Covid in Italia: guardando i dati più un problema organizzativo che di movida o indisciplina dei cittadini [AGGIORNAMENTO]

Andamento delle morti per covid in Italia da marzo a novembre 2020. Come si vede c’è una lunga fase piatta da luglio a settembre, una forte flessione da maggio a giugno (a lockdown ridotto), un picco solitario in occasione del 15 agosto (quando, guarda caso, l’Italia si ferma sempre per ferie) e poi l’inizio della risalita da metà ottobre. Grafico dal Guardian.

L’andamento del covid in Italia è causato più da problemi organizzativi della sanità e dell’amministrazione pubblica che da spiagge, bar, aperitivi e movida. I cittadini che girano col naso fuori dalla mascherina sono un problema, ma non è colpa loro se da metà settembre i contagi sono ripartiti.

Lo si vede esaminando l’andamento delle morti, rappresentato nel grafico sopra. C’è una lunga fase piatta da luglio a settembre, una forte flessione da maggio a giugno (a lockdown ridotto), un picco solitario in occasione del 15 agosto (quando, guarda caso, l’Italia si ferma sempre per ferie) e poi l’inizio della risalita dei decessi da metà ottobre.

Le mascherine servono, il distanziamento fisico è importante, frequentare locali affollati è pericoloso. Ma mangiare all’aperto in luoghi ventilati, stare in spiaggia, prendere l’aperitivo all’aperto c’entra poco con la diffusione del virus, altrimenti contagi e morti sarebbero rimasti alti anche in piena estate, oppure ci sarebbero stati picchi sensibili di crescita, con 10-15 giorni di ritardo, in corrispondenza dei weekend estivi.

Invece la seconda ondata di decessi è chiaramente iniziata a metà ottobre, a seguito di contagi avvenuti prevalentemente in settembre. Tenendo presente che i decessi in media avvengono diverse settimane dopo il contagio, se mangiare all’aperto e andare al mare fosse pericoloso ci sarebbero stati numerosi morti anche in giugno, luglio e agosto.

Invece, guarda caso, in agosto c’è stato un solo picco di decessi, guarda caso il 15 agosto, immediatamente salito e immediatamente calato… quando in genere quasi nessun italiano rinuncia alle ferie e in comuni, province, amministrazioni regionali, pronti soccorsi e ospedali resta il minimo indispensabile di personale.

Da notare inoltre che in settembre in Italia ci sono state: una campagna elettorale nazionale, numerose campagne regionali e comunali, la riapertura delle scuole, il ritorno al lavoro in presenza, la riattivazione a pieno affollamento dei mezzi pubblici (ufficialmente capienza massima dell’80% non sempre rispettata). Inoltre bar e ristoranti hanno iniziato a lavorare di più nelle sale da pranzo chiuse e di meno nei tavolini all’aperto.

Gli andamenti della pandemia in Italia dipendono molto di più da carenze organizzative delle istituzioni che da presunta indisciplina dei cittadini che ‘si affollano’ e fanno lo struscio, o passeggiano nelle giornate di sole.

Qui un esempio emblematico di disorganizzazione da parte della regione ‘locomotiva d’Italia’: In Lombardia il vaccino antinfluenzale non basterà per tutti (Il Post). Per organizzare approvigionamento e distribuzione del vaccino antinfluenzale ci sono stati almeno sei mesi. Ciononostante, in ottobre-novembre si sono presentati problemi sia per quantità, sia per disponibilità. Segno evidente di cattiva organizzazione: non ci sono dati affidabili sulle necessità, la struttura sanitaria, per molti motivi, non è stata in grado di organizzare una distribuzione efficiente. E questo per un vaccino che viene somministrato ogni anno. Problemi analoghi ci sono stati in altre regioni.

A livello nazionale, inoltre, è molto carente il tracciamento dei contagi, affidato talvolta a sistemi burocratico-artigianali come la registrazione manuale dei nominativi dei clienti di bar e ristoranti, mentre le segnalazioni dell’app Immuni (molto ben fatta dal punto di vista strettamente informatico) non sempre vengono seguite correttamente: in qualche caso il medico di famiglia non sa cosa fare, l’asl non risponde, il tampone non si sa quando sarà fatto, eccetera.

Aggiungiamo che nessun esponente del governo né presidente di regione sembra preoccuparsi della correlazione fra covid e inquinamento e forse si può formulare l’ipotesi che, quando tuonano in tv e su Facebook contro la movida e gli assembramenti, presidenti e dirigenti pubblici forse stanno ciurlando nel manico per distrarre dai veri problemi.

Qui l’articolo del Guardian: Brutal Covid second wave exposes Italy’s shortage of intensive care staff [The Guardian]

Qui altri articoli e approfondimenti sul tema covid e coronavirus (link alle fonti negli articoli):

[AGGIORNAMENTO 6 gennaio 2020] Qui sotto un grafico del Fondo Monetario Internazionale con i morti per milione di abitante e le previsioni di pil, prodotto interno lordo. L’Italia ha il triste record di morti per milione di abitanti, e per quel che riguarda il pil solo l’Argentina fa peggio.

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Ex segretario ADCI, IAB. Istruttore di Yoga. Copywriter. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/benzinazero
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