Monopattini, i veicoli 'green' che, senza ampie zone 30 e 20, non migliorano il traffico [aggiornamento]

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L’entusiasmo ecologista del Ministro Toninelli. Peccato che la ‘svolta green’ sia molto modesta, quasi inesistente.

Il governo ha promosso con grande fanfara ecologica la sperimentazione di monopattini, hoverboard e altri veicoli elettrici di ‘micromobilità’. Il problema è: quanto incideranno sul traffico automobilistico, migliorando la vivibilità e l’ambiente delle città italiane? Probabilmente molto poco.

Qui la sintesi di una delle prime ordinanze comunali di attuazione della sperimentazione, quella di Milano. La circolazione dei monopattini elettrici è consentita in questi luoghi:

  • Aree pedonali
  • Piste ciclabili
  • Percorsi ciclopedonali
  • Zone 30 con limite di velocità a 20 km/h (Se una zona 30 ha limite di velocità a 20 km/h non dovrebbe chiamarsi Zona 20?)
  • Vietate le strade con con pavimentazione in acciottolato e le corsie preferenziali, anche in Zone 30.

In pratica la circolazione dei monopattini è consentita – giustamente o ingiustamente, non è questo il punto – solo nelle aree dove circolano pedoni o ciclisti.

Ovvero è evidente che i monopattini verranno usati e in pratica per ora possono essere usati solo invece di andare a piedi o invece di andare in bicicletta. 

È evidente che il beneficio sul traffico automobilistico non può essere che minimo o inesistente. Nella migliore delle ipotesi l’automobilista tiene il monopattino elettrico nel bagagliaio, arriva in prossimità di un’area pedonale o di una pista ciclabile, parcheggia e usa il monopattino elettrico invece di camminare o di pedalare in bici. Non sembra un grande vantaggio, visto che è già possibile da decenni tenere una bicicletta pieghevole in automobile e solo qualcuno lo fa. Non si capisce perché un monopattino elettrico (che richiede di essere ricaricato giornalmente, se viene usato spesso) possa offrire chissà quali vantaggi.

[AGGIORNAMENTO] Diverso sarebbe se, per esempio, a Milano decidessero questo tipo di sperimentazione: i monopattini possono circolare ovunque nell’Area C e le auto devono andare a 20 km/h massimo per evitare incidenti. Allora sì che l’effetto di moderazione sul traffico automobilistico ci sarebbe, incoraggiando molti a preferire monopattini, bici e andare a piedi rispetto a ingombrare le strade con l’automobile.

Insomma: benefici ecologici  e di moderazione del traffico automobilistico ridotti o inesistenti, almeno per ora, come risulta anche dall’esperienza di Parigi dove l’uso dei monopattini risulta essere di questo tipo:

  • 47% in sostituzione di spostamenti a piedi;
  • 29% invece di spostamenti sui mezzi pubblici
  • 9% invece di spostamenti in bici
  • 8% invece dell’automobile.

È evidente quindi che, almeno per ora con questo tipo di normative timide, il monopattino elettrico sostituisce in gran parte spostamenti attivi, trasformandoli in spostamenti passivi, con una sostituzione minima e trascurabile dell’uso dell’automobile. Grazie al monopattino elettrico la gente cammina e pedala di meno, e usa di meno i mezzi pubblici…

Per il momento quindi si tratta di ‘greenwashing’ governativo e comunale, pura propaganda finto-ecologista, come la fanfara con cui sono state presentate in passato le numerose iniziative di bike sharing a flusso libero: grande entusiasmo ecologista per iniziative in cui comuni e amministrazioni non dovevano fare nient’altro che acconsentire a una iniziativa privata per poi ritrovarsi con centinaia di bici abbandonate nelle strade delle città quando le iniziativa si è rivelata poco produttiva per il privato.

Perché non basta offrire bici gratis o a poco prezzo al cittadino, o consentirgli graziosamente l’uso del monopattino elettrico: occorre anche fare piste ciclabili e offrire percorsi sicuri con traffico automobilistico non aggressivo.

Fra l’altro i monopattini elettrici non sono neppure un’idea così innovativa. Qui le foto di monopattini elettrici utilizzati per vari usi, dal diporto alla consegna di lettere, nel 1916, più di cento anni fa.

Monopattino elettrico nel 1916

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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