Come fa il traffico a diventare ‘più scorrevole’ a 150 km/h? È una proposta acchiappacitrulli [aggiornamento]

 

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La distanza di sicurezza consigliata dall’Aci a 130 km/h è di circa 130 metri. La distanza di sicurezza non è tassativa perché dipende da come si calcola il tempo di reazione e dal fatto che le prestazioni della frenata possono variare a seconda delle condizioni del veicolo, delle gomme, della presenza dell’abs, e così via. È indubbio comunque che a 150 km/h si parla di almeno 150 metri, ovvero 8 automobili per km di strada.

In un’intervista al Corriere della Sera immediatamente ripresa da molte testate specializzate, il presidente della commissione trasporti della Camera Alessandro Morelli sostiene che alzando su alcuni tratti il limite in autostrada da 130 a 150 km/h si avrebbe:

«Traffico più scorrevole, tempi di percorrenza più rapidi per tutti… e poi, vogliamo dirlo? La libertà di muoversi, fatta salva la sicurezza, in maniera meno legata».  Peccato che la tesi sia del tutto sbagliata.

Screenshot 2018-11-09 10.55.48 Alessandro Morelli intervista corriere della sera 8 nov 2018

Treffico più scorrevole? Tempi di percorrenza più rapidi per tutti? Sì, nel mondo dei sogni.

Questa dichiarazione evidenzia una conoscenza vaga e intuitiva del traffico automobilistico che va contro la realtà osservata empiricamente:

  • Solo se la strada è vuota si può correre ad alta velocità
  • Più auto sono presenti in un dato tratto di strada più è necessario abbassare la velocità per evitare code e rallentamenti
  • Più è alta la velocità e maggiori sono le distanze di sicurezza, quindi ci stanno meno auto per km lineare
  • Più il traffico è intenso e più è necessario andare lentamente, tenendo bene le distanze.

In questo filmato è possibile vedere come si formano rallentamenti e code:

Il principio, fatte le dovute proporzioni, vale a qualsiasi velocità, con la differenza importante che quando le auto vanno più veloci ci vuole una distanza molto più elevata tra un’auto e l’altra, riducendo la capacità effettiva della strada in termini di veicoli al minuto.

Alzare i limiti a 150 km/h in autostrada può solo servire per andare più i fretta quando il tratto di strada è vuoto o comunque molto libero, con vantaggi inesistenti per il traffico generale. Va inoltre aggiunto che, ‘prestazioni e strumentazioni’ a parte, c’è sempre una correlazione diretta fra velocità e incidenti stradali, sia per numero sia per gravità. È del tutto irrealistico pensare che l’aumento dei limiti di velocità non comporti un aumento degli incidenti, soprattutto in presenza di una legislazione sugli autovelox ultragarantista come quella italiana che frena moltissimo la repressione delle violazioni dove è presente un limite.

La falla logica di pensare che aumentando la velocità il traffico è più scorrevole è questa: aumentando la velocità, il singolo veicolo arriva più rapidamente da A a B. Ma aumentando la velocità sulla strada passano meno veicoli al minuto. Ed è la ragione per cui in autostrada si può correre quando è vuota, mentre quando il traffico è intenso è indispensabile rallentare e tenere le distanze. Anzi: quando il traffico è intenso cercare di aumentare la velocità comporta aumentare il rischio sia di incidenti, sia di rallentamenti.

[Aggiornamento] Secondo uno studio francese e altre esperienze internazionali, si può stimare che l’aumento del limite di velocità sulle autostrade italiane potrebbe portare a 400 morti in più l’anno: 150 orari in autostrada, 400 morti l’anno in più.

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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