Italia. Ogni 7 ore viene ucciso un automobilista. Ogni 12 ore un motociclista [Istat]

Incidenti stradali: muore un automobilista ogni 7 ore [Istat]

L’Istat, con i consueti sei mesi di ritardo, ha pubblicato i dati sugli incidenti stradali del 2019, quando covid e coronavirus erano problemi sconosciuti.

Le vittime complessive calano leggermente: – 4,8% i morti, -0,6% i feriti.

Il calo dei morti è sensibile e significativo (anche se sempre insufficiente). Il calo dei feriti è modestissimo e statisticamente irrilevante: potrebbe essere rumore statistico. In tutti i casi il calo dei morti significa che i numerosi dispositivi di sicurezza presenti nelle automobili fanno il loro lavoro, ma in misura insufficiente: salvano qualche automobilista dalla morte, ma non da ferite anche gravissime. Infatti l’automobilista o il passeggero che si salvano grazie a cinture, abs, airbag frontali e laterali, strutture ad assorbimento di energia eccetera in certi casi possono ringraziare i dispositivi di sicurezza per essere usciti vivi, ma vivo può anche significare paraplegico, con traumi craniali e facciali, con le gambe rotte o altro. L’aibag e la cintura, purtroppo, non ti garantiscono di uscire illeso dall’incidente.

In tutti i casi i dati degli incidenti stradali sarebbero considerati intollerabili se fossero dovuti a criminalità, terrorismo o problemi di ordine pubblico. Invece vengono considerati ‘incidenti’, fatalità facilmente prevenibili… se li consideri uno per uno. Ma 172.000 incidenti l’anno, che si ripetono ogni anni, con piccole variazioni in su e in giù fra un anno e l’altro, indicano che c’è un problema strutturale. E il problema strutturale è la velocità: riducendo la velocità si riducono gli incidenti per numero e gravità. Occorre quindi implementare le metodiche che riducono sistematicamente la velocità dei veicoli (diversa progettazione delle strade, limiti di velocità, autovelox più diffusi, visibili e nascosti, marketing differente dell’industria automobilistica, incentivazione attiva di mezzi pubblici, biciclette tradizionali ed elettriche).

Ma costruire autostrade e parcheggi portano soldi e popolarità politica subito e traffico dopo, mentre costruire piste ciclabili porta polemiche subito e benefici dopo, e potenziare i mezzi pubblici in Italia sembra non interessi a nessuno (neanche i dipendenti ipertutelati delle aziende di trasporto locale, che preferiscono il tranquillo tran tran dello status quo).

Imporre limiti di velocità più stringenti è impopolare, senza velocità e ‘piacere di guidare’ il marketing automobilistico ne soffrirebbe. Per cui ci teniamo 9 morti e 700 feriti al giorno a causa della guida imprudente, distratta o aggressiva:

  • 1 automobilista morto ogni 7 ore
  • 1 motociclista morto ogni 12 ore
  • 1 pedone ogni 15 ore
  • 1 ciclista ogni 40 ore
  • 1 camionista ogni 163 ore

Gli incidenti con lesioni in totale sono stati 172.183, pari a circa 470 incidenti al giorno, tutti i giorni dell’anno.

I feriti in Italia sono stati 6 ogni minuto.

I mesi più pericolosi sono quelli estivi, in cui gli automobilisti viaggiano di più, viaggiano più a lungo e, guarda caso, le condizioni del tempo e le strade asciutte incoraggiano a correre di più.

Qui un approfondimento dei dati su Bikeitalia.

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Ex segretario ADCI, IAB. Istruttore di Yoga. Copywriter. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/benzinazero
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