La realtà immaginaria degli spot automobilistici [video]

In questo bello spot Jeep (il suv dei vorrei e non posso) un babbo premuroso accompagna il vivace frugoletto a scuola, dove si ritrova tutto solo perché solo i genitori con la Jeep riescono ad affrontare la tormenta di neve. Fortunatamente arriva anche una bella bambina, anche lei presumibilmente accompagnata in Jeep.

Il bello è che la realtà quotidiana è opposta: quando nevica, e anche quando piove, intorno alle scuole italiane si forma una gelatina semovente di automobili in coda, il tutto in mezzo a una nuvola di smog e polveri sottili.

Questo in Italia succede per due fenomeni concomitanti:

  • La stupidità legislativa per cui in Italia viene attivamente scoraggiato arrivo e partenza in autonomia dei bambini e dei ragazzi sotto i 14 anni. Negli anni 70 e 80 la gran parte degli scolari andava a scuola a piedi, da soli o in piccoli gruppi di bambini solo talvolta accompagnati dai genitori. Ed era l’epoca di terrorismo e rapimenti. In questo modo si pensa di proteggere i bambini da chissà quali pericoli, col risultato che ogni giorno rischiano di essere messi sotto dagli automezzi dei genitori. Automezzi inutilmente sovradimensionati come la Jeep dello spot.
  • La stupidità familiare per cui i bambini vanno portati a scuola in auto per proteggerli dai pericoli della strada … che sono gli automezzi degli altri genitori.

Risultato: i bambini italiani sono quelli con la più elevata percentuale di obesità e di mammismo fra tutti i paesi europei.

L’arrivo a scuola, in un irreale deserto di auto. Come al solito, negli spot di automobili, le automobili sono spesso assenti.

Qui la realtà dei fatti: Anche disponendo di spazio illimitato, l’auto privata è ingombrante e inefficiente: guarda qui la lunga coda per entrare a scuola 

E qui i veri rischi: Se un bambino muore perché dimenticato in auto occorrono leggi, dispositivi, provvedimenti. Se viene ucciso sulle strisce bianche, è solo un incidente… [Aggiornamento]

E qui la realtà in Nord Europa: Finlandia, neve e freddo ma gli studenti vanno a scuola in bicicletta a -17 gradi.

Insomma, come al solito, la pubblicità televisiva rappresenta una realtà inesistente. Con tanti saluti alla razionalità dell’acquisto più costoso e importante per le famiglie.

Ultima considerazione: lo spot Jeep è praticamente copiato, ovvero ‘molto ispirato’ a un precedente spot Volkswagen per il suo Touareg 4×4 di cui qui sotto vediamo il video e un fotogramma. Si tratta di una circostanza che normalmente fra i pubblicitari scatena enormi polemiche, prese di distanza e critiche nei confronti di chi copia. Non in questo caso: alla pubblicità automobilistica gli addetti ai lavori e la stampa perdonano tutto… Forse perché sono fra i più grossi investitori pubblicitari in stampa, radio e tv.

Qui sopra una delle immagini finali dello spot Volkswagen, in cui il ragazzo, dopo una giornata da solo a scuola, finalmente viene preso dalla mamma in auto, l’unica in grado di circolare nella neve.

Entrambi sono a loro volta ispirati (a livello di variazione sul tema, in questo caso, non di plagio) a un vecchissimo spot Volkswagen per il Maggiolino, che vediamo qui sotto. Spot famosissimo fra gli addetti ai lavori come tutti i lavori per il VW Beetle realizzati da Bill Bernbach e la sua agenzia negli anni 60.

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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Una risposta a La realtà immaginaria degli spot automobilistici [video]

  1. Giancarlo Brunelli ha detto:

    Ipocrisia delle aziende automobilistiche

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