Le obiezioni paranoiche degli automobilisti quando si parla di biciclette e piste ciclabili. Ne conosci qualcuna?

La situazione a Copenhagen, che non è esattamente una città arretrata. 62% usano la bici tutti i giorni, solo il 9% usa l’auto, mentre il 21% usa i mezzi pubblici. Quindi usare la bici non comporta l’abolizione di auto e mezzi pubblici.

Molti automobilisti hanno un’evidente coda di paglia quando si parla di piste ciclabili, biciclette, mezzi pubblici e mobilità alternativa all’auto privata.

Infatti le argomentazioni che usano sono spesso sproporzionate, ripetitive e prevedibili. Ecco alcuni esempi, tutte obiezioni dette e stradette da automobilisti paranoici e disinformati in innumerevoli discussioni e dibattiti:

  • ‘Torniamo al calesse’. Per alcuni basta proporre la bicicletta come veicolo urbano per suscitare un panorama apocalittico: l’abolizione del motore a scoppio, la distruzione delle auto, il ritorno alla mobilità del XVII secolo. Si tratta di una risposta evidentemente polemica e paradossale, ovvero priva di fondamento, soprattutto se si considera che i due paesi europei più biciclettari sono Olanda e Danimarca, ovvero i due con gli indicatori più elevati di benessere, reddito, assistenza sociale, salute, scolarizzazione. Ovvero: in Europa la bici si usa molto nei paesi più avanzati, mentre sono i paesi più arretrati che preferiscono auto e scooter. (Variante: ‘Compriamoci tutti un mulo’, detta da un famoso giornalista in una discussione su Facebook).
  • ‘Non tutti possono usare la bicicletta.’ Verissimo, ma è altrettanto vero che non tutti possono guidare l’auto: per guidarla occorre prendere la patente, comprare un’auto, trovare parcheggio, e mille altri problemi e ostacoli. In proporzione sono molte di più le persone che possono usare la bici rispetto a chi può usare l’auto. Se hai imparato a usarla da piccolo, puoi usarla anche da adulto, a meno di non avere inabilità o problemi fisici molto gravi (così gravi che in genere impediscono anche la guida dell’auto). Se non sai usarla, imparare ad andare in bici è più semplice che prendere la patente, e nella peggiore delle ipotesi per imparare ad usare una bicicletta a tre ruote bastano letteralmente cinque minuti.
  • ‘Non tutti sono atleti’. Vero, ma in pianura a pari velocità la bicicletta consente di spostarsi usando molta meno energia che camminare (circa un quinto). Ovvero, in molte piste ciclabili e aree pedonali si vedono moltissimi anziani in bicicletta, anche invalidi con bastone o stampella appesa al manubrio, che usano la bici proprio come mezzo per estendere le loro possibilità di movimento. Inoltre esistono le biciclette elettriche a pedalata assistita, anche nelle versioni a tre ruote e cargo bike, che rendono ancora più semplice e meno faticoso pedalare.
  • ‘Ci sono le salite’. Vero, ma: 1. Con un po’ di allenamento molte salite diventano facilmente superabili (e nella peggiore delle ipotesi, come fa qualcuno, si scende e si affronta la salita a piedi); 2. Ci sono le biciclette elettriche a pedalata assistita, molto più economiche ed ecologiche di motorini, scooter e motociclette (e meno pericolose). Una bicicletta elettrica a pedalata assistita consente anche alla persona meno allenata di superare salite anche notevoli.
  • ‘Come fa chi lavora a 30 km da casa?’.Semplice: a seconda del percorso e del livello di allenamento sceglie se usare la bici, l’auto o i mezzi pubblici (o anche una combinazione di più mezzi, tenendo una bici pieghevole in auto, o caricando la bici in treno). Nessuno ha detto di abolire l’auto (vedi il primo punto) o di impedirne l’uso a chi non può farne a meno. Inoltre quelli che lavorano molto lontano sono una minoranza. Molti degli spostamenti urbani sono sotto i 5 km, compresi molti di quelli svolti in automobile.
