Il cinema è finzione. La pubblicità no (in teoria).

In novembre è uscito questo spot Alfa Romeo, composto utilizzando delle scene di un film prodotto da Netflix e sponsorizzato da Alfa Romeo, ambientato a Firenze. Nello spot alcune auto Alfa Romeo vengono usate dai protagonisti del film per scorrazzare ad alta velocità nelle strade del centro storico frantumando monumenti e terrorizzando i pedoni.

Molti hanno criticato lo spot in quanto estremamente diseducativo: un prodotto intrinsecamente pericoloso nelle sue immagini veniva usato in modo pericoloso. In particolare le principali associazioni che si occupano di sicurezza stradale ne hanno chiesto il ritiro.

Molti hanno difeso lo spot con queste argomentazioni principali:

  • È fiction
  • Ma allora dovremmo censurare tutti i film d’azione
  • C’è di peggio in tv
  • Non sapete distinguere la realtà dalla finzione

Quattro argomentazioni tutte sbagliate.

Il cinema è finzione. Nessuna persona adulta pensa che le morti e gli atti di violenza rappresentati nei film di Quentin Tarantino siano reali, né che il regista voglia incoraggiare la gente a spararsi addosso o a risolvere i litigi con la katana.

La pubblicità NO. La pubblicità NON è finzione. Può essere bugiarda, può essere falsa e menzognera (non dovrebbe capitare, ma è successo frequentemente e succede ancora). Ma la pubblicità è più che realistica: è iperrealistica.

La pubblicità deve rappresentare la realtà del prodotto, per quanto edulcorata o enfatizzata, anche nascondendone o minimizzando eventuali difetti. La pillola per il mal di testa fa passare il mal di testa, non ti porta in paradiso, se non in metafore comiche o evidentemente paradossali che comunque vengono riportate a terra con la realtà del prodotto. L’auto ti trasporta da A a B in modo piacevole, non è uno strumento per terrorizzare i pedoni.

La pubblicità ha uno scopo educativo nel senso etimologico del termine: lo scopo di promuovere modelli di comportamento fra i consumatori, al fine di vendere prodotti: bevi la Coca-Cola per dissetarti ma anche per essere più a tuo agio con i tuoi amici, per essere più popolare. Bevi Glen Grant per dimostrare di essere un intenditore di whisky, non per sballarti alle feste. Compra il piatto pronto surgelato per mangiare con gusto senza perdere tempo in cucina, non per avvelenare un parente ricco.

Usando le spettacolari immagini di un film d’azione in cui avevano effettuato un product placement, l’Alfa Romeo ha mischiato realtà e finzione, veicolando attraverso la finzione un uso molto pericoloso e diseducativo del suo prodotto. Se quella non è la realtà del prodotto, è sbagliato lo spot. Se quella è la realtà del prodotto, è sbagliato il prodotto.

Lo spot Alfa Romeo è scorretto e infantile. Come le sue automobili.

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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4 risposte a Il cinema è finzione. La pubblicità no (in teoria).

  1. Giancarlo Brunelli ha detto:

    Sono perfettamente d’accordo. Lo stesso varrebbe purtroppo per le altre automobili.

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  2. Oltretutto le serie TV sono tutte “rated”, quasi nessuna è consigliata sotto i 13-14 anni, per via dei temi rappresentati (violenza, sesso, alcool, droghe, torture, etc); ma la fiction è “on demand”, e se la faccio vedere ai bambini è una scelta (sconsiderata) mia. Invece la pubblicità va in chiaro e in orari non protetti. A che ora e su che canali è stato trasmesso questo spot?

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    • Gianni Lombardi ha detto:

      Bisognerebbe sentire un centro media. So che lo spot è andato in onda su diverse emittenti, ma non conosco gli orari precisi. Attualmente sta andando in onda anche una versione radiofonica che, senza immagini, è ovviamente molto meno criticabile.

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  3. Se va in “prima serata” è molto grave, in pratica stai bypassando le regole che invece vengono applicate ai contenuti editoriali.

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