Perché le autostrade sono dannose

l’orrendo svincolo autostradale di Viareggio. Come si vede lo spazio complessivamente occupato dallo svincolo è maggiore del centro della città e gran parte dei terreni nei dintorni dello svincolo sono degradati sia dal punto di vista economico sia da quello naturalistico, e scarsamente utilizzabili.

In generale le autostrade sono opere dannose. Non sono inutili, perché agevolano la mobilità automobilistica, ma sono dannose, per diversi motivi:

  • Consumo del territorio. Le autostrade occupano moltissimo spazio. Gli svincoli occupano grandi quantità di territorio: è noto che ci sono svincoli autostradali che, visti dall’alto, occupano uno spazio simile a quello di interi centri urbani. I terreni intorno a svincoli e percorsi autostradali sono inoltre degradati: del tutto inadatti per abitarci, poco adatti per stabilimenti produttivi (anche lavorare troppo vicino a un’autostrada comporta problemi di salute per rumore e inquinamento), poco adatti anche per l’agricoltura, a meno di non sorvolare su prodotti inquinanti e polveri sottili che si depositano sui prodotti agricoli e vengono assorbiti dal terreno.
  • Inquinamento. Le autostrade sono produttrici di smog e polveri sottili a causa dei gas prodotti dai veicoli a motore e le polveri prodotte dall’usura di pneumatici e manto stradale. Ad alta velocità queste sono particolarmente significative, per cui l’inquinamento prodotto in autostrada diminuirà con l’eventuale elettrificazione dei veicoli, ma resterà significativo.
  • Contributo al riscaldamento globale. Le autostrade contribuiscono ai problemi di riscaldamento globale sia tramite la produzione di CO2 direttamente dai veicoli a motore, sia per la produzione derivante da tutte le attività di costruzione e manutenzione. Ulteriore grande contributo al riscaldamento globale è dato dal fatto di incentivare l’uso dell’automobile.
  • Incentivo all’uso dell’automobile. Se una data località ha una nuova autostrada mentre contemporaneamente il servizio ferroviario viene abbandonato o lasciato degradare, sarò incentivato a usare l’auto, che a quel punto sembrerà l’unica scelta razionale per spostarsi. In realtà è una scelta indotta.
  • Dispersione urbana. Le autostrade, come tutte le opere infrastrutturali che incentivano l’uso dell’auto (strade, autostrade e parcheggi) incoraggiano attivamente la dispersione sul territorio di abitazioni e centri produttivi. Invece di costruire ferrovie e tram, come si faceva nel periodo dal 1850 al 1950, e poi sviluppare centri abitati e produttivi ad alta e media densità intorno alle stazioni e alle fermate, dal 1950 in poi in Europa (dal 1930 negli Usa) si è adottata spesso la modalità ‘costruisco una strada e poi abitazioni e stabilimenti produttivi lungo essa e in aggregati collegati da strade minori’. Questo ha comportato l’incentivazione attiva dell’uso dell’auto e maggiori costi energetici e generali (semplificando: riscaldare 12 villette è molto più costoso di riscaldare una palazzina di 12 appartamenti, e per lo stesso principio sono più alti anche tutti i costi di costruzione e manutenzione). La rete stradale inoltre ha elevati costi di costruzione e manutenzione in sé, come sappiamo dall’annoso e in parte insolubile problema delle buche sulle strade che compaiono e peggiorano ad ogni inverno.

Complessivamente e retrospettivamente le autostrade sono state un grande affare per l’industria dell’auto e per tutto l’indotto, per non parlare di chi le costruisce, chi fa la manutenzione e chi incassa i pedaggi, ma sono state un fattore molto negativo per la qualità del territorio.

Molte autostrade sono dei veri ecomostri di cui non ci rendiamo conto perché viaggiandoci sopra si vede il panorama esterno (spesso molto bello quando l’autostrada attraversa colline e posti poco abitati) ma non si vede com’è l’autostrada o il viadotto nel territorio, e l’enorme spazio occupato da tutti gli svincoli e le uscite.

Basare l’urbanistica su ferrovie, mezzi pubblici, tram e biciclette come si era fatto nel periodo 1850–1950 probabilmente ci avrebbe dato città più vivibili, meno inquinamento, meno riscaldamento globale e più benessere reale.

Qui un po’ di storia dell’urbanistica e mobilità europea e statunitense “Le strade non sono state costruite per le auto” – recensione

Dalla mia risposta su Quora alla domanda: Cosa ne pensate delle autostrade italiane spiegando pro e contro?

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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