La beata irrazionalità dei camionisti che si lamentano dei ciclisti [video]

Questo filmato di un camionista ‘intralciato’ da un gruppo di ciclisti è emblematico. È emblematico dell’irrazionalità dell’atteggiamento di molti camionisti e molti automobilisti nei confronti dei gruppi di ciclisti. Esaminiamolo passo per passo:

  1. Il camionista si lamenta di dover andare a 35 km/h con il suo bilico carico. Ok, potrebbe andare un pochino più veloce senza ciclisti. Ma a che velocità vuole andare su quel tipo di strada? Sicuramente c’è il limite a 50, e comunque un veicolo pesante su una strada come quella sarebbe bene che non andasse a più di 40 km/h, sia per sicurezza, sia per danneggiare di meno il manto stradale. Anzi: in un mondo ideale, camion con bilico su una strada del genere non ne dovrebbero proprio passare.
  2. Il camionista si lamenta di non poter sorpassare (00.50 circa). Ma: c’è la linea continua. Come pretende di sorpassare in sicurezza? Anche se al posto del gruppo di ciclisti ci fosse un singolo pensionato in bicicletta che pedala da solo bene a destra, l’eventuale sorpasso da parte di un camion sarebbe molto pericoloso. Il camionista quindi osserva che non c’è il tempo materiale per sorpassare e rientrare in sicurezza… ma sulla strada c’è sempre la linea continua.
  3. Il camionista si lamenta che mancano le luci e i catarifrangenti alle bici (01.20 circa). Ma è pieno giorno. Inoltre dal filmato è impossibile capire se i ciclisti hanno le luci o meno. La critica quindi è puramente formalistica e irrilevante: è vero che in teoria dovrebbero averle, ma in pieno giorno le luci delle bici non hanno alcun utilizzo. È evidente la voglia di trovare difetti di ogni genere, facendo la vittima.
  4. Il camionista lamenta anche l’assenza dei ‘giubbini’ (01.22 circa). Ma i gilet catarifrangenti, oltre ad essere un’incombenza vessatoria per i ciclisti che non sempre possono averli con sé, sono obbligatori solo di notte sulle strade extraurbane, oppure nei tunnel. Qui i ciclisti sono perfettamente visibili, non si capisce quale utilità dovrebbero avere le luci spente del punto precedente e gli eventuali giubbetti catarifrangenti peraltro non obbligatori.
  5. Il camionista si lamenta di non poter sorpassare, sapendo che ‘laggiù c’è un semaforo’ (01.44 circa).
  6. Decide di sorpassare (01.56 circa) sperando che il semaforo resti verde ma ‘forse diventa rosso’. Dice: ‘Voglio vedere se hanno l’accortezza di di stare dietro oppure di sorpassarmi’.
  7. Scatta il rosso e il camionista si ferma (02.26 circa). I ciclisti arrivano, superano il camion, arrivano in visibilità della strada con diritto di precedenza, vedono che è libera, e uno a uno passano.
  8. Scatta il verde e il camionista si lamenta di avere i ciclisti di nuovo davanti (02.55 circa).
  9. Il camionista prosegue con la sua lamentazione: ‘Se ne prendo uno e lo infilo sotto ovviamente la colpa è mia’ (03.35 circa). Da notare che, dopo il semaforo, la strada percorre un centro abitato dove sarebbe consigliabile non superare i 30 km/h, altro che superare dei ciclisti. Il camionista proprio qui decide di sorpassarli (per la seconda volta in tre minuti) e finalmente viene liberato dalla sua indicibile sofferenza.

Considerazioni

Qui molti camionisti e automobilisti pensano: ecco i soliti ciclisti indisciplinati che si sentono padroni della strada ecc ecc ecc. Ma:

