Giornalisti che non sanno niente di mobilità moderna: titolo delirante ed esagerato del Messaggero

In un esempio di terrorismo automobilistico-ciclistico il Messaggero di Roma esce con un titolo delirante ed esagerato sulle novità legislative che interessano il Codice della Strada, in particolare il ‘Senso unico eccetto bici’.

Si tratta di misure applicate da anni in molte città europee (per esempio a Parigi moltissime strade del centro sono a doppio senso per i ciclisti) e in qualche caso anche in diverse città italiane (Reggio Emilia ha numerosi sensi unici eccetto bici nel suo centro storico da almeno 15 anni, senza che si siano verificate stragi di ciclisti).

È quindi del tutto sbagliato e fuorviante definire il provvedimento ‘possibilità di viaggiare contromano tenendosi sul lato esterno della carreggiata’. La legge non autorizza nulla del genere. Autorizza i comuni, in modo più ampio rispetto a prima, a istituire i cosiddetti ‘sensi unici eccetto bici’: ovvero strade a senso unico per le automobili che diventano a doppio senso per i velocipedi. Su queste strade, necessariamente con limite di velocità a 30 km/h, gli automobilisti dovranno circolare con particolare attenzione perché potranno incontrare biciclette e monopattini provenienti dal senso opposto.

Il provvedimento viene presentato in modo fuorviante. Non si tratta dell’autorizzazione in bianco di pedalare contromano ma dell’istituzione dei ‘sensi unici eccetto bici’, provvedimento attuato da molti anni in molti paesi europei (Francia, Olanda, Danimarca, Germania, Svizzera, ad esempio) e anche in qualche città italiana. I giornalisti del Messaggero sul tema sono evidentemente disinformati.

È inoltre chiaramente esagerato parlare di ‘Far West in città’, particolarmente da parte di una testata romana, per un provvedimento che riguarda la ciclabilità, quando i problemi di mobilità di Roma sono chiaramente dovuti principalmente alla congestione automobilistica, come confermano anche i numeri dell’Aci.

Sui temi della ciclabilità e della mobilità moderna i giornalisti del Messaggero sono evidentemente ignoranti e disinformati (plurale perché qui i giornalisti coinvolti sono almeno due o tre: l’autore dell’articolo, il caporedattore che l’ha passato e forse titolato, e infine il direttore responsabile, senza contare i colleghi in redazione che hanno letto il pezzo e non hanno detto all’autore: ‘ehi, ma guarda che le cose non stanno così’).

E se non sono ignoranti e disinformati, si può fare un’ipotesi peggiore: forse sono in mala fede.

Qui un altro interessante svarione del Messaggero in fatto di ciclisti: “Ciclista passa col rosso”… ma in quell’incrocio non c’è il semaforo. È il giornalismo investigativo del Messaggero di Roma.

Qui altre perle, sviste e distorsioni (volontarie e involontarie) a proposito di Stampa e Motori.

Qui un po’ di informazioni sul tema dei sensi unici: Abbattiamo il tabù italiano dei sensi unici [aggiornamento]Abbattiamo il tabù italiano dei sensi unici [aggiornamento]

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Ex segretario ADCI, IAB. Istruttore di Yoga. Copywriter. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/benzinazero
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3 risposte a Giornalisti che non sanno niente di mobilità moderna: titolo delirante ed esagerato del Messaggero

  1. Giovanni IACOBELLIS ha detto:

    https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/addio-codice-della-strada-a-qualcuno-adesso-sara-permesso-tutto/ ecco un altro articolo sullo stesso genere ma d’altronde cosa ci si può aspettare da 4r

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  2. HB ha detto:

    Secondo me è sbagliato continuare a paragonare gli altri paesi con un’educazione stradale e un rispetto per la vita che noi non abbiamo, applicare questi concetti in Italia è folle e pericoloso. Siamo considerati ostacoli da superare ad ogni costo, questo paese non avrà mai un futuro ciclistico.

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  3. Giancarlo Brunelli ha detto:

    Giornalista stupidus stupidus

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