Coronavirus. Come fanno le piste ciclabili a Parigi per rispondere all’emergenza trasporti

Immagine da Gianni Silvestrini @GiaSilvestrini

L’immagine illustra la metodica seguita a Parigi per realizzare le piste ciclabili d’emergenza e allargare gli spazi pedonali a seguito della crisi coronavirus, allo scopo di migliorare gli spostamenti urbani e facilitare il distanziamento sociale che previene la diffusione del covid-19.

Il principio di base è dimezzare lo spazio dedicato alle auto per darlo al trasporto ciclabile e agli spostamenti pedonali.

Per molti automobilisti sembra un crimine, ma in realtà è una scelta molto razionale: in ambito urbano gli spostamenti in bicicletta e a piedi sono molto più efficienti di quelli in automobile, perché l’auto è molto ingombrante e in caso di congestione (ovvero sempre, nelle ore di punta) anche molto lenta. È giusto e razionale, quindi, agevolare le modalità di trasporto più efficienti.

Una corsia automobilistica permette il passaggio di circa 1500-2000 auto l’ora, in una situazione di guida ottimale teorica (tutti vanno a circa 20 km/h e rispettano scrupolosamente le distanze di sicurezza). Nello stesso spazio una corsia ciclabile bidirezionale consente il passaggio di oltre 6.000 biciclette l’ora, in una situazione di movimento molto più facile da mantenere rispetto alle auto. Analoghi numeri per il transito di persone su un marciapiede largo tre metri.

Il problema con le auto è che mantenere il flusso costante in caso di traffico intenso è molto difficile (come dimostrano le code a elastico in autostrada, che talvolta si formano anche in assenza di ostacoli concreti) e in città gli ostacoli che frenano il flusso regolare sono moltissimi: incroci, semafori, passaggi pedonali, auto in doppia fila, gli stessi automobilisti che non rispettano le distanze.

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Ex segretario ADCI, IAB. Istruttore di Yoga. Copywriter. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/benzinazero
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