  1. Su quella strada è impossibile e pericoloso sorpassare in sicurezza anche un singolo ciclista, soprattutto da parte di un camion.
  2. La velocità tenuta dai ciclisti è più che tollerabile su una strada di quel genere. Le auto che vengono incrociate non vanno molto più veloci del camion. Camionista, di che ti lamenti? Guida piano e non piagnucolare.
  3. Il camionista ha superato i ciclisti sapendo della presenza del semaforo. Si tratta di un comportamento sbagliato e pericoloso. Sorpassare dei ciclisti in prossimità di un semaforo è tanto frequente quanto inutile: se scatta il rosso i ciclisti raggiungono il veicolo a motore e, per non stare dietro al tubo di scappamento, giustamente lo superano. Analogo comportamento viene spesso tenuto dagli automobilisti: superano con gran fretta un ciclista, e poi all’incrocio imminente voltano a destra tagliando la strada al ciclista appena sorpassato. E spesso, se lo prendono, affermano pure che era il ciclista che ha cercato di sorpassarli a destra!
  4. Unico comportamento eccepibile dei ciclisti (dal punto di vista formale): passano col rosso. Ma, come dimostra il filmato stesso, si tratta di un’infrazione ma non di un’imprudenza. I ciclisti hanno la perfetta visibilità della strada all’incrocio e quindi passano sapendo che non sopravviene nessuno, a differenza del camionista che ha la visibilità coperta dalla casa di fianco al semaforo. Solo un ciclista scemo passa un semaforo vedendo che dalla traversa ci sono auto in arrivo abbastanza vicine da investirlo. Si tratta inoltre di un comportamento permesso in altri paesi europei, a dimostrazione della sua non intrinseca pericolosità.

In tre minuti il camionista ha superato i ciclisti DUE volte.

La prima volta ha superato sapendo che poco dopo c’era un semaforo e i ciclisti probabilmente lo avrebbero raggiunto.

Per chi lo esamina con occhio freddo e obiettivo, il filmato rappresenta l’irrazionalità di camionisti e automobilisti che piagnucolano di fronte al presunto intralcio rappresentato da gruppi di ciclisti che spesso superano del tutto inutilmente (il primo sorpasso) e comunque riescono a superare nel giro di pochi minuti (secondo sorpasso).

Tutto il filmato dura 3.46 minuti. Questo è il terribile ritardo inflitto al povero camionista che, senza ciclisti, sarebbe potuto andare a 40 km/h invece di 30-35 per tre minuti.

Per vedere le conseguenze di un tamponamento da parte di un camion alla velocità di 43 km/h (una velocità normalmente considerata ‘sicura’ da automobilisti e camionisti) si consiglia di guardare bene questo video:

Qui altri articoli e approfondimenti sul tema dei gruppi di ciclisti (link alle fonti all’interno degli articoli):

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Ex segretario ADCI, IAB. Istruttore di Yoga. Copywriter. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/benzinazero
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6 risposte a La beata irrazionalità dei camionisti che si lamentano dei ciclisti [video]

  1. andrea c. ha detto:

    D’accordo che il camionista si lamenta per aver perso solo una manciata di secondi, e se al posto dei ciclisti ci fosse stato un trattore o un automobilista particolarmente lento, probabilmente si sarebbe lamentato di meno. Peró questo non assolve le scorrettezze del gruppo di ciclisti!
    Nessuno si ricorda mai il comma 5 dell’articolo 148 del codice della strada, che recita “Quando la larghezza, il profilo o lo stato della carreggiata, tenuto anche conto della densità della circolazione in senso contrario, non consentono di sorpassare facilmente e senza pericolo un veicolo lento, ingombrante o obbligato a rispettare un limite di velocità, il conducente di quest’ultimo veicolo deve rallentare e, se necessario, mettersi da parte appena possibile, per lasciar passare i veicoli che seguono. Nei centri abitati non sono tenuti all’osservanza di quest’ultima disposizione i conducenti di veicoli in servizio pubblico di linea per trasporto di persone.”
    Per il Cds anche le biciclette sono veicoli.

    Poi il passaggio col rosso non è giustificabile, specialmente se serve a superare un veicolo pesante che poi si ritroverà nella situazione pericolosa(per i ciclisti stessi) di doverli risorpassare pochi istanti dopo. Se si fossero fermati in coda al camion avrebbero perso solo pochi secondi senza minimamente compromettere la loro uscita di allenamento.

    Uso tutti i giorni la bicicletta come mezzo di trasporto, ma non credo che i ciclisti vadano sempre giustificati e difesi per partito preso, talvolta sbagliano anche loro(ovviamente di errori ne faccio anche io, nessuno è impeccabile ), di comportamenti pericolosi da parte di ciclisti ne vedo parecchi (pericolosi soprattutto per l’incolumità degli stessi ciclisti!), e credo che non vadano negati o giustificati. Anche perchè molti di questi comportamenti vengono attuati senza rendersi conto del pericolo o di quanto siano molesti nei confronti degli altri, giustificando i ciclisti anche quando vanno controsenso(per citare una delle scorrettezze piú diffuse), o corrono sul marciapiede(se proprio si vuole usare il marciapiede bisognerebbe farlo a passo d’uomo, e arrestandosi a ogni attraversamento stradale), o circolano di notte senza fari e magari vestiti anche di scuro, non si fa un buon servizio. In una parte consistente degli incidenti che hanno per vittime i ciclisti c’è concorso di colpa, se si vuole fare prevenzione vanno responsabilizzati tutti gli utenti della strada, ciclisti compresi.

