Pensi che ci sia un solo tipo di ciclista? No, ce ne sono almeno 6 o 7 tipi

Sei categorie di ciclisti secondo gli olandesi. A questi andrebbero aggiunti i cicloturisti, che spesso viaggiano in gruppo e hanno esigenze particolari rispetto a pendolari e ciclisti per svago.

Quando si parla di ciclisti spesso molti fanno un calderone di ‘ciclisti 100% indisciplinati’ alimentando uno sciocco pregiudizio secondo cui chi va in bicicletta è un anarchico senza patente (non è vero) mentre l’automobilista è un disciplinato cultore della legge (e anche questo non è vero).

Entrambe le categorie commettono numerose infrazioni, con la differenza che chi guida un suv da 2,5 tonnellate è molto più pericoloso della stessa identica persona quando va in bicicletta. Un’auto che a 50 km/h investe un pedone ha un impatto pari a circa cento ciclisti che vanno a 20 km/h.

Il punto importante è che ci sono molte categorie di ciclisti, illustrate nell’immagine sopra, e cioè:

  1. Ciclista quotidiano. È il ciclista, uomo o donna, che usa tutti i giorni la bici per andare al lavoro, a scuola e per fare commissioni familiari. Si va dall’impiegato che lavora dalle 9 alle 18 all’agente di commercio che visita numerosi clienti tutti i giorni, dallo studente all’insegnante.
  2. Ciclista sportivo. È il ciclista che usa la bicicletta per allenamento sportivo, professionale, semiprofessionale o amatoriale, ma anche per esplorare i dintorni della sua città, facendo spesso centinaia di km alla settimana. Il codice della strada italiano è particolarmente impietoso nei suoi confronti, con una normativa particolarmente confusa sia a proposito dei gruppi, sia a proposito delle piste ciclabli.
  3. Ciclista del tempo libero. Chi usa la bici per fare un giro, per andare al caffè, uscire la sera o passare un pomeriggio festivo, tanto nella propria città quanto in vacanza
  4. Ciclista attento. È il ciclista che vuole circolare in sicurezza e ha bisogno di segnaletica chiara e intersezioni sicure. È il ciclista che più facilmente rinuncia alla bicicletta se pensa di essere in una situazione di pericolo. Spesso le donne preferiscono non usare la bicicletta se pensano che gli automobilisti siano troppo pericolosi e aggressivi. Molti italiani vorrebbero usare la bicicletta per lavoro o per commissioni, ma non lo fa perché ha paura del traffico.
  5. Ciclista vulnerabile. Si tratta principalmente di bambini, disabili con bici a due o tre ruote, e anziani, sempre con bici a due o tre ruote. Hanno bisogno di percorsi particolarmente sicuri, e particolare rispetto da parte degli utenti motorizzati.
  6. Corrieri in bici. Sono persone che lavorano in bici per fare consegne o per trasportare la propria attrezzatura: corrieri, fattorini, postini, artigiani, tuttofare in bicicletta. Da notare che, mentre i corrieri con furgone quando parcheggiano sui marciapiedi, in doppia fila o sulle piste ciclabili sono sempre giustificati con ‘solo cinque minuti, sto lavorando’, i corrieri in bici vengono spesso etichettati come delinquenti che non rispettano il codice della strada. Come mai questo doppio standard?
  7. I cicloturisti. Categoria non prevista nell’illustrazione sopra, sta diventando sempre più importante in Europa anche per il giro d’affari che comincia a muovere. I cicloturisti viaggiano spesso in gruppo, hanno spesso bisogno di usare anche il treno, e hanno bisogno di servizi e assistenza lungo la strada. Fortunatamente molti alberghi si stanno attrezzando per servire al meglio questo tipo di clientela che, in proporzione, spende di più e pesa di meno sul territorio rispetto agli ingombranti turisti in automobile.

È evidente che queste sette categorie di ciclisti hanno caratteristiche particolari e hanno bisogno di una attenzione specifica da parte delle amministrazioni pubbliche, delle aziende, delle scuole e anche un’attenzione particolare da parte di chi guida mezzi motore. I ciclisti, per il codice della strada, sono utenti vulnerabili, come pedoni e disabili.

È altrettanto evidente che è del tutto inutile e anche stupido dipingere sempre i ciclisti come anarchici che non rispettano il codice della strada. Nessuna delle categorie di utenti della strada rispetta tutte le norme: gli automobilisti fanno le loro infrazioni, i motociclisti le loro infrazioni, i pedoni le loro infrazioni e i ciclisti le loro infrazioni. Non è con l’invito astratto a rispettare il codice della strada che si riducono gli incidenti, ma riprogettando le strade, realizzando più piste ciclabili e potenziando i mezzi pubblici.

È invece utile progettare strade sicure anche per queste categorie di ciclisti, che pesano meno su ambiente e territorio ma portano più benessere e una mobilità migliore.

Quando una città è progettata per bambini, pedoni, ciclisti è meglio per tutti, compresi gli automobilisti. Quando una città è progettata prioritariamente per l’automobile, con autostrade urbane e parcheggi dappertutto, è peggio per tutti, compresi gli automobilisti.

Fonte dell’immagine:

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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