  • ‘Voglio vederti a trasportare la mia cassetta degli attrezzi da 35 kg…’ Semplice: valuti l’uso di una cargo bike, tradizionale o elettrica, oppure continui a usare l’auto o il furgone. Oppure usi la bici quando puoi e il furgone quando devi. Nessuno ha detto di abolire le auto (vedi punto uno).
  • ‘Prima bisogna potenziare i mezzi pubblici.’ Nessuno ha detto di abolire i mezzi pubblici o di trascurarli. Ma per fare una pista ciclabile, realizzare una zona 30 o 20, fare una ztl non è necessario fare enormi investimenti sui mezzi pubblici. Le due cose possono andare in parallelo.
  • ‘E gli anziani come fanno?’ Molti anziani usano o userebbero volentieri la bici, se non temessero i pericoli del traffico. La bici è molto più facile ed economica da usare rispetto all’automobile, anche per gli anziani. E per chi ha problemi di equilibrio c’è la bici a tre ruote. E per chi ha problemi di forza fisica, c’è la bici elettrica a pedalata assistita. Come detto altrove, non si capisce perché si debbano fare sforzi estremi per gli anziani che vogliono andare in parrocchia o in farmacia usando l’auto e non si debba fare niente per gli anziani che vogliono andare in bicicletta.
  • ‘Ci vuole molta salute per andare in bicicletta.’ In realtà è il contrario: ci vuole molta salute per andare in auto, visto che te la rovina inducendo mal di schiena, facilitando le ernie, incoraggiando il sovrappeso e le malattie metaboliche relative. Andare in bici invece aiuta a mantenere la salute: fa bene alle ginocchia, migliora il fiato e il sistema cardiocircolatorio, aiuta ad evitare problemi cardiovascolari e diabete, aiuta a dimagrire.
  • In bici respiri lo smog.’ Vero, ma ne respiri molto di più stando seduto in auto. Pochi automobilisti sanno che negli ambienti chiusi polveri sottili e gas tossici si accumulano. Anche disponendo di filtri antipolline nuovi e appena cambiati, l’aria dentro l’abitacolo è normalmente peggiore dell’aria esterna perché c’è poco ricambio. Se poi l’automobilista fuma, è peggio che stare in un tunnel autostradale.
  • ‘Non si può costringere tutti a usare la bicicletta.’ E infatti nessuno ha detto questo. Fare una pista ciclabile non comporta l’obbligo di usarla per chi non può o non vuole andare in bicicletta. Invece, al contrario, tutte le normali e fallimentari tecniche per fluidificare il traffico (vie veloci di scorrimento, strade a 4 o più corsie, rotatorie, sensi unici, parcheggi lungo strada al posto di marciapiedi e piste ciclabili, diradamento dei passaggi pedonali, svincoli urbani, autostrade urbane) hanno l’effetto di emarginare tutti gli utenti della strada che non usano mezzi a motore. Quindi il problema vero è esattamente il contrario: è dannoso e scorretto voler costringere tutti a usare l’automobile.
  • Te la rubano subito’. Nelle città italiane misteriosamente nessuno usa la bici ma se la usi te la rubano subito… Per non farsela rubare ci sono vari metodi: 1. Non risparmiare sul lucchetto: quando si deve lasciare la bici incustodita meglio usarne due, uno ad archetto tipo Kryptonite, Abus, Bloster e una catena bella grossa, per legare la bici in due punti (i ladri rubano per prime le bici facili da rubare). 2. Legare sempre il telaio a un palo, a una rastrelliera fatta bene, a una transenna o a un oggetto fissato per terra. 3. Sul posto di lavoro insistere per avere un parcheggio per bici in un cortile protetto; idem a casa se si abita in condominio (in alcuni comuni è obbligatorio consentire il parcheggio delle bici in cortile); 4. Valutare l’uso di una bici pieghevole che si può tenere in casa e in ufficio sotto la scrivania (e si può portare anche sui mezzi pubblici come bagaglio a mano). Questi sono i suggerimenti per ridurre la possibilità che la propria bici venga rubata. Occorrerebbe però anche un maggiore impegno dalle amministrazioni pubbliche, sia per realizzare parcheggi per bici migliori, sia per reprimere il fenomeno dei furti di biciclette.
