Quiz. L’impatto ambientale derivante dalla costruzione di un’auto elettrica viene compensato dall’utilizzo? [Aggiornamento]

No.

Anche nella migliore delle ipotesi (ricarica elettrica con energia solare), l’auto elettrica mantiene questi lati negativi perfettamente condivisi con l’auto termica:

  • Massa. Per fare un esempio, la Tesla S pesa 2,4 tonnellate. Come un suv Jeep e come molte berline di lusso. Le utilitarie elettriche pesano come le utilitarie termiche, spesso qualcosa in più per via del peso delle batterie (qualche centinaio di kg da sole). Costruire una Tesla non è molto più ecologico di costruire una Jeep Grand Cherokee Chief.
  • Usura dei pneumatici. Le gomme sono prodotte con idrocarburi che si usurano e usurano l’asfalto delle strade, anch’esso prodotto con idrocarburi, generando polveri sottili che non fanno bene né ai polmoni né all’ambiente. I due cm di battistrada che si usurano da qualche parte vanno (nell’aria, e poi nel terreno attraverso la pioggia, quindi nella catena alimentare), e anche il pneumatico liscio da qualche parte deve essere trasportato smaltito in qualche modo.
  • Costruzione e manutenzione delle strade. L’automobile sarà un veicolo meraviglioso per i suoi tanti appassionati, ma senza strade non va da nessuna parte. Anche una Land Rover difficilmente sarebbe considerata un buon veicolo se dovesse circolare sempre a 12–15 km/h su prati e pietraie consumando un sacco di carburante. Senza strade e autostrade in ultima analisi è meglio contare sui muli. Costruzione e manutenzione delle strade sono attività talmente costose che quasi nessun paese al mondo ha una rete stradale perfetta. New York e Londra sono piene di ‘potholes’, le buche di cui si lamentano tanto gli automobilisti di Roma (che, obiettivamente, ne hanno di più, ma di cui i cittadini di tutte le grandi città del mondo non sono esentati). La costruzione e manutenzione di un viadotto autostradale ha un impatto ecologico uguale sia quando viene percorso da auto diesel Euro 1, sia quando viene percorso da auto elettriche. Il rifacimento del Ponte Morandi di Genova è stimato in oltre 200 milioni di euro. E questo senza tenere conto dei costi del ponte precedente, delle case distrutte, delle case sfollate, dei danni alle famiglie eccetera. Un’urbanistica basata su treni, piste ciclabili e mezzi pubblici è certamente più sostenibile di un’urbanistica basata su strade, autostrade, parcheggi e dispersione urbana, anche se e quando le automobili saranno tutte elettriche (fra non meno di 30 anni secondo alcune previsioni, visto che si prevede saranno il 57% delle nuove immatricolazioni nel 2040).
  • Rumorosità. Sopra i 40 km/h gran parte del rumore prodotto da un’auto è generato dal rotolamento dei pneumatici, particolarmente se sono invernali o quattro stagioni. Ai fini del riscaldamento globale non ha impatto, ma vivere vicino a una superstrada non diventerà bellissimo neanche sostituendo tutte le auto attuali con auto elettriche.
  • Costruzione e logistica dell’automobile. Anche le auto elettriche devono essere costruite, commercializzate e distribuite attraverso una rete di concessionari o di distributori variamente organizzati. Anche supponendo di ordinarle su Amazon, occorre che qualcuno le fabbrichi, le porti al centro di distribuzione e poi te le consegni a casa. Che sia elettrica o diesel euro 1 cambia ben poco.
  • Costi sociali determinati dagli incidenti stradali. Curiosamente le auto elettriche ammazzano i pedoni e gli automobilisti più o meno nella stessa misura delle auto termiche. Trasportare un automobilista o un pedone in codice rosso con l’eliambulanza all’ospedale per un’operazione urgentissima ha lo stesso impatto ambientale sia quando l’incidente è provocato da un’auto elettrica, sia quando l’auto è a scoppio. Il sistema migliore per ridurre gli incidenti è ridurre la velocità sotto i 30 km/h in città (velocità in cui essere dentro una berlina di due tonnellate diventa chiaramente inutile) e sotto i 90 km/h in autostrada, ma da questo orecchio automobilisti e industria dell’auto non ci sentono.
  • Rottamazione. Le auto elettriche a fine vita devono essere rottamate esattamente come le auto termiche. Ci sono meno lubrificanti e residui di carburante di cui preoccuparsi, ma in compenso ci sono 300 o 400 kg di batterie da smaltire o riciclare. Vero che contengono sostanze e metalli che possono essere riutilizzati, ma anche trasportare tonnellate di batterie su e giù per il paese per produzione, installazione, smaltimento e riciclo comporta qualche costo ecologico ed energetico.

I soli veicoli elettrici sostenibili sono i microveicoli elettrici: bicicletta elettrica a pedalata assistita, quadricicli, cargo bike elettriche e, con molte limitazioni, monopattini, Segway e hoverboard. Ovvero dove la massa molto limitata del veicolo consente di cavarsela bene anche con batterie di pochi kg che puoi ricaricare in due o tre ore con pochi centesimi di spesa dalla normale spina elettrica di casa.

Fra l’altro prima di avere tutte auto elettriche in circolazione ci vorranno molti anni, almeno 30 o 40. Bloomberg prevede che nel 2040 (fra 21 anni) le auto elettriche rappresenteranno il 57% delle nuove immatricolazioni. Quindi ancora in quell’epoca ci sarà un 41% di immatricolazioni di automobili termiche, secondo le previsioni: ‘Nel 2040, infatti, BNEF stima che nel mondo circoleranno più di 1,6 miliardi di automobili (oggi: poco più di un miliardo) di cui circa il 30% sarà elettrico (oggi: 0,5%), quindi i veicoli da ricaricare alla presa di corrente saranno circa 500 milioni complessivamente tra una ventina d’anni.’ Sarà un po’ tardi e un po’ troppo poco per dare un contributo determinante contro il riscaldamento globale. E anche semplicemente per ridurre lo smog in città.

Fonte del grafico: Qualenergia.it

Le auto elettriche per ora dal punto di vista ecologico promettono molto e mantengono poco.

Auto elettrica: una tecnologia vecchia di oltre 150 anni

Auto elettrica – quello che non viene detto chiaramente: ecologia, costi, ricarica… [aggiornamento]

Auto elettrica: è sbagliato il concetto (soprattutto in città)

Quanto costa ricaricare un’auto elettrica?

In Germania (per ora) le auto elettriche sono poche migliaia nonostante grandi incentivi. Le bici elettriche 2,5 milioni [ECF, 2016]

[Aggiornamento: su questo articolo c’è stato questo scambio su Twitter fra Sergio @Fertuffo e Paolo Attivissimo @disinformatico, l’autore dell’omonimo blog e autorevole cacciatore di bufale da tanti anni:

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Le banalità sono cose ovvie, risapute, ma certamente vere, altrimenti non sarebbero né ovvie né banali (‘il cielo è blu’, ‘l’acqua è bagnata’, ‘un’auto di 2,4 tonnellate è costosa e inefficiente anche se è elettrica’), quindi molte cose scritte qui sono certamente vere.

Il problema è capire quali sono le ‘baggianate’.

Qui altri Quiz per verificare la tua preparazione su auto, moto, bici e mobilità moderna e sostenibile.

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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