Quiz. Quanto è fragile l’industria dell’auto con la crisi del coronavirus?

Nonostante il suo abituale trionfalismo pubblicitario e giornalistico, l’industria dell’auto è fragile anche senza coronavirus.

Il re è nudo, obeso, diabetico e senza soldi, ma nessuno ha il coraggio di affrontare il problema: in Italia la capacità produttiva al dicembre 2019 era il doppio delle auto vendute.

Anche a livello europeo la capacità produttiva è sensibilmente più grande della capacità del mercato – già soprassaturo – di comprare automobili.

Ovvero, molte aziende automobilistiche in Europa vendono auto sottocosto o con margini minimi, hanno un pessimo roi (ritorno sul capitale investito) e non sopravviverebbero senza varie forme di aiuti di stato, diretti e indiretti, fra cui:

  • Cassa integrazione e vari sussidi per sostenere gli operai quando è necessario ridurre la produzione (ovvero sussidi indiretti alle aziende per consentire loro di non fallire)
  • Sovvenzioni dirette per aprire le fabbriche (o per non chiudere quelle aperte)
  • Incentivi statali ai consumatori per l’acquisto di auto nuove (comprese le auto elettriche, che in gran parte vengono tuttora vendute in perdita)
  • Costosissime infrastrutture finanziate con soldi pubblici, dalle strade comunali progettate principalmente per l’uso dell’auto fino alle autostrade, le cui costruzioni sono finanziate spesso con soldi pubblici a fondo perduto: i pedaggi spesso diventano una rendita per aziende amiche della politica, oppure coprono i costi di manutenzione e solo parzialmente i costi di costruzione.
  • Spazio urbano gratuito per parcheggiare l’auto (il parcheggio gratis è una delle principali sovvenzioni per l’uso dell’auto, e nonostante le lamentele degli automobilisti sui parcheggi a pagamento, più di 90% dei posti auto nel mondo sono gratuiti)
  • Abbandono e trascuratezza del trasporto pubblico
  • Trascuratezza nei confronti di pedoni e ciclisti, al punto che in molte città italiane ci sono aree e quartieri a cui è difficile accedere se non si possiede un’automobile

L’industria dell’auto italiana ha una capacità produttiva di 1,5 milioni di veicoli. Ma ne produce circa 700.000. È evidente che c’è un grosso problema, e la soluzione NON È ‘vendere più auto’ [AGGIORNAMENTO]

L’industria dell’auto distrugge valore

Come l’auto viene incoraggiata e sovvenzionata, per legge. Negli Usa, ma anche in Italia

Dalla mia risposta a: Quanto è fragile oggi l’industria dell’auto nell’era del COVID-19? Cosa ne pensi a riguardo?

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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