Esempio di strada assurda: via Adige a Milano. Carreggiata amplissima, auto parcheggiate sul marciapiede, il tutto per favorire la sosta in seconda fila…

Via Adige a Milano. Immagine da Google Maps.

Via Adige a Milano è un esempio di gestione della viabilità acriticamente finalizzata a dare più spazio alle automobili in qualsiasi caso, anche senza conseguire particolari vantaggi.

La carreggiata è larghissima, coperta da un bel pavé milanese che andrebbe più valorizzato. La via non è particolarmente frequentata da auto, perché non è una via di scorrimento, non è una dorsale fondamentale per il traffico automobilistico, ospita principalmente traffico locale di veicoli diretti a negozi ed abitazioni, e residenti che parcheggiano o cercano parcheggio.

Data la presenza del pavé e il tipo di traffico, è una via che dovrebbe essere sottoposta a un limite di 30 km/h, meglio 20 km/h, e meglio valorizzata con fiorirere e percorsi pedonali.

Come si vede, nonostante l’ampiezza della carreggiata, anni fa qualche amministratore ha invece pensato di istituzionalizzare il parcheggio sul marciapiede, restringendo lo spazio per i pedoni e lasciando più libera possibile l’ampia carreggiata a disposizione delle auto.

Una scelta del tutto irrazionale, a meno di non considerare razionale l’obiettivo di dare comunque più spazio possibile agli automobilisti, penalizzando pedoni e ciclisti.

Vantaggio principale di questa bella sistemazione urbanistica? Come si vede dalla foto, agevolare la sosta in doppia fila.

Proprio un bel risultato di pianificazione urbanistica.

Da una segnalazione di Genitori Antismog.

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Ex segretario ADCI, IAB. Istruttore di Yoga. Copywriter. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/benzinazero
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Una risposta a Esempio di strada assurda: via Adige a Milano. Carreggiata amplissima, auto parcheggiate sul marciapiede, il tutto per favorire la sosta in seconda fila…

  1. Giancarlo Brunelli ha detto:

    Purtroppo ce ne sono di situazioni come queste nelle nostre città.
    E’ sempre un problema di cultura di chi amministra

    "Mi piace"

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