  • ‘La nostra città non è Amsterdam’. Vero, ma è un’argomentazione autoreferenziale priva di logica. Le automobili sono uguali in tutta Europa, con piccolissime differenze, il codice della strada è uguale in tutta Europa, con piccole differenze nazionali, la segnaletica è uguale in tutta Europa, con piccole differenze nazionali. Invece quando si tratta di andare a piedi o in bicicletta sembra sempre che nella propria città ci siano sempre insormontabili distanze culturali che impediscono di rinunciare all’auto anche per fare 2 km. Inoltre nel 1970 Amsterdam era esattamente come oggi Roma, Milano, Torino, Firenze, Bologna, Napoli: piena di auto dappertutto… La differenza è che ad Amsterdam hanno fatto qualcosa per risolvere il problema del traffico: ridurre le auto. A Roma, Milano eccetera, per ora hanno fatto poco o niente.
  • ‘E quando piove?’ Quando piove si può scegliere fra coprirsi bene, usare l’auto o usare i mezzi pubblici. Nessuno ha detto che la bicicletta vada bene sempre e in ogni occasione. Inoltre piove anche su motociclisti e scuteristi, ma nessuno fa polemiche ideologiche per dire che moto e scooter non sono mezzi di trasporto adeguati per muoversi in città.
  • ‘D’inverno fa freddo.’ Anche in moto e scooter. Basta coprirsi adeguatamente, usando mezzi pubblici o l’auto quando il clima è troppo inclemente per i propri gusti.
  • ‘D’estate fa caldo.’ Vero, ma a bassa velocità e su percorsi brevi la bici ha un effetto rinfrescante come andare in motorino. In alternativa si può sempre ricorrere alla bicicletta elettrica a pedalata assistita e regolare l’assistenza del motore in base al clima.
  • ‘Non posso arrivare al lavoro sudato’. Dipende molto dalla fisiologia personale: c’è chi suda appena si mette a caminare, e c’è chi suda poco anche facendo esercizio intenso. È un problema comunque in parte esagerato, e in parte facilmente risolvibile. Su percorsi brevi non si suda sto gran che, salvo casi particolari o persone che pedalano sempre a massima velocità. Su percorsi più lunghi si può optare per una bicicletta elettrica a pedalata assistita, rallentare la pedalata, portarsi un cambio, o chiedere al datore di lavoro di installare delle docce (come fanno molte aziende in Olanda, Danimarca e altri paesi). Inoltre se si fa la doccia al mattino prima di partire (in assenza di docce sul posto di lavoro) nella maggior parte dei casi non è che alla prima stilla di sudore scatta immediatamente l’odore di bestia selvatica che spaventa colleghi e clienti. In tutti i casi, non è che appena saliti in bici si comincia a sudare, anzi. Si suda di più nell’auto parcheggiata sotto il sole, in attesa che l’aria condizionata cominci a fare effetto (e ci vogliono non meno di cinque dieci minuti, soprattutto con le auto nere che vanno di moda da qualche anno).
  • E chi non ha voglia di usare la bici?‘ Semplice: chi non ha voglia di usare la bici può camminare, usare i mezzi pubblici, usare l’auto, la moto o lo scooter… a differenza di chi non ha voglia di usare l’auto che spesso è costretto a usarla (secondo le lamentele di molti automobilisti).

