Quiz. È possibile eliminare le auto dalle città?

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Oslo, il cui centro è sempre più privo di automobili.

No, perché auto e furgoni anche nelle città hanno una loro utilità, ma in generale ridurne la presenza e l’invadenza è sempre una buona idea.

Osservata oggettivamente, l’automobile è un modo molto costoso, ingombrante e inefficiente per muoversi in città: la velocità media effettiva è molto bassa (in ambito urbano) e comporta grandi costi personali e sociali infrastrutture costose, incidenti stradali, inquinamento (metà del quale causato dal rotolamento dei pneumatici…), rumore. È certamente comoda per alcuni, ma il rapporto costi-benefici è pessimo.

Se oggi è così diffusa dipende sia da una falsa idea di progresso diffusa negli anni 30 negli Usa e negli anni 50 in Europa, in cui l’automobile sembrava il veicolo del futuro senza controindicazioni, sia dal fatto – soprattutto – che l’industria automobilistica fattura moltissimo e c’è un indotto enorme che guadagna sull’automobile: dagli operai alla catena di montaggio, fino a chi asfalta le strade passando, per una fortissima lobby di costruttori.

Ridurre, ridimensionare e in alcune aree eliminare la presenza delle automobili consente di guadagnare grandi aree di spazio urbano per la circolazione di mezzi pubblici, pedoni e ciclisti, e per il gioco dei bambini: basti dire che per parcheggiare 400 automobili (che stanno ferme il 95% del tempo) serve un ettaro di spazio. Per farle circolare ne servono molti, sia perché gli spazi stradali necessari per una singola auto si dilatano per l’esigenza di mantenere le distanze di sicurezza (una fila di 50 auto che vanno a 50 km/h e tengono rigorosamente le distanze di sicurezza è lunga circa 4,5 km) sia perché ogni auto per circolare ha bisogno di più posti auto, in media almeno tre.

Il caso di Pontevedra, la piccola città spagnola dove il centro è inaccessibile alle auto, è uno dei casi di successo di riduzione o eliminazione dell’auto da un centro città, con grande riduzione anche della circolazione nelle periferie. Altre città grandi e piccole stanno lavorando in quella direzione, a diverse velocità: per esempio Londra, Parigi, Oslo, Amburgo.

Ci sono altri casi di successo molto più noti, anche se paradossalmente il pubblico generale non ci pensa o non lo sa:

Insieme a molti altri casi di città a ridotta circolazione automobilistica sono la dimostrazione che è possibile avere città ricche e di grande successo anche senza trasformarle in parcheggi congestionati dalle auto.

In molte città, ridurre l’invadente e pericolosa presenza delle auto nella vita moderna è indispensabile, visti gli enormi costi sociali ed economici che l’urbanistica basata sull’automobile comporta: La EU rivela gli spaventosi costi del sistema automobile [Bikeitalia].

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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