È vera la leggenda che ‘tutti’ lavorano lontanissimo da casa? No. Solo una minoranza [dati Istat, Isfort, Roma Mobilità, Regione Lombardia, Censis, e internazionali]

viale Belfiore firenze traffico 7 ott 2017

Firenze, viale Belfiore bloccato dal traffico. Abitano tutti lontanissimo dal lavoro?

Quando si parla di traffico e mobilità arriva sempre l’obiezione ‘e come fa uno che lavora a 30 km da casa senza macchina?’, sottintendendo che tutti i lavoratori italiani sono in condizioni analoghe. Da Bersani ai gilet gialli, dal pendolare automobilista che non sa nulla dei mezzi pubblici della sua zona a quello che lavora nella zona industriale costruita in mezzo al nulla, l’obiezione scatta immediata partendo dal presupposto che in tutta Italia la maggioranza dei lavoratori di ogni tipo hanno la sede di lavoro lontana da casa e non hanno altro mezzo dell’automobile per raggiungerla.

Non è vero.

Si può dimostrare facilmente analizzando le statistiche e gli studi disponibili:

  1. In Lombardia solo il 39% degli spostamenti sono per lavoro [Regione Lombardia]. La Lombardia è la regione in cui si lavora di più in Italia: disoccupazione molto più bassa del resto del paese, alta percentuale del pil nazionale prodotto a Milano e nelle altre province lombarde. Eppure, secondo una ricerca della Regione Lombardia il 60% degli spostamenti sono fatti per altri motivi: commissioni personali, spese e acquisti, divertimento, vacanza, incombenze varie.
  2. Sempre in Lombardia il 70% degli spostamenti sono sotto i 10 km [Regione Lombardia]. Questo non significa che sono tutti di 9,9 km, come sostiene ogni tanto polemicamente qualcuno, ma che anche in Lombardia (come in tutto il mondo) moltissimi spostamenti sono sotto i 5 km, quindi agevolmente fattibili anche con mezzi diversi dall’auto: bici, piedi, mezzi pubblici o una combinazione di essi. Ora, o si dimostra che però quelli che lavorano hanno tutti distanze lunghissime, mentre quelli che vanno in giro per altri motivi vanno in auto anche sottocasa, oppure anche chi lavora in media non percorre molti km. E infatti…
  3. In Italia il 60% degli spostamenti abituali sono sotto i 5 km [Isfort, Istituto Superiore di Formazione e Ricerca per i Trasporti]. E infatti…
  4. Casa-Lavoro: solo il 20% degli italiani ci mette più di mezzora [Istat]. L’80% degli italiani che lavorano ci mettono meno di mezzora per arrivare sul posto di lavoro. Siccome le velocità medie in auto nelle ore di punta sono piuttosto basse (8 km l’ora in città nelle ore di punta, 16 km/h nelle altre ore; in provincia si parla di velocità medie dai 20 ai 40 km/h), difficilmente si parla di distanze superiori ai 10 km fuori città, 5 km in città.
  5. Sempre in Italia, un rapporto Censis-Michelin 2018 pieno di fuffa pro-automobile (dato anche il committente) ci fa comunque sapere che, su 41 milioni di italiani che si spostano nei giorni feriali, ben 11,4 milioni di italiani compiono spostamenti quotidiani sotto i 2 km, mentre altri 19 milioni si spostano su scala urbana, ovvero 2-10 km (andata e ritorno). Ovvero su 41 milioni circa metà nei giorni feriali si spostano meno di 10 km complessivi. Gli italiani che percorrono quotidianamente oltre 50 km al giorno sono 1,2 milioni, quindi una piccola minoranza. (Dati a p. 7 del documento Rapporto Censis Michelin sulla mobilità degli italiani 2018, scaricabile qui. Se il link non funziona, il documento è scaricabile anche in fondo a questo articolo.)
  6. Inghilterra: 56% dei viaggi in automobile sono sotto le 5 miglia (4,8 km). Il documento è scaricabile anche qui in formato pdf: national-travel-survey-2017. Anche in Inghilterra gran parte degli spostamenti in automobile sono sotto i 5 km. Certo, l’Inghilterra è una nazione relativamente piccola, come l’Italia. Probabilmente in America le cose saranno diverse. E invece…
  7. Negli Stati Uniti il 59% degli spostamenti sono sotto gli 8 km mentre gli spostamenti sotto i 5 km sono il 45% [National Household Travel Survey]. Gli Stati Uniti sono la patria dell’automobile, molti stati degli Usa hanno trasporti pubblici insufficienti e ci sono stati rurali e poco densamente abitati dove l’automobile è una necessità assoluta. Ciononostante anche lì la media nazionale degli spostamenti comprende un’alta percentuale di spostamenti limitati a meno di 5 km.
  8. New York: circa metà degli spostamenti casa-lavoro sono sotto i 5 km (Evan Friss, storico della James Madison University, autore di ‘On Bicycles, A 200 Years History of Cycling in New York City’).
  9. Los Angeles: 47% degli spostamenti sono sotto i 4,8 km [Los Angeles Mobility Plan]. Los Angeles è una città costruita e pianificata principalmente per l’automobile, molto di più di qualsiasi città italiana dove le strade sono strette, lo spazio per parcheggiare è minore, i centri storici sono angusti e spesso chiusi alle auto. Ciononostante, anche lì quasi metà degli spostamenti sono sotto i 5 km.
  10. Roma: qui alcuni dati sulla mobilità romana, da cui risulta che anche la capitale italiana non fa eccezione:
    1. A Roma 53% degli spostamenti sono all’interno del municipio. 55% sono di breve durata (meno di 30′) [Rapporto Mobilità Roma 2019]
    2. Tempi di percorrenza dei pendolari a Roma e dintorni: 30% meno di 15 minuti, dal 16% al 31% meno di 30 minuti. Dal 27% al 57% usano i mezzi pubblici [Istat, Città Metropolitana di Roma Capitale]
    3. A Roma ogni giorno 74.000 spostamenti in bicicletta per andare a scuola, lavoro o fare commissioni [Rapporto Mobilità Roma 2019]

