Ci sono 3 tipi di cicloturisti (e molti albergatori non lo sanno, perdendo clienti)

Secondo un diffuso pregiudizio, i cicloturisti sono giovani che viaggiano in bici perché hanno pochi soldi e dormono in tenda.

In parte è vero, ma nella realtà esistono tre tipi di cicloturisti:

  1. I giovani che viaggiano in bici e dormono in tenda, sia in campeggio, sia piantando la tenda dove è consentito il campeggio libero.
  2. Adulti e persone di mezza età che viaggiano con bici costose, talvolta elettriche a pedalata assistita, e la sera vogliono dormire in albergo, facendo tappe che richiedono 50-100 km in bici. La sera quando arrivano vogliono i servizi alberghieri, cenare con comodo, fare la doccia, uscire. La mattina vogliono una ricca colazione per affrontare la pedalata del giorno. Talvolta compiono parte dei loro percorsi in treno con le bici al seguito.
  3. Turisti che arrivano in albergo in treno, in aereo o in auto, con o senza bici al seguito, che stanno qualche giorno nella stessa località che diventa il loro punto di partenza per gite in bicicletta nei paraggi, di pochi o tanti km a seconda dei percorsi offerti e del loro livello di allenamento. Talvolta hanno la propria bici al seguito (se arrivano in treno) oppure l’hanno caricata in auto. In altri casi noleggiano le bici in loco. In altri casi, soprattutto quando arrivano in auto, le loro bici al seguito sono biciclette da corsa di livello medio e alto con le quali combinano turismo e ciclismo svolgendo un loro personale Giro d’Italia a tappe. Questi, e quelli che noleggiano le bici in loco, spesso sono anche i turisti che spendono di più in beni e servizi.

Praticamente, nella maggior parte dei casi è falso che i cicloturisti viaggino in bici per risparmiare. Nella realtà dei fatti invece, proprio perché usano la bici, hanno contemporaneamente più denaro disponibile per il viaggio (se non hanno l’auto al seguito non devono pagare benzina e autostrada) e hanno bisogno di più servizi locali e alberghieri (mangiare, dormire, lavanderia, piccole riparazioni e manutenzione alla bicicletta), laddove i turisti in auto spesso vanno nella seconda casa o in affitto, e fanno la spesa al supermercato, attività economica che raramente è radicata sul territorio, o lo è solo in parte.

I cicloturisti in albergo hanno bisogno di questi servizi:

  • Custodia notturna della bicicletta (in casi estremi, semplicemente la possibilità di portarsela in camera)
  • Piccola officina per manutenzione (gonfiare le gomme, cambiare o riparare una camera d’aria, serrare qualche bullone, pulire la bici dal fango, ingrassarla)
  • Un eventuale meccanico convenzionato con l’albergo per riparazioni e pezzi di ricambio
  • Colazione rinforzata, anche in orari molto mattinieri, prima della partenza per gite in bici o la prossima tappa
  • Preparazione e fornitura di pranzi al sacco e spuntini
  • Un eventuale noleggio bici convenzionato di bici sportive, mountain bike, gravel bike, elettriche o muscolari per chi arriva in treno, aereo o auto e vuole fare gite in bici sui percorsi dei dintorni
  • Bici da città in prestito o a noleggio per piccoli percorsi urbani, shopping, brevi gite sotto i 10 km
  • Un eventuale servizio di assistenza in caso di guasti in strada (meccanico che interviene per forature e piccole riparazioni urgenti, auto con portabici o furgone per recuperare bici e ciclisti)
  • Eventuali servizi aggiuntivi come massaggi, fisioterapista, baby sitter, cura della persona.

Infatti il cicloturismo in Europa prima del covid aveva un valore complessivo di 44 miliardi di euro, superiore al turismo sulle navi da crociera. Non sono livelli di prodotto lordo che si raggiungono con le bici economiche e i soggiorni in tenda.

Qui altri articoli e approfondimenti sul tema del cicloturismo (link alle fonti all’interno degli articoli):

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Ex segretario ADCI, IAB. Istruttore di Yoga. Copywriter. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/benzinazero
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