La balla delle auto che ‘inquinano meno’ [Aggiornamento]

Le auto più moderne inquinano meno (prese come singoli veicoli) ma complessivamente sono molte di più, e molto più potenti e pesanti. Ergo: inquinano meno, ma non così tanto meno come ci dicono.

L’inquinamento non è il problema principale dell’automobile, però i talebani dell’auto spesso usano l’argomentazione che le auto più moderne inquinano e consumano molto meno delle auto più anziane (ovvero le auto di dieci, venti o trent’anni fa ma ancora in circolazione), sottintendendo quindi che il problema è quasi risolto.

In parte è vero, perché nei test di laboratorio le auto e i motori moderni consumano meno e producono meno emissioni (ma poi nella vita reale consumano molto di più, vedi aggiornamento in fondo all’articolo).

Ma sono troppo ottimisti:

  1. L’usura dei pneumatici è aumentata. L’usura di pneumatici e asfalto durante il rotolamento delle ruote, le accelerazioni e le frenate rappresenta una quota significativa di polveri sottili e microplastiche. Le prime vanno in aria e vengono respirate oppure inquinano la pioggia, le seconde finiscono nella catena alimentare e nel ciclo dell’acqua. Però raramente si prende in considerazioni questa fonte di inquinamento, nonostante valga fino al 50% della produzione di polveri sottili di un veicolo. L’usura di pneumatici e asfalto delle auto moderne è aumentata per due motivi:
    1. La massa delle auto moderne è aumentata rispetto ai modelli analoghi di trent’anni fa, fino al doppio. Un’utilitaria pesa da 700 kg a 1,2 tonnellate; un’auto media pesa da 1 a 2 tonnellate; un suv o una berlina d’alta gamma pesa 2,5 tonnellate. Persino l’ecologica ed elettrica Tesla S pesa ben 2,4 tonnellate, come un suv di alta gamma. Ergo: essendo una macchina con prestazioni sportive, consuma pneumatici molto di più di una 500 prima serie o di una Panda 30, ma anche di una Fiat 1500.
    2. Oltre alla massa sono aumentate le prestazioni, che in accelerazione, frenata e guida brillante comportano ulteriore consumo delle gomme. Si tratta di un fenomeno che molti automobilisti anziani conoscono: la Panda 30 prima serie del nonno aveva gomme che duravano una vita (e 29 kW di potenza, pari a circa 40 Cv). La Fiat 500 Abarth del nipote ha gomme che durano molto meno (e 104 kW di potenza, pari a 144 Cv, più del triplo della Pandina). Perché durano molto meno? Perché peso e prestazioni le usurano di più. Questo significa tra l’altro anche più pneumatici da dismettere, riciclare, portare in discarica o incenerire.
  2. La potenza delle auto è aumentata. Anche se in condizioni di laboratorio con piloti professionisti le auto moderne consumano e inquinano pochissimo, i loro motori sono spesso concepiti per guida sportiva e prestazioni brillanti. Anche qui la Fiat Panda 30 del nonno era più facile da guidare in stile ‘economy run’. La Fiat 500 Abarth del nipote no. Per cui nei fatti, e nella vita reale, le auto moderne, offrendo prestazioni mediamente più brillanti, quando vengono guidate sportivamente inquinano molto di più del dichiarato. Il suv da 2,5 tonnellate potrà consumare poco se lo guidi con precisione da ricamatrice. Ma se lo guidi in modo brillante (il motivo per cui lo hai comprato), di certo consuma e inquina molto di più del preventivato.
  3. Il numero delle auto in circolazione è aumentato. Nel 1970 circolavano circa 11 milioni di auto private in Italia. Oggi sono più che triplicate: 37 milioni. Quindi, anche se le auto nuove inquinano molto meno se prese una per una, complessivamente il parco circolante inquina di più del preventivato, anche perché sono comunque tuttora in circolazione auto di venti e trent’anni fa, mentre le auto più nuove consumano di più di quel che dichiarano ottimisticamente le case. Inoltre più auto richiedono più parcheggi, più spazio urbano, più infrastrutture stradali, tutte cose che a loro volta sono costose ed energivore.