Solo una minoranza di lavoratori ha spostamenti quotidiani nei giorni feriali superiori ai 10 km compessivi (11 milioni su 41, secondo il rapporto Censis-Michelin sulla mobilità degli Italiani citato più sopra), e probabilmente solo una minoranza è realmente costretta ad usare l’automobile per mancanza assoluta di alternative: a volte si tratta invece di scelte: se si sceglie di trasferirsi fuori città in una villetta costruita in una zona senza mezzi pubblici accessibili, è evidente che si sarà costretti a usare l’auto: ma è frutto di una scelta personale e familiare oltre che di scelte urbanistiche sbagliate (in Danimarca, per esempio, non si può costruire se non c’è una fermata di trasporto pubblico entro 500 metri… in Italia spesso si faceva una strada e poi si lottizzava e costruiva, senza pensare né a fognature né a mezzi pubblici).

Inoltre spesso i pendolari a più lunga percorrenza accettano un lavoro lontano da casa perché possono usare il treno: vedi i casi di molti pendolari Torino-Milano, Bologna-Milano, Varese-Milano, Brescia-Milano eccetera (molti usano l’auto, naturalmente, ma fra i pendolari a lunga percorrenza che non devono visitare clienti o svolgere consulenza in luoghi diversi, chi può preferisce il treno, a meno che il servizio non sia veramente pessimo).

Possono esserci differenze fra zone geografiche, ma in ogni caso solo una minoranza deve percorrere ogni giorno lunghe distanze in auto per andare al lavoro. Persino negli Stati Uniti.

Esiste inoltre un fenomeno ben verificato e noto a molti urbanisti e sociologi: la cosiddetta Marchetti Constant, osservazione attribuita al fisico lucchese Cesare Marchetti ma anche ad altri scienziati. Si tratta dell’osservazione che, indipendentemente dall’epoca e dalla situazione abitativa, l’uomo tende a dedicare agli spostamenti casa-lavoro circa un’ora di tempo al giorno, ovvero la durata prevalente (con eccezioni, ovvio) degli spostamenti abitazione-luogo dell’attività è circa mezzora. Ovvero, anche se la distanza può variare a seconda del mezzo di trasporto (con 30′ a piedi si coprono 2-3 km, in auto, con autostrada libera, anche 50), la maggioranza delle persone cerca di organizzare la sua vita in modo da non dedicare più di 30′ al tragitto casa-lavoro.

