Perché moltissimi sindaci e presidenti di regione sono favorevoli ad aprire i ristoranti senza particolari riserve mentre sulla scuola ci sono infinite perplessità e problemi?

Come si vede, non è detto che tutti gli scolari debbano sempre andare a scuola in auto o con i mezzi pubblici. Anche a Bolzano, che non è una città dove splende sempre il sole, circa metà dei bambini vanno a scuola a piedi.

Amministratori pubblici, sindaci, presidenti di regione e organizzazioni di categoria sono quasi tutti favorevoli ad aprire i ristoranti, mentre sull’apertura delle scuole ci sono infinite perplessità e problemi. Come mai la questione non viene affrontata razionalmente?

Perché le scuole vengono percepite – a torto – come più pericolose dei ristoranti in termini di contagio? Secondo il parere di alcuni, perché gli studenti hanno necessità di usare i mezzi pubblici. Ma è vero?

Prima di tutto bisognerebbe sapere quanti sono gli studenti che devono usare i mezzi pubblici. La situazione delle scuole non è uguale per tutti:

  • Primarie e secondarie: sono scuole di prossimità, in genere la maggior parte degli scolari può arrivare a scuola facilmente a piedi, o accompagnati dai genitori a piedi o in auto, perché in maggioranza abitano vicino alla scuola. Si possono inoltre organizzare piedibus e bicibus che possono risolvere i problemi di tutti gli scolari che abitano entro i due km, supportando a costo zero il servizio di scuolabus. I mezzi pubblici qui sono un problema minore e abbastanza secondario.
  • Scuole superiori e università: occorre capire qual è il peso degli studenti sui mezzi pubblici e quanti potrebbero andare a scuola a piedi, in bicicletta, col ciclomotore, o in auto accompagnati da qualcuno.

Secondo il direttore generale dell’Atm, e presidente dell’organizzazione di categoria, gli studenti pesano per il 15% dei passeggeri dei mezzi pubblici (non sono quindi in sé un fattore di affollamento insuperabile), e il problema si risolve facilmente scaglionando gli accessi degli altri utenti, ovvero aprendo più tardi negozi e uffici (da un’intervista a Focus Economia, Radio 24).

Insomma: la discussione, come è posta dai media e dagli amministratori pubblici, è molto ideologica ed elettorale: tutti abbastanza favorevoli ad aprire i ristoranti (forse perché le associazioni di categoria hanno un certo peso elettorale), tutti perplessi e pieni di problemi per aprire le scuole, mettendo in un unico calderone le problematiche della scuola inferiore, e quelle di scuole superiori e università, che sono differenti, e riguardano tipologie di studenti molto diverse: bambini e pre-adolescenti nel primo caso, adolescenti e giovani adulti nel secondo.

Qui alcuni articoli su come i bambini vanno a scuola e come integrare i servizi di scuolabus a costo zero (link alle fonti all’interno degli articoli):

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Ex segretario ADCI, IAB. Istruttore di Yoga. Copywriter. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/benzinazero
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