I costi della dispersione urbana [CityLab]

Costruire, mantenere, riscaldare e collegare 1.000 villette è molto più costoso di realizzare un quartiere di 40 palazzine da 25 appartamenti, sia in termini energetici, sia in termini economici.

Non solo: in proporzione alla superficie di territorio occupata, la dispersione urbanistica genera meno entrate fiscali per l’amministrazione pubblica, a fronte di un maggior costo per i servizi: ritiro della spazzatura, fognature, consegne postali, scuolabus, in un quartiere di villette tutto costa di più perché richiede più tempo, più km percorsi, più addetti, più operazioni (svuotare 1.000 bidoncini familiari richiede più tempo rispetto a svuotare 40 o 50 bidoni condominiali).

  • Maggiore consumo di territorio
  • Maggiore impermeabilizzazione e cementificazione, con conseguente più rapido deflusso delle acque e maggior pressione sulle fognature
  • Incremento del pericolo di alluvione a valle degli insediamenti
  • Minori entrate fiscali in proporzione alla superficie occupata
  • Maggiori costi di costruzione
  • Maggiori costi di manutenzione
  • Maggiori costi di riscaldamento e condizionamento
  • Maggiori costi di collegamento viabile e maggiore cementificazione per la costruzione di un maggior numero di km di strade e stradine
  • Maggiori costi di manutenzione della viabilità
  • Incremento dell’inquinamento per maggiore uso dell’automobile e di mezzi a motore
  • Maggiori costi per gli allacci fognari (oppure maggior pericolo di inquinamento della falda in caso di impianti a dispersione e pozzi neri)

Qui l’intero articolo: Quantifying the Cost of Sprawl [CityLab]

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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4 risposte a I costi della dispersione urbana [CityLab]

  1. Stefano Dall'Agata ha detto:

    20 anni che lo dico.
    Va privilegiata l’edilizia compatta.

    Piace a 1 persona

  2. Marco Odifreddi ha detto:

    L’articolo mi sembra decisamente fuori bersaglio perché in Italia il fenomeno dei quartieri di villette è molto limitato. Se vuoi avere una villetta con piscinetta e giardinetto devi per forza andare fuori città, ma tali sistemazioni, almeno in Italia, rappresentano una minima parte della dispersione urbana, il grosso è costituito da palazzine con appartamenti simili a quelli della città, ma costruite in zone sicure e senza problemi di parcheggio e cioè proprio da quello che propone l’articolo: gruppi di palazzine. Il problema è che se ne costruiscono di nuovi, mentre in città è pieno di appartamenti sfitti. I problemi da affrontare sono due: la mancanza di parcheggio e la scarsa sicurezza.

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