Per cui, in un modo o nell’altro, solo una minoranza di popolazione deve percorrere lunghi tratti di strada per andare al lavoro, ovvero deve dedicare più di 30-40 minuti allo spostamento casa-lavoro o casa-scuola. Qui altre informazioni e dati sulla ‘Costante di Marchetti’: The Commuting Principle That Shaped Urban History.

Risposte alle solite obiezioni:

  • Roma non è Milano. Ok. Ma se a Roma la situazione delle distanze casa-lavoro è diversa da Milano e dal resto del mondo, devi dimostrarlo tu, possibilmente con studi e ricerche attendibili, non con gli aneddoti sui tuoi colleghi di lavoro.
  • Roma non è Los Angeles. Infatti. Ma la superficie è analoga. Quindi se a Los Angeles, che è una città costruita per le auto molto di più di Roma, moltissimi spostamenti sono sotto i 5 km, devi dimostrarlo tu che a ‘Roma la situazione è totalmente diversa’.
  • Milano non è Amsterdam. Sì, ma negli anni 70 Amsterdam era come Roma, Milano, Torino, Genova, Bologna, Vicenza, Firenze, Napoli, Palermo: poi, hanno deciso di risolvere il problema del traffico.
  • La Lombardia non è il Piemonte, la Toscana, la Sicilia, il Lazio ecc. Vero, ma se in Lombardia solo il 39% degli spostamenti sono per lavoro, difficile che in altre regioni italiane le proporzioni siano molto diverse. Se nella tua regione le proporzioni sono molto diverse, devi dimostrarlo tu, e non con gli aneddoti personali o dei conoscenti. Idem per le distanze medie: se in Lombardia il 70% degli spostamenti è sotto i 10 km, difficile che nella tua regione le cose siano molto diverse: magari sono il 50% (che è comunque una bella fetta) ma magari sono l’80%. L’area geografica della Lombardia è grande, come e più di molte altre regioni italiane, con pianura, colline e montagne.
  • Ah, ma sono statistiche di 3, 5, 7, 10 anni fa. Porta tu statistiche più aggiornate che le contraddicono.
  • Ah, ma negli Stati Uniti usano i mezzi pubblici. Sbagliato. In gran parte degli Stati Uniti i mezzi pubblici sono insufficienti o funzionano male, a parte gli aeroporti, qualche linea ferroviaria, qualche città che fa eccezione, i tram di San Francisco e la metropolitana molto capillare di New York.
  • Ah, ma in Gran Bretagna usano molto i mezzi pubblici. Vero, ma il dato riportato sopra riguarda solo i viaggi in automobile.
  • Ah, ma Benzina Zero non è una fonte attendibile. Ci sono i link ad articoli di stampa italiana e straniera, e in diversi casi anche il documento originale e ufficiale in formato Pdf che puoi scaricare e leggere. La ‘fonte’ non è Benzina Zero ma i dati riportati da stampa e da documenti ufficiali: studiati i dati, prima di dire stupidaggini.

Qui altri quiz per verificare se conosci veramente automobili, traffico, biciclette e altri problemi di mobilità urbana.

Anche secondo il Rapporto Censis-Michelin sulla Mobilità degli italiani 2018 (basato su dati Isfort), moltissimi italiani si spostano per meno di 10 km al giorno: 20,4 milioni su 41,3. Solo 1,2 milioni di italiani compiono spostamenti sopra i 50 km.

Qui altri Quiz per verificare la tua preparazione su auto, moto, bici e mobilità moderna e sostenibile.

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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2 risposte a È vera la leggenda che ‘tutti’ lavorano lontanissimo da casa? No. Solo una minoranza [dati Istat, Isfort, Roma Mobilità, Regione Lombardia, Censis, e internazionali]

  1. Frank ha detto:

    Gli spostamenti medio e lungo raggio crescono comunque notevolmente 2001-2016. Potrebbe essere legato a processi di suburbanizzazione nelle grandi aree metropolitane a bassa densità.

    "Mi piace"

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