Quiz. I monopattini sono pericolosi?

I monopattini possono essere pericolosi, ma in auto basta una manovra sbagliata per sfondare un negozio o uccidere un bambino.

La pericolosità dei monopattini dipende da tre fattori, in ordine di importanza:

  • Velocità intrinseca del veicolo. Se vai a 40 km/h su un monopattino elettrico sei in una condizione di pericolo oggettivo, perché, per caratteristiche del monopattino, tenuta di strada e capacità frenante, qualsiasi imprevisto (compresa una crepa di 5 cm sulla strada) può essere fonte di una caduta rovinosa e pericolosa, equivalente a inciampare correndo a 40 km/h. La velocità massima consentita ai monopattini elettrici di 25 km/h probabilmente è troppo alta. La velocità intrinseca è il fattore più facilmente controllabile dall’utente. Se vai piano, è più improbabile farsi male. Se vai troppo veloce, sei tu che ti metti in una condizione di pericolo.
  • Presenza di automobili, suv, motocicli, camion e furgoni. Oltre alla propria velocità intrinseca (andare in monopattino a 8–10 km/h non è più pericoloso di camminare a passo svelto o di correre come un podista), va sempre sottolineato che la principale fonte di pericolo sulle strade sono i veicoli a motore. In ambito urbano quando gli automobilisti guidano come se la strada fosse loro allora sono un grosso pericolo per pedoni, ciclisti e monopattinatori (persone in monopattino). È quindi indispensabile limitare la velocità dei veicoli a motore nelle strade frequentate da pedoni, ciclisti e monopattini, e anche vietare il transito di veicoli pesanti oltre 35 quintali perché sono pieni di punti ciechi in curva e in manovra. Anche i grossi furgoni andrebbero scoraggiati, per lo stesso motivo. Questa dovrebbe essere la principale area di intervento delle amministrazioni pubbliche se vogliono agevolare l’uso di monopattini e biciclette invece delle auto per spostarsi in città, riducendo il pericolo reale per tutti.
  • Condizioni della strada. Per andare in monopattino, a causa delle ruote generalmente molto piccole, occorrono strade e marciapiedi lisci e regolari. Una buca può essere insormontabile, una crepa o un gradino di pochi cm può essere motivo di inciampo e caduta. Questo è un motivo in più per moderare la velocità e fare molta attenzione a dove si pattina. Anche questa è un’area di responsabilità delle amministrazioni pubbliche, con corresponsabilità degli automobilisti: più auto e più furgoni transitano su una strada, maggiore è la loro velocità, e più il manto stradale si usura. Moderare le velocità e ridurre il traffico di automobili consente di avere strade migliori per più tempo.

Quindi: i monopattini elettrici sono intrinsecamente pericolosi solo a velocità per loro elevate (secondo me sopra i 12–15 km/h cominciano ad essere pericolosi, ma bisognerebbe fare degli studi per definire una velocità ottimale). A velocità moderate non sono più pericolosi di correre o camminare a passo svelto.

Quando i monopattini vanno a velocità moderata, il principale fattore di pericolo però sono i veicoli a motore, ed è su questi che bisogna lavorare per rendere le strade urbane piùi sicure per tutti: pedoni, ciclisti, persone in monopattino e anche per gli automobilisti.

È comunque assurdo, e indice di un evidente doppio standard di giudizio, considerare ‘molto pericoloso’ un monpattino che va a 25 km/h e ‘prudente’ un automobilista che va a 40 km/h in città. A pari velocità un’auto può fare molti più danni di qualsiasi monopattino. Anche il limite di 30 km/h va considerato un limite per cui vai a 15, 20 o 25 a seconda delle condizioni della strada, non ‘se vado in auto a 40 non è grave’.

Qui altri quiz per verificare se conosci veramente automobili, traffico, biciclette e altri problemi di mobilità urbana.

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Ex segretario ADCI, IAB. Istruttore di Yoga. Copywriter. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/benzinazero
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