Come mai Audi, Bmw, Fiat, Mercedes, Volkswagen e le altre non sono in grado di risolvere il problema dei parcheggi e del traffico?

C’è traffico? Allarghi le strade e aumenta ancora. Non c’è soluzione, e se c’è, l’industria dell’auto non l’ha ancora trovata, dopo oltre 120 anni

Con tutta la meravigliosa tecnologia e il mirabolante progresso di oltre 120 anni di automobilismo, come mai gli ingegneri delle più grandi case automobilistiche non sono ancora riusciti a risolvere il problema del traffico e dei parcheggi? Come mai non fanno grandi campagne pubblicitarie per dire come sarebbe facile risolvere il problema seguendo alcuni semplici accorgimenti?

Risposta semplice e sintetica: perché l’auto in città non funziona. È ingombrante, lenta, pericolosa, goffa e inquinante.

Alcuni parametri chiave:

  • Le auto stanno ferme il 95% del tempo. Un’automobile che viene usata 2 ore al giorno tutti i giorni (quindi, parecchio, più della media delle auto private normali) sta ferma parcheggiata ben 22 ore.
  • Il traffico è generato dal 5-10% di auto in movimento. Se le auto stanno ferme il 95% del tempo vuol dire che in media, 24 ore su 24, ci sono 19 auto ferme parcheggiate e una sola in movimento. Questo significa che il traffico delle ore di punta è generato da circa il 10-15% delle auto immatricolate. Se tutti gli automobilisti decidessero di partire insieme con tutte le auto disponibili assisteremmo a un enorme ingorgo di livello regionale se non nazionale.
  • Per fare un posto auto occorrono 25 metri quadri di spazio urbano. Questo il motivo per cui i parcheggi mangiano così tanto spazio. Le città americane con abbondanti posti auto (fino a 9-10 per ciascuna famiglia, pari a 4-5 per automobile) infatti hanno l’aspetto di enormi parcheggi con qualche edificio qua e là.
  • Le auto sono molto ingombranti sia ferme sia in movimento. Parcheggiate richiedono 25 mq di spazio disponibile. In movimento richiedono decine e centinaia di metri di strada: 7 automobili che viaggiano a 130 km/h occupano oltre un km di autostrada (se tengono adeguate distanze di sicurezza). Una coda di 10 auto al semaforo occupano circa 70- 90 metri di strada.

Questo comporta che se allarghi le strade al massimo possibile, incoraggi attivamente e spesso costringi le persone ad usare l’auto (camminare e andare in bici diventa quasi impossibile, e comunque spiacevole ai margini di vere autostrade urbane) creando ulteriore traffico e aumentando le distanze da percorrere. Questo senza risolvere il problema della congestione perché le auto comunque non si distribuiranno regolarmente lungo la rete stradale ma tenderanno a convergere presso luoghi particolari in orari particolari (stadi la domenica, centri commerciali il sabato, zone industriali, centri cittadini e quartieri di uffici nelle ore di punta dei giorni feriali eccetera).

All’alba del 1900 un primo tentativo Magneti Marelli per risolvere il problema del traffico: clacson migliori.

Se invece realizzi tutti i posti auto teoricamente necessari, realizzi città che sono enormi parcheggi con alcuni edifici ogni tanto nel mare di posti auto e con sterminati quartieri di villette alle periferie, come certe città americane, con grande consumo di territorio e di risorse (costruire, riscaldare e condizionare venti villette costa di più e asfalta molto più territorio rispetto a fare le stesse cose per una palazzina di venti appartamenti).

Negli anni 30 qualche tentativo di risolvere il problema del traffico fu fatto… dando la colpa agli automobilisti che parcheggiano a lato strada e invocando ‘maggiore educazione sulle strade’. La soluzione non si rivelò efficace, come vediamo anche oggi.

Una nota per chi legge: e non rispondete che non è loro compito risolvere il problema del traffico. Tutte le aziende che fanno marketing in genere cercano di risolvere o attenuare i problemi che limitano l’uso dei loro prodotti: se la friggitrice fa fumo cercano di costruirne una che non fa fumo o che non puzzi. Se il telefonino non ha copertura radio, cercano di costruire, direttamente o indirettamente, una rete di antenne che estenda la copertura e la connessione per i telefonini. Se la copertura non è buona, cercano di migliorarla, eccetera. Se le auto trovano congestione, code e traffico, si cerca di ridurre il problema, come ha cercato di fare la Shell negli anni 30 con l’iniziativa ‘Share the road’ e annunci pubblicitari come quello più sopra. Non ha funzionato e, almeno per ora, non hanno trovato soluzioni migliori.

Né ha trovato soluzioni Caterpillar. La sua proposta è qui sotto. Inutile dire che è miseramente fallita: più strade fai, più aumentano traffico e congestione.

Anche Caterpillar nel 1957 ha proposto la sua ricetta per ridurre il traffico: allargare le strade. Non ha funzionato: più strade fai, più le allarghi, più incoraggi l’uso dell’auto, creando altro traffico e congestione.

Se l’industria dell’auto non lo fa, e oggi non ci prova nemmeno, è perché il problema di parcheggio e traffico è insolubile con il loro prodotto, non perché non li riguarda.

Gli ‘autobus dischi volanti’ risolveranno il problema della congestione automobilistica?
Oppure i problemi verranno finalmente risolti da Audi e Confindustria?

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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