Cosa succede ad aumentare i prezzi dei parcheggi a pagamento? [Studio]

I parcheggi a pagamento servono per aumentare la rotazione di auto (per commissioni, shopping, spettacoli, tempo libero o lavoro) nelle zone urbane molto frequentate.

Quando un comune istituisce delle zone di parcheggi a pagamento lo fa perché in genere non c’è modo di creare più posti auto, a meno di non demolire edifici (come fanno spesso negli Usa) o di non costruire strutture molto costose e intrusive come autosilo (palazzoni di posti auto) e parcheggi sotterranei (con le loro ingombranti rampe in superficie).

Far pagare il parcheggio è l’unico modo per consentire un’adeguata rotazione dei posti nelle aree urbane più pregiate (che sono quelle che hanno anche meno spazio per costruire posti auto), scoraggiando il parcheggio parassitario (lavoratori che arrivano al mattino presto e occupano i posti migliori per tutta la giornata, residenti che occupano i posti migliori per giorni e giorni invece di parcheggiare in zone più libere anche se decentrate).

Quando vengono aumentati i prezzi dei parcheggi, le reazioni sono sempre negative: nessuno vuole pagare di più il parcheggio. Ma secondo Donald Shoup, i cittadini sarebbero molto più favorevoli se i soldi dei parcheggi venissero spesi per migliorare il quartiere dove si trovano: marciapiedi, alberi, piste ciclabili, arredo urbano.

In tutti i casi il riflesso condizionato di molti è spesso questo: i ricchi continueranno a parcheggiare come prima (‘che gliene frega di pagare di più?’), i poveri saranno costretti a rinunciare al parcheggio in centro(*). È vero?

Se si va a vedere i comportamenti reali, le cose sono molto diverse.

I ricercatori dell’Università di Dublino hanno intervistato 1.000 persone prima e dopo un incremento dei prezzi del parcheggio del 50% (la tariffa era stata portata a 1,90 euro l’ora). Ecco i risultati:

  • La durata media della sosta è calata del 17%
  • Le soste sopra le tre ore sono calate del 39%
  • Le soste di una o due ore sono aumentate del 32%
  • È diminuito il numero di minuti necessari per trovare un posto libero
  • È aumentato il numero di donne utenti
  • È diminuita la quota di utenti molto benestanti
  • È aumentata la quota di utenti di classe media

Nella pratica aumentare la tariffa ha generato una migliore rotazione dei posti, meno tempo per trovare parcheggio e una minore durata media della sosta. Questo significa che aumentare i prezzi dei parcheggi in centro può generare benefici per tre categorie di cittadini: i commercianti, che vedono più clienti; gli automobilisti, che trovano più facilmente posto (e poi si sbrigano a fare le loro commissioni); gli altri cittadini, che quando si muovono a piedi, in bici o con i mezzi pubblici trovano meno congestione e meno inquinamento. Gli automobilisti che non vogliono pagare di più hanno due opzioni semplicissime: parcheggiare altrove e farsi una passeggiata a piedi (con meno traffico e meno inquinamento) oppure parcheggiare a pagamento per meno tempo.

Riguardo la preoccupazione dei ‘poveri’ che non possono andare in centro in auto va rilevato che spesso le famiglie più povere l’auto non ce l’hanno neppure, quindi il problema di pagare il parcheggio non si pone per niente. Inoltre nessuno si preoccupa del fatto che i ‘poveri’ non possono andare nei ristoranti di lusso senza pagare conti da 100 o 200 euro a persona. Parcheggiare in centro è come andare in un ristorante di lusso, perché si occupa spazio pubblico molto pregiato per parcheggiare la propria auto. Parcheggiare in via Montenapoleone a Milano o in via Condotti a Roma, ammesso che sia consentito, non è la stessa cosa di parcheggiare in una strada di periferia.

Evidentemente chi ha la necessità di arrivare in auto in centro, con prezzi un po’ più alti trova più facilmente posto e complessivamente può anche spendere una cifra uguale o minore a prima semplicemente sostando di meno e rendendo più rapida la sua commissione.

Chi invece obietta al costo o non vuole spendere per il parcheggio può ricorrere a una delle numerose alternative possibili:

  • Parcheggiare più lontano, gratis, e fare una passeggiata a piedi
  • Usare i mezzi pubblici
  • Fare carpooling per suddividere il costo del parcheggio
  • Usare il taxi
  • Usare la bicicletta
  • Andare a piedi
  • Chiedere un passaggio a un amico che magari transita di lì ma va altrove
  • Usare una combinazione delle soluzioni sopra

La ricerca viene riportata da