Il sindaco di Milano dorme in piedi sul problema del traffico e della sicurezza stradale (a differenza del sindaco di Londra)

Viale Monte Ceneri a Milano. Le priorità del traffico sono chiaramente assegnate: tolleranza per la sosta selvaggia e l’abuso dell’auto privata. Pedoni, ciclisti e utenti dei mezzi pubblici abbiano pazienza.

Mentre a Londra si vedono risultati concreti sulla lotta al traffico e agli incidenti stradali, e il sindaco Sadiq Kahn annuncia ulteriori provvedimenti attivi e fattivi, il sindaco di Milano Beppe Sala chiude un occhio sull’abuso dell’auto privata e si limita ogni tanto ad auspicare che i milanesi guidino meglio, preferiscano i mezzi pubblici e magari qualche nuova pista ciclabile sarebbe utile, se possibile e se non disturba troppo le auto. Come molti suoi colleghi che non hanno capito niente di come funziona il traffico automobilistico (per consolarsi possono dire di essere in buona compagnia: con Elon Musk; anche lui non ne ha capito niente).

Be’, mentre a Londra fanno questo, con risultati concreti, a Milano fanno quest’altro:

  1. Chiudere un occhio sulle violazioni del codice della strada. Sosta vietata, doppia fila, parcheggio su aiuole e marciapiedi sono sostanzialmente depenalizzate. Ogni tanto si fa qualche multa, ma bisogna essere molto sfortunati per prenderle. Qui documentazione anche fotografica del far west milanese. E questo alla faccia delle periodiche lezioncine di scuola guida di sindaci e assessori sul codice della strada.
  2. Sottovalutare il ruolo strategico dei treni metropolitani. Il passante ferroviario non è ben integrato con il resto della rete dei mezzi pubblici (qui le responsabilità sono anche della Regione Lombardia e della cattiva gestione delle Ferrovie Nord).
  3. I mezzi pubblici non sempre hanno la priorità che meritano. Non solo spesso mancano le corsie preferenziali per gli autobus e i tram non sempre viaggiano in percorsi protetti, ma viene tollerata la sosta in doppia fila e la malasosta (vedi punto 1).
  4. Manca l’asservimento semaforico ai mezzi pubblici. Nonostante sia stato annunciato da anni, a Milano non si riesce a realizzare. Risultato: a Milano la velocità media dei tram è 13 km/h (comunque concorrenziale rispetto all’auto privata) mentre a Berlino è 25 km/h.
  5. Rete di piste ciclabili incompleta e disorganica. Le piste ciclabili a Milano vengono ancora concepite come un ‘sarebbe bello, ma’. Invece di creare una rete organica in cui i ciclisti hanno la precedenza sulle automobili, ancora oggi si realizzano spezzoni scollegati fra loro, spesso togliendo spazio ai pedoni invece che alle automobili private.

Qui l’articolo completo: TRENI metropolitani, TRAM protetti, rete di CICLABILI e altre idee per ridurre il traffico di Milano. [Milano Città Stato]

Qui il confronto con quello che, molto più concretamente, fanno a Londra.

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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