Infine: le case automobilistiche mentono sistematicamente su consumi ed emissioni. [vedi anche aggiornamento del 24 novembre 2020 in fondo all’articolo]

Per cui tutti i grandi vantaggi anti-inquinamento raggiunti dalle meravigliose auto moderne sono molto più teorici che reali. Infatti nessun Amministratore Delegato di nessuna industria automobilistica è disponibile a chiudersi mezzora in un box con la sua auto termica più ecologica a motore acceso.

Qui un po’ di problemi dell’industria dell’auto nei confronti dell’inquinamento e dei consumi, da varie fonti internazionali fra cui The Economist, The Guardian, Der Spiegel, Financial Times, Transport & Environment:

[AGGIORNAMENTO 21 luglio 2020] Confronto fra i consumi della Fiat Panda 30 S del 1983 e della Panda Fiat 1.2 del 2020.

Dal sito Quattroruote. Screenshot del 21 luglio 2020

La Fiat Panda 30 aveva un motore di 750 cc e pesava circa 650 kg. Secondo la Fiat era in grado di fare circa 20 km con un litro in un percorso urbano (dati dichiarati dalla casa dal sito di Quattroruote)

Dal sito Fiat. Screenshot del 21 luglio 2020

La Panda Fiat in commercio nel 2020 ha una cilindrata di 1.200 cc, pesa 980 kg e ha 69 cavalli di potenza. I consumi sono analoghi a quelli della Panda prima serie. Va osservato che il motore è più potente e il veicolo è circa il 50% più pesante (da 650 kg si passa a 980 kg). Gran parte della maggiore efficienza energetica viene quindi usata per trasportare un veicolo più pesante.

Anche considerando che i metodi di calcolo dei consumi fra il 1980 e il 2020 sono cambiati, la riduzione di consumi fra la Panda 30 e la Panda attuale in termini assoluti è modesta.

Ancora più modesta se l’automobilista decide di sfruttare le doti di maggiore potenza del motore della Panda moderna con una guida sportiva e spostamenti autostradali a 130 km/h.

[AGGIORNAMENTO 19 agosto 2020]

Tweet di risposta di Francesco Ramella (grande avvocato delle analisi costi benefici per le valutazioni dei trasporti) a questo articolo. Il tweet conferma in pieno il formalismo farisaico dell’affermazione che ‘le auto moderne inquinano meno’, argomentazione usata spesso per fare intendere che quindi il problema dell’inquinamento automobilistico è risolto e archiviato.

Tweet di Francesco Ramella

Sì, come detto ben chiaramente nell’articolo sin dall’inizio, i singoli veicoli di recente costruzione, in condizioni ottimali di test, inquinano meno, ma il parco circolante in Italia è più che triplicato in cinquant’anni, e tuttora comprende una minoranza di veicoli moderni ‘quasi puliti’ insieme a numerose coorti di automobili vecchie, vecchissime e obsolete che continuano a inquinare come dieci, venti e trent’anni fa. Per non parlare del grande numero di furgoni e furgoncini di piccole aziende che in Italia continuano a circolare emettendo grandi nubi di fumo nero.

Inoltre, come si vede dall’aggiornamento seguente:

[AGGIORNAMENTO 24 novembre 2020] Le auto ibride e plug-in ibride anche in condizioni ottimali emettono dal 30 al 90% più CO2 rispetto a quanto affermato dalla pubblicità [studio commissionato da Transport & Environment]. Continua quindi la tradizione di mentire sistematicamente su consumi ed emissioni, senza contare i problemi di polveri sottili prodotte dall’usura di gomme e pneumatici di cui si è già parlato e che riguarda anche i veicoli elettrici e ibridi.

Dallo studio ‘Plug-in Hybrid: is Europe leading to a new Dieselgate?‘, Transport & Environment

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Ex segretario ADCI, IAB. Istruttore di Yoga. Copywriter. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/benzinazero
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Una risposta a La balla delle auto che ‘inquinano meno’ [Aggiornamento]

  1. bicigo ha detto:

    Da ascoltare questo podcast

    https://www.raiplayradio.it/audio/2020/07/RADIO1-GIORNO-PER-GIORNO-38f3fd7e-9a8e-402e-a829-39ee3964e3f1.html

    la prima parte del programma Radio1 giorno per giorno BONUS MONOPATTINI E BICI in particolare, alla fine di questa tema, poi c’è un altro argomento, sull’affermazione delle città che non hanno spazio, ergo per le ciclabili no c’è posto… da ascoltare!

    Nevio Costanzo Gorizia

    >

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