L’industria dell’auto italiana ha una capacità produttiva di 1,5 milioni di veicoli. Ma ne produce circa 700.000. È evidente che c’è un grosso problema, e la soluzione NON È ‘vendere più auto’ [AGGIORNAMENTO]

Mettere più auto in strada non è una buona idea, e costruire ancora più strade è enormemente costoso.

L’industria italiana dell’auto ha una capacità produttiva annua di circa 1,5 milioni di veicoli, ma da anni ne produce la metà o meno. A livello europeo l’eccesso di capacità produttiva è nell’ordine del 20%, il che significa che, chi più chi meno, tutti producono troppe auto in un mercato che fatica ad assorbirle.

Il mercato dell’auto europeo è saturo, e il mercato italiano è soprassaturo: abbiamo il record europeo di auto per abitante, e, dopo la Grecia, anche il record di motocicli per abitante. Considerando anche il trasporto su gomma (furgoni, camion, autobus, pullman), nessuno ha tanti veicoli a motore in circolazione come l’Italia.

Inoltre più da vent’anni la produttività italiana non cresce, i redditi delle famiglie crescono poco o niente, i consumi interni tendono a stagnare. Impossibile pensare di risolvere il problema della sovrapproduzione automobilistica rottamando, incentivando e costringendo milioni di italiani a cambiare l’auto o a comprarla nuova: l’auto è già adesso la seconda voce di spesa per le famiglie dopo l’abitazione, e pensare di farla cambiare a famiglie che da anni tirano la cinghia anche perché hanno troppe auto e scooter da mantenere è da deficienti.

Anche perché, e lo negano in pochi, l’auto è inquinante, energivora e mangia troppo spazio urbano: il paese non è più in grado di gestire e mantenere le centinaia di migliaia di km di strade e autostrade, come dimostra la situazione drammatica dei viadotti e ponti che reclamano manutenzioni sempre più costose e ogni tanto crollano sotto le ruote degli automobilisti, e tunnel che crollano sulla loro testa.

È quindi evidente che bisogna scegliere fra due strategie:

  • Traccheggiare come sempre e gestire le varie crisi con i soliti sistemi: sovvenzioni, rottamazioni, cassa integrazione, ‘difesa dei posti di lavoro’, auspicare un miglioramento del mercato;
  • Ridimensionare entro dieci anni il ruolo dell’auto nella mobilità italiana e il ruolo dell’industria dell’auto come vacca sacra del pil italiano. Entro dieci anni ma cominciando subito con provvedimenti concreti: trasporti pubblici, treni e ferrovie, più spazio alla mobilità ciclabile e alternativa, meno spazio e meno parcheggi per le automobili.

Meglio mettersi a dieta e dimagrire nel tempo, piuttosto che mangiare tutto quello che c’è e poi morire di fame quando arriva la resa dei conti.

Purtroppo, è garantito che governi italiani, partiti principali, sindacati e industria spingeranno con determinazione in un’unica direzione: traccheggiare come sempre.

[AGGIORNAMENTO] e infatti arriva subito l’esortazione di un uomo politico di primo piano che evidentemente non conosce né la situazione dell’industria italiana ed europea, né i problemi della mobilità italiana in generale e torinese in particolare.

Con 67 auto ogni 100 abitanti, livelli di smog altissimi e un traffico asfissiante, Torino ‘ha bisogno di produrre più auto’ per il suo sviluppo economico. Siamo sicuri che sia una buona idea?

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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  1. Giancarlo Brunelli ha detto:

    Mi sa purtroppo che sarà dura invertire la tendenza… troppi interessi ma speriamo bene e blog come questi sono importanti per cercare di far ragionare politici e amministratori

    Piace a 1 persona

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