Motociclisti che non sanno fare i conti: andare in bici è pericoloso. In moto invece no…

Il ciclismo urbano comporta una pericolosità analoga a camminare. Andare in moto è molto più pericoloso, prima di tutto per la maggiore velocità del mezzo. Il legame tra velocità e incidenti stradali è documentato da almeno 115 studi internazionali. È evidente che andare in moto a 90 km/h (una velocità considerata ‘sicura’ da molti automobilisti e motociclisti) è molto più pericoloso che andare in bici in città a 15 km/h. Anche stare fermi in motocicletta è più pericoloso: se non sei pratico e una moto da 180 kg ti cade sul piede te lo spacca.

Uno dei curiosi pregiudizi di molti automobilisti, anche quelli che vanno in moto o in scooter, è che la bicicletta in città non si può usare perché fa freddo, piove e soprattutto, la bici è pericolosa.

Se invece si vuole andare in moto o in scooter non c’è problema. Improvvisamente freddo e pioggia spariscono e, incredibilmente, la moto diventa meno pericolosa della bicicletta.

Amici automobilisti e motociclisti, ma siete scemi?

Per dimostrare che la bicicletta è molto meno pericolosa della moto basta una semplice considerazione: in tutto il mondo civile per andare in moto e scooter è indispensabile avere una assicurazione contro gli infortuni. In bicicletta no.

Se in tutta Europa nessun paese prevede l’assicurazione obbligatoria per chi va in bici (escluso l’uso sportivo, che non deve essere confuso con il ciclismo urbano) mentre è un obbligo standard per tutti i veicoli a motore, è evidente che il livello di pericolosità è molto diverso.

L’unico paese europeo in cui era prevista l’assicurazione obbligatoria per le biciclette, insieme a una specie di targa, era la Svizzera, che ha abolito l’obbligo nel 2010. Ripeto: la Svizzera ha abolito l’obbligo nel 2010.

La principale pericolosità della bici è rappresentata dalle auto, esattamente come per i pedoni: camminare non è molto pericoloso in sé. È sempre possibile inciampare e prendere una storta, ma è un evento tutto sommato abbastanza raro. Però camminare può diventare pericoloso se ci sono automobili nei paraggi. Esattamente come pedalare in città: il principale pericolo sono le auto e le moto.

Che infatti, essendo veicoli intrinsecamente pericolosi, per il guidatore e per gli altri, richiedono patente, libretto di circolazione e assicurazione obbligatoria. Il fatto che invece questi obblighi non esistano per le biciclette non è un’inspiegabile dimenticanza dei legislatori di Francia, Spagna, Germania, Svizzera, Olanda, Danimarca e altri paesi. È che proprio non servono. E infatti chi vuole assicurarsi per la responsabilità civile in bicicletta, se vuole, può farlo per pochissimi euro all’anno: associandosi alla Fiab (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta). La tessera costa circa 25 euro e comprende un’assicurazione che, appunto, costa pochi euro l’anno. Oppure può inserire la copertura nella polizza del capofamiglia (in molti casi è già compresa).

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
Questa voce è stata pubblicata in Ciclismo urbano e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...