Cose a cui i bambini rinunciano ogni giorno, a favore degli automobilisti

Immagine dalla pagina Facebook di Strada per tutti (da un’infografica di Urban Cycling Institute).

Perché i bambini italiani non vanno più a scuola da soli? Le scuole primarie e secondarie (elementari e medie, secondo la vecchia terminologia) normalmente sono vicine a casa. Quali sono gli ostacoli che impediscono ai bambini italiani (a differenza di molti bambini stranieri) di andare a scuola da soli, a piedi o in bicicletta? Principalmente uno: le famiglie hanno paura delle macchine.

I genitori italiani hanno paura che i loro bambini finiscano sotto le auto degli altri genitori che affollano le strade intorno alle scuole.

Da circa trent’anni i bambini italiani non vanno più a scuola da soli. Fra i risultati di questa miope politica della mobilità i bambini italiani sono spesso poco indipendenti, conoscono male la loro città, non sono in grado di muoversi nel loro quartiere. Le basi per far crescere adulti poco maturi.

Una grossa responsabilità è anche delle scuole, che non si attivano per migliorare gli accessi e la mobilità intorno agli edifici scolastici, nonostante sia stata istituita da anni la figura del mobility manager scolastico.

È un problema culturale e legislativo: gli insegnanti, se c’è un cortile, lottano per parcheggiarvi dentro la propria auto, non per metterlo a disposizione dei bambini per giocare e per custodirvi le biciclette. Il legislatore, da parte sua, prevede un’assurda norma per cui i bambini e ragazzi, fino a 14 anni devono obbligatoriamente essere ritirati da scuola da un adulto all’uscita dalle lezioni. Questo perché, invece di rendere le città più sicure per i bambini, il legislatore preferisce vietare le città ai bambini.

A questo si aggiunge la pigrizia e mancanza di visione di molti genitori, insegnanti e dirigenti scolastici, che non si attivano per organizzare bicibus e piedibus. Questi, a costo zero, potrebbero alleggerire il traffico intorno alle scuole, aiutare la crescita dei bambini (che camminando insieme chiacchierano, socializzano, si divertono e imparano a conoscere la città) e anche rispettare l’assurda normativa che richiede un adulto sempre presente ad accompagnare bambini e ragazzi sotto i 14 anni.

Ecco quindi a cosa rinunciano i nostri figli a favore degli automobilisti:

  1. Indipendenza
  2. Giocare in strada
  3. Strade scolastiche sicure
  4. Andare a scuola a piedi
  5. Andare a scuola in bici
  6. Spazio pubblico di qualità
  7. Attraversare la strada
  8. Esplorare il quartiere
  9. Camminare tenendo la mano di mamma e papà

In cambio, gli automobilisti non rinunciano a niente.

Anzi: hanno il privilegio di parcheggiare sui marciapiedi e in seconda fila intorno alle scuole negli orari di ingresso e uscita, senza essere mai sanzionati perché se vengono multati, il comune lo fa ‘per fare cassa’.

Qui altri approfondimenti sul tema mobilità e scuola.

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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Una risposta a Cose a cui i bambini rinunciano ogni giorno, a favore degli automobilisti

  1. Giancarlo Brunelli ha detto:

    Purtroppo è così

    Piace a 1 persona

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