7 motivi per cui il transito della Ciclovia Tirrenica alla riserva naturale della Lecciona è una proposta acchiappacitrulli

Immagine dal Tirreno cronaca di Viareggio. Come si vede il percorso attuale è già agevolmente percorribile in bici, ma non si presta a diventare parte del percorso principale della Ciclovia Tirrenica. A meno di non passare con ruspe e schiacciasassi.
  1. La Ciclovia Tirrenica è un’infrastruttura internazionale che ha l’obiettivo di sviluppare il cicloturismo in tutto il percorso dal confine Ligure-Francese fino a Roma. Il percorso attraverso la riserva naturale della Lecciona diventerebbe una strozzatura perché dovrebbero essere due km e mezzo di sterrato senza illuminazione nell’ambito di un percorso internazionale che, per tipo di traffico ciclistico e cicloturistico, dovrebbe essere asfaltato e illuminato.
  2. Il tratto della Lecciona senza illuminazione sarebbe poco praticabile dopo il tramonto per quasi tutto l’anno (in pratica potrebbe essere transitabile solo da cicloturisti e ciclisti molto esperti e bene equipaggiati come illuminazione personale, oppure nelle notti di luna piena: le normali luci di posizione delle biciclette non consentono di illuminare adeguatamente una strada buia, per di più sterrata). Infatti in quel tratto di percorso, per vincoli ambientali dovuti alla riserva naturale, non si può asfaltare l’eventuale pista ciclabile, né dotarlo di un impianto di illuminazione. È quindi una scelta illogica per un’infrastruttura cicloturistica internazionale come la Ciclovia Tirrenica, e, oltre ai problemi ambientali, un importantissimo motivo per preferire un altro percorso.
  3. Manca ancora un progetto di collegamento fra la Lecciona e il canale Burlamacca, ovvero il Comune di Viareggio, grande sostenitore del tracciato alla Lecciona, attualmente NON ha un progetto di collegamento Burlamacca-Lecciona. In altre parole, la strategia per il momento sembra essere ‘intanto facciamola lì, che è tecnicamente facile, poi vediamo’. Infatti alla Lecciona, se non ci fossero i grossi problemi normativi, ambientali e di tutela della riserva naturale, costruire la pista sarebbe facilissimo: basta aprire il cantiere, mandare le ruspe e un rullo compressore.
  4. Il percorso del Viale dei Tigli, proposto da anni dalla Fiab e sostenuto da tutte le principali associazioni, offre molti vantaggi in più: all’ombra d’estate, protetto dal vento d’inverno, può inoltre essere utilizzato tutto l’anno anche da studenti e pendolari che fanno il percorso Torre del Lago-Darsena-Viareggio centro. Viale dei Tigli viene chiuso una decina di giorni l’anno per allerta meteo, per possibile caduta di alberi in caso di forte vento e bombe d’acqua, ma a parte che in caso di forte maltempo ben pochi cicloturisti pedalano, dieci giorni di chiusura l’anno sono niente di fronte alla limitazione di non poter usare la pista dopo il tramonto per mancanza di illuminazione, come nel caso del percorso proposto alla Lecciona. I cicloturisti in caso di grave maltempo possono usare il treno per lasciare Viareggio, oppure aspettare che il maltempo passi (come fanno di solito). Anche i pendolari raramente usano la bicicletta durante le bombe d’acqua: durante gli episodi di maltempo diminuisce l’uso di qualsiasi veicolo, e spesso sono sconsigliati dal circolare anche gli automobilisti. Il percorso del Viale dei Tigli è anche più semplice da raccordare con la Ciclabile Puccini, in via di ultimazione, offrendo un percorso ciclabile diretto verso Lucca, oltre al percorso principale della Ciclovia Tirrenica diretto verso Pisa. Inoltre il tratto della Lecciona è esposto alle tempeste di vento, con conseguente possibile insabbiamento del percorso e necessità di maggiore manutenzione (oppure deterioramento del percorso per trascuratezza).
  5. La Lecciona è una riserva naturale e, per quanto una superstrada ciclabile sia un’infrastruttura molto più sostenibile di quelle automobilistiche, non è una buona idea incentivare un forte flusso di turisti in una riserva naturale, sia pure in bicicletta. Infatti molti vi transiterebbero solo di passaggio, non perché interessati alla riserva naturale.
  6. C’è il forte sospetto che una pista ciclabile con fondo sterrato ben ripianato possa diventare un transito clandestino per motocicli e furgoni che approfittano della scorciatoia, soprattutto dopo il tramonto (moto, auto e furgoni hanno fari molto più potenti delle biciclette). L’abituale anarchia dei motociclisti, dei furgoni e dei camion di servizio in passeggiata, sulla Terrazza della Repubblica e in altre aree di Viareggio non suggerisce che il Comune sia in grado di prevenire, impedire e reprimere abusi.
  7. C’è anche il forte sospetto che la realizzazione della pista ciclabile della Lecciona possa servire come grimaldello per autorizzare, prima o poi, la costruzione di servizi turistici (bar, ristorante, ostello, albergo) all’inizio e alla fine del tratto ciclabile e magari, prima o poi, anche al suo interno.

Il punto che evidenzia più di altri l’incompetenza ciclistica o la scarsa buona fede della proposta è il punto 3: attualmente manca qualsiasi progetto, né esecutivo né in bozza, di collegamento ciclabile dal molo fino alla Lecciona.

Si tratta di un collegamento ciclabile che sarebbe molto utile tanto per il lavoro e le scuole quanto per il turismo: da anni infatti occorre una pista ciclabile che colleghi il Centro di Viareggio e la Stazione Ferroviaria con la Darsena, con le scuole, con i cantieri navali e infine con gli stabilimenti balneari a sud del molo.

Il fatto che manchi questo progetto, indispensabile per un eventuale collegamento con la Lecciona, evidenzia una cosa: il comune sta poponendo la Lecciona perché lì ‘sarebbe facile’ fare la pista (basta spianare il rustico percorso sterrato esistente, peraltro già adesso transitabile in bicicletta), mentre poi per quel che riguarda il collegamento con il resto: ‘vedremo’, ‘faremo’, ‘chissà’.

Insomma, anche senza considerare le problematiche ambientali, dal solo punto di vista ciclistico la proposta della Lecciona per la Ciclovia Tirrenica manca totalmente di lungimiranza e visione strategica per la città. È una proposta acchiappacitrulli, per fare i sostenibili senza troppa fatica, e magari per avviare l’antropizzazione della Riserva Naturale della Lecciona.

Qui la posizione ufficiale della Fiab Toscana, Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, sulla Ciclovia Tirrenica.

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Ex segretario ADCI, IAB. Istruttore di Yoga. Copywriter. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/benzinazero
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  1. Giancarlo Brunelli ha detto:

    D’accordissimo

    "Mi piace"

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