L’irrazionalità del mercato automobilistico. Ma forse si dovrebbe dire chiaramente *stupidità*.

Molti di questi camion scintillanti non hanno mai visto un cantiere.

L’automobile è l’acquisto razionale per eccellenza. Dicono gli automobilisti.

Prima di acquistarlo si consultano le testate specializzate, si confrontano i modelli, si analizzano i piani di finanziamento, si fa una lunga trattativa con il concessionario… e poi si acquista un un pickup truck (cioè un camion scoperto).

‘Non hai bisogno di un grosso pickup, hai bisogno di un vestito da cowboy.’ The Drive, articolo scritto da Brett Berk, giornalista specializzato in motori, politica e cultura popolare.

È la situazione del mercato automobilistico statunitense, il più importante del mondo dopo quello cinese, e il più influente da quando esiste l’industria automobilistica.

Negli Stati Uniti nel 2018 i pickup truck hanno totalizzato 3 milioni di veicoli venduti. Un veicolo su sette. Il segmento è così caldo dal punto di vista commerciale che persino Tesla ha appena lanciato un ‘Cybertruck’ che sta generando una tale attesa che ha raccolto 200.000 prenotazioni in pochi giorni.

Il Cybertruck della Tesla. Un vero veicolo blindato dalle prestazioni eccezionali più adatto per le forze armate che per andare al lavoro, a fare la spesa o la domenica dalla suocera. E l’ennesima dimostrazione dell’infantilismo del mercato automobilistico.

Ma molti di questi camion non hanno mai visto e non vedranno un cantiere o una fattoria:

According to Edwards’ data, 75 percent of truck owners use their truck for towing one time a year or less (meaning, never). Nearly 70 percent of truck owners go off-road one time a year or less. And a full 35 percent of truck owners use their truck for hauling—putting something in the bed, its ostensible raison d’être—once a year or less.

Ovvero:
  • Il 75% dei proprietari di pickup li usa per traino rimorchi meno di una volta l’anno (ovvero mai).
  • Il 70% fa percorsi fuoristrada meno di una volta l’anno (praticamente mai).
  • Il 35% trasporta merci meno di una volta l’anno (in pratica molti non lo usano nemmeno per caricare i bagagli quando partono per le vacanze).

E stiamo parlando di veicoli da 400 a 450 cavalli, con accelerazioni che negli anni 90 offrivano solo le auto sportive.

Le principali motivazioni dei proprietari di pickup sono: il piacere di guidare, il dominio sulla strada, la libertà che il camion offre. Libertà che costa cara agli altri cittadini e utenti della strada: questi mostri da 400 cavalli consumano grandi quantità di risorse e, come i suv, sono molto più pericolosi tanto per ciclisti e pedoni quanto per le automobili più piccole a causa della maggiore altezza del muso e della maggiore massa (oltre due tonnellate tanto per i pickup quanto per i suv di maggiori dimensioni come Range Rover, Jeep Grand Cherokee eccetera).

Si potrò dire che sono i soliti americani. No: anche gli europei e gli italiani fanno analoghi errori nell’acquisto dell’automobile. Lo dimostrano le vendite dei suv, appunto.

Mutatis mutandis, il fenomeno riguarda anche i suv: veicoli sovradimensionati per il loro utilizzo (fare la spesa, portare i bambini a scuola… spesso abitando a un km da essa). Nonostante i maggiori costi, i suv e le sue varianti (suv compatti, mini-suv, crossover) sono la categorie di veicolo più vendute tanto negli Stati Uniti quanto in Europa, e il più redditizio per l’industria dell’auto che sulle utilitarie piccole e medie oggi ha margini di poche centinaia di euro per veicolo.

Ennesima dimostrazione che gli automobilisti non sanno fare i conti, e la presunta razionalità del loro acquisto è, per chi non fa il tassista, l’agente di commercio, spesso del tutto assente.

Qui l’intero articolo: ‘You Don’t Need A Full-Size Pickup Truck, You Need a Cowboy Costume‘ The Drive

Qui sotto una brevissima sintesi del mercato europeo: Dacia Duster è il suv più venduto (anche se più specificamente è un crossover) e la categoria gode di buona salute nonostante crisi e mercato dell’auto generalmente saturo.

Da Formula Passion.it

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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