I parcheggi incoraggiano l’uso dell’auto. Un esempio pratico del loro effetto: il caso del parcheggio del supermercato [studio]

La questione del parcheggio al supermercato è stata studiata matematicamente: conviene prendere il primo posto vuoto che si trova, oppure avvicinarsi il più possibile all’ingresso?

Si sono individuate tre strategie:

  • Timida: parcheggio nel primo posto vuoto che trovo per timore di non trovarne nessun altro;
  • Prudente: trascuro il primo posto vuoto per avvicinarmi all’ingresso ma prendo il secondo posto vuoto che incontro. Se non ne trovo, torno indietro.
  • Ottimista: mi avvicino il più possibile all’ingresso, trascurando posti vuoti che stimo troppo lontani, e se non trovo nulla, torno indietro.

A quanto pare la strategia ‘prudente’ è leggermente migliore delle altre, in termini di tempo medio per trovare un posto. La peggiore è la strategia ‘timida’, perché rinuncia spesso a priori a molti posti vuoti in prossimità dell’uscita.

È quindi evidente che, anche da questo studio matematico, che l’automobilista, quando ha speranza di poter parcheggiare in prossimità della sua destinazione, è incoraggiato a girare anche quando trova posti vuoti (‘Parcheggio qui? No forse trovo posto più avanti’).

È quindi, anche in questo caso, chiaramente sbagliata la tesi per cui, ‘facendo più parcheggi si riduce il traffico’ perché così gli automobilisti non devono girare di meno per trovare posto.

Siccome statisticamente, per banali motivi geometrici, pochi posti auto possono essere vicini alla destinazione (davanti al ristorante, per esempio) e molti posti auto sono per forza di cose relativamente lontani dalla destinazione (a 300 metri dal ristorante, per stare sempre al nostro esempio), l’automobilista è spesso portato a snobbare il primo posto vuoto che trova per cercarne uno migliore, innescando ulteriore traffico in ogni caso.

Lo stesso vale quando presso la destinazione sono disponibili parcheggi a pagamento insieme a pochi parcheggi gratuiti: l’automobilista continua a girare a vuoto fino al momento in cui non si rassegna a rinunciare al parcheggio gratuito e decide di parcheggiare a pagamento.

Qui la sintesi dello studio, su Nature: Maths tackles an eternal question: where to park?

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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2 risposte a I parcheggi incoraggiano l’uso dell’auto. Un esempio pratico del loro effetto: il caso del parcheggio del supermercato [studio]

  1. Marcello ha detto:

    Perchè dovrebbe essere la più sbagliata la timida? La timida parcheggia subito ed evita di tornare sui suoi passi generando altro traffico visto il sicuro insuccesso di trovarne di liberi sempre più ci si avvicina all’ingresso dell’esercizio commerciale. Tra l’altro è in disaccordo con quello che poi descrivete quando portate l’esempio del ristorante. Grazie.

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