Questa è un breve elenco di obiezioni pigre di automobilisti disinformati, dette e ripetute migliaia di volte.

Sei un ciclista e conosci altre? Indicale nei commenti.

Sei un automobilista e pensi che queste obiezioni siano valide? Scrivi le tue motivazioni nei commenti.

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
Questa voce è stata pubblicata in Ciclismo urbano, Trasporto sostenibile, Urbanistica e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

6 risposte a Le obiezioni paranoiche degli automobilisti quando si parla di biciclette e piste ciclabili. Ne conosci qualcuna?

  1. Andrea Carli ha detto:

    “sono troppo vecchio per pedalare”: questa frase è stata detta da un mio collega che ha la mia stessa età (59 anni). Quando gli ho ricordato che siamo coetanei, ha iniziato a farfugliare le solite scuse: “Eh, ma te sei allenato”, “Non si può pedalare quando piove” (io l’ho fatto anche sotto la neve, ndr) e poi la scusa delle scuse, “Non siamo mica in Olanda”. in realtà andare in bici non è impossibile, basta combattere la “pigrizia iniziale” (come la chiamo io) per scoprire un modo nuovo/vecchio di spostarsi in città, e oltretutto molto più salutare

    Piace a 1 persona

  2. Roberto Donzelli ha detto:

    Sulla questione furti, purtroppo quanto scritto non è sufficiente. Occorrono vere e proprie azioni incisive. Andarli a stanare nei loro covi e distruggerli col DDT. Non sono “bravate” o “ragazzate”, sono veri e propri attentati alla sicurezza dei trasporti, equiparabili al terrorismo. Un giudice Belga ha recentemente affermato qualcosa del genere. La paura di non ritrovarla è un fortissimo deterrente all’uso della bici. Ci vuole qualcosa di più, questi delinquenti vanno considerati pericolosi e adeguatamente combattuti.

    "Mi piace"

    • Gianni Lombardi ha detto:

      Sì, è vero. Però legare bene la bici, metterla in un cortile custodito e passare alla bici pieghevole nei casi più disperati sono le sole cose che può fare il singolo ciclista. Sul fatto che la polizia dovrebbe prendere più sul serio il problema dei furti di biciclette sono pienamente d’accordo. Aggiorno l’articolo inserendo il concetto. Grazie.

      "Mi piace"

  3. Luca ha detto:

    Alcuni punti sono indubbiamente ben argomentati e giusti, mentre altri a mio parere sono un pochino ideologici, ma ci sta dopo tutto.
    Il fatto di sudare andando in bici è un problema reale, soprattutto in estate. Per non sudare bisogna andare molto piano e non dover affrontare salite di alcun genere. Oppure affrontare distanze ridotte.

    Riguardo al paragone con moto/scooter, faccio notare che in moto non sudi e in inverno non rischi di beccarti un accidente per questa ragione, anche perché se hai un minimo di testa (come sempre il discorso vale per pochi) indossi abiti impermeabili e quindi pure il vento e la nebbia non ti creano particolari disagi fisici: andando in bici invece mi è capitato di ammalarmi in inverno. Non credo si possano utilizzare abiti impermeabili al 100% se non si vuole fare un bagno di sudore. Oppure negli ultimi anni è cambiato qualcosa da questo punto di vista?

    Ma il vero problema di fondo resta sempre lo stesso, almeno in Italia: l’unico mezzo di trasporto concepito è l’automobile; tutti gli altri non sono considerati tali ma solo passatempi, passioni, attività collaterali. Questa mentalità retrograda ha fatto sì che le strade e le città diventassero a misura di automobile e basta, con tutto il carico di prepotenza, incidenti mortali e paure che ne conseguono.

    "Mi piace"

    • Gianni Lombardi ha detto:

      Il fatto di sudare è un problema reale, ma dipende da molti fattori (e infatti molte sono le possibili soluzioni suggerite nell’articolo): fisiologia personale (io in pianura comincio a sudare dopo 4 o 5 km: distanze da considerare medio-lunghe in città), clima, ora del giorno, pedalata e tipo di bici. Con la bici elettrica ci si può regolare per sudare pochissimo o per nulla. In moto e scooter fa freddo, salvo modelli con manopole riscaldate e carenatura che convoglia il calore del motore (che comunque si scalda dopo qualche minuto). Si può ovviare con abbigliamento tecnico, ma chi si veste normalmente qualche problema lo ha. Io in Vespa in inverno mi gelavo le ginocchia. In bicicletta non mi succede. Aggiorno l’articolo inserendo il soggetto della fisiologia personale. Grazie per l’osservazione.

      "Mi piace"

  4. paulovnia ha detto:

    Condivido questo articolo.
    Aggiungo che secondo me c’è anche una sorta di perversione nel possedere l’auto, del comprarla, pagarla, lavorare per mantenerla, poter avere un argomento di discussione, di lamento, un modo di spendere soldi, un desiderio guidato dal marketing, l’auto non è più un mezzo è uno stile di vita, un oggetto del desiderio che concederebbe una sorta di libertà schiava. Tutto il resto sono scuse. Finirà 🙂

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...