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    • Gianni Lombardi ha detto:

      1. I due sorpassi sono un’infrazione più grave e più pericolosa del presunto intralcio (presunto, perché rallentare a 30-35 su una strada di quel genere non mi sembra un gran danno, anzi: le auto che si vedono nel video non vanno molto più veloci). 2. Sul semaforo ho specificato che è un’infrazione (ma che è meno pericolosa che per gli automobilisti: lo dimostra il fatto che in alcuni importanti paesi è consentito). 3. Sulla tua affermazione: ‘parte consistente degli incidenti che hanno per vittime i ciclisti c’è concorso di colpa’… sei sicuro? Qui numerosi dati da varie fonti: Incidenti auto-bici: di chi è la colpa? [aggiornamento] https://buff.ly/2G2ACYc

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      • andrea c. ha detto:

        Con le statistiche si puó dire tutto e il contrario di tutto, ad esempio secondo questo studio in oltre la metà degli incidenti letali i ciclisti sono del tutto o in parte colpevoli: https://www.sandiegouniontribune.com/sdut-bicyclists-drivers-crashes-statistics-2014nov22-story.html

        Ma ovviamente neanche questa statiatica è verità assoluta, dipende molto dal contesto locale e da come sono raccolti i dati, perció preferisco basarmi su quello che vedo tutti i giorni per strada. E di persone in bicicletta che fanno manovre pericolose(soprattutto per loro, talvolta anche per i pedoni o per gli altri ciclisti) ne vedo tante, piú di una volta mentre pedalavo ho rischiato di scontrarmi con altri ciclisti che vanno controsenso, o con quelli che procedono sulla ciclabile con le cuffie nelle orecchie e la testa tra le nuvole.
        A occhio direi che tra i ciclisti ci sono anche piú indisciplinati che tra gli automobilisti, anche se questi ultimi sono ovviamente molto ma molto piú pericolosi per gli altri. Ció non toglie che per minimizzare le probabilità di finire all’ospedale o sotto terra, i ciclisti in primis devono fare la loro parte!

        Giustificare o addirittura consigliare violazioni al codice della strada(come ho letto sul sito dell’associazione Salvaiciclisti) è irresponsabile. In alcune limitate circostanze puó essere necessario non rispettare pedissequamente il Cds per la propria sicurezza(ad esempio in alcune situazioni è piú sicuro posizionarsi al centro della strada), ma consigliare una violazione sistematica delle regole(come ad esempio la circolazione controsenso, o il passaggio col semaforo rosso), come fanno alcuni cicloattivisti, mi sembra demenziale.

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      • Gianni Lombardi ha detto:

        Nel mio nel mio articolo gli studi sono numerosi, non uno solo.

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  2. Fabio Malfatti (CREA) ha detto:

    Sono un ciclista funzionale, nel senso che uso la bicicletta come mezzo di trasporto e no come sport. Percorro distanze medie di 10 km andare ritorno su strade statali e urbane.

    Detto questo, ho anche un automobile, e si è vero a volte è impossibile superare gruppo di ciclisti rispettando il codice. anche su statali dove il limite non c’è o è 50 km ora.

    La cosa relaemente scorretta è che superano il camion nei pressi di un semaforo, oltretutto quando scatta il verde due ciclisti hanno appena superato il camion,quindi rischiando grosso. Quando parti da un semaforo rosso non guardi certo lo specchietto per vedere se qualcuno ti superata destra o a sinistra.

    Insomma, mi sembra che occorra trovare un incontro, il camionista crea un video molto pacato, non offende, non si arrabbia.
    Rispettiamoci e cerchiamo di con-vivere e comprendere le rispettive problematiche.

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    • Gianni Lombardi ha detto:

      Non offende e non si arrabbia ma fa DUE sorpassi nel giro di tre minuti. Inoltre il primo, oltre ad essere pericoloso, è stato totalmente inutile: il camionista sapeva del semaforo e sapeva di poter essere raggiunto. Il camionista non aveva diritto a sorpassare su quella strada, e non aveva neanche il diritto di lamentarsi della velocità. A che velocità voleva andare su quella strada? A 70? Su quella strada i camion con bilico a mio parere non ci dovrebbero neppure passare.

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