Auto elettrica: ricaricarla in casa da una normale presa elettrica può essere pericoloso. – Indispensabile verificare l'impianto con un tecnico esperto e, minimo, installare una presa adatta [Vaielettrico]

Caricare l’auto elettrica da una normale presa di casa è possibile ma, siccome gli impianti di casa da 3 kWh sono generalmente studiati per erogare la potenza massima solo per pochi minuti, può essere pericoloso. Lo spiega il professor Morris Brenna del Politecnico di Milano in questo articolo di Vaielettrico. Sottoporre un impianto a uno stress operativo come ricaricare un’auto elettrica per tutta la notte o per diverse ore può causare corti circuiti e surriscaldamenti pericolosi, soprattutto se si intende farlo tutte le notti. Se non succede la prima notte, prima o poi succederà.

Prima di acquistare un’auto elettrica è quindi molto utile verificare il proprio impianto elettrico, aumentare la potenza se è il caso e se è possibile e, come soluzione minima, installare una wall-box per la gestione della ricarica dell’automobile in sicurezza. In tutti i casi è bene chiedere la consulenza di un tecnico competente (i concessionari automobilistici per il momento non sempre ne dispongono) per verificare la situazione del proprio impianto domestico e del box o del posto auto dove intendiamo ricaricare l’auto quando è a casa.

Ulteriori utili dettagli in questo articolo di Vaielettrico: Il prof e la ricarica: non fatelo con la presa di casa.

Il problema evidenzia il fatto che l’auto elettrica, per quanto bene le si voglia, è tuttora un oggetto difficile da inserire nella vita quotidiana: più costosa dell’auto termica, ha richieste di energia non sempre facili da soddisfare né a casa né in viaggio. Il problema non va sopravvalutato, ma data la non ancora capillare distribuzione di colonnine di ricarica e le problematiche differenti rispetto al classico pieno di benzina, non va nemmeno sottovalutato.

La situazione ideale dell’aspirante automobilista elettrico, almeno attualmente, è:

  • Casa con giardino e posto auto o box privato, oppure appartamento in condominio con posto auto o box privato dove sia possibile installare una derivazione del proprio impianto elettrico o un impianto elettrico personale ad hoc (pensare di utilizzare a sbafo l’impianto del condominio, come fa talvolta qualcuno con il congelatore in cantina, può creare grossi problemi di sicurezza oltre a problemi con gli altri condomini);
  • Impianto elettrico domestico da 6 kWh, o altra misura consentita dal proprio fornitore di energia;
  • Pannelli solari sul tetto per usare anche l’energia solare gratis (a parte i costi dei pannelli) e quindi abbassare il budget elettrico complessivo;
  • Impianto elettrico verificato da un tecnico competente che conosce le problematiche di ricarica delle auto elettriche;
  • Possibilmente un posto per ricaricare l’auto presso l’ufficio oppure facile accesso a colonnine di ricarica, gratis o a pagamento, sul percorso casa-ufficio o in prossimità.

Oppure, organizzare la propria vita per fare a meno dell’automobile e usare una microcar elettrica (con esigenze di ricarica meno impegnative) o una bicicletta elettrica a pedalata assistita, risparmiando un sacco di soldi.

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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