metà degli automobilisti esaminati non guarda se ci sono ciclisti o pedoni prima di svoltare a destra con l’auto.

La ricerca è stata fatta studiando i movimenti oculari degli automobilisti nel corso della guida e il risultato è sorprendente, perché i ricercatori non si aspettavano un tale livello di disattenzione nel corso di una manovra relativamente banale.

Lo studio ha rilevato:

  • Undici dei diciannove automobilisti messi sotto osservazione non hanno guardato l’area dove potevano esserci pedoni o ciclisti prima di voltare a destra.
  • Tutti gli errori di attenzione erano collegati al mancato controllo sulla presenza di ciclisti.
  • Si sono verificati più errori in presenza di veicoli parcheggiati che toglievano visibilità sulla pista ciclabile
  • La disattenzione era più frequente da parte dei guidatori che conoscevano meglio la zona.
  • I guidatori meno familiari con la strada si sono comportati in modo più prudente e attento.

Qui l’intero articolo: More than half of drivers don’t look for cyclists and pedestrians before turning right

 

Guidare è un’attività molto complessa che richiede molta attenzione. Questa però è limitata e l’automobilista tende a dare priorità a quello che considera un pericolo per lui, non sempre considerando la pericolosità del mezzo che sta guidando. Da qui il fatto che la sua principale priorità è l’attenzione a quello che fanno gli altri veicoli a motore, poi semafori e segnaletica, infine pedoni e ciclisti. Il fenomeno è documentato anche da altre ricerche, come per esempio questa dell’Università di Bologna: “Le bici in strada? Gli automobilisti non le considerano, ecco perché gli incidenti”.

Questo è anche uno dei motivi per cui la riduzione della velocità sotto i 30 km/h nelle aree urbane riduce il numero di incidenti, di morti e di feriti. Quando le auto vanno più lente, sono meno pericolose.

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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3 risposte a Automobilisti pericoli pubblici. Oltre metà non guardano se ci sono pedoni o ciclisti quando voltano a destra [Università di Toronto]

  1. Pingback: Automobilisti pericoli pubblici: mentre guidano sono distratti per il 45% del tempo [Monash University Accident Research Centre] | Benzina Zero

  2. Filippo Pulese ha detto:

    Apprezzo molto il vostro blog e le ricerche che pubblicate, complimenti.
    Sarebbe molto interessante sviluppare questa ricerca anche se, ne sono pienamente consapevole, i costi e la logistica per la realizzazione sono davvero molto onoresi.
    Esprimere un parere sugli automobilisti attraverso una ricerca che ha interessato solamente 19 automobilisti è davvero ambizioso e per certi versi inopportuno.

    Mi permetto inoltre di evidenziare che se davvero si vogliono ridurre le vittime da incidenti stradali, l’educazione e il rispetto delle norme deve essere imposto a tutti gli utenti della strada e non solo attraverso l’evidenziazione degli errori commessi da poche categorie di utenti (generalmente quelli motorizzati). Auspico un maggiore impegno da parte delle nostre istituzioni perché si possano realizzare imponenti campagne di FORMAZIONE degli utenti della strada, tutti gli utenti.
    Grazie e buon lavoro a tutti

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    • Gianni Lombardi ha detto:

      Grazie per l’apprezzamento. Per quel che riguarda questa ricerca, si tratta di uno studio sui comportamenti. Il campione è modesto, ma lo studio è oggettivo: è come prendere 19 alpinisti, equipaggiarli con cardofrequenzimetro e rilevatore di pressione e poi valutare gli effetti su frequenza cardiaca e pressione salendo sul Monte Bianco. Gli eventuali risultati non si possono estendere a tutta l’umanità, ma si può comunque ragionevolmente concludere che salire sul Monte Bianco fa alzare la frequenza cardiaca e ha un impatto sulla pressione arteriosa diverso nelle fasi di arrampicata e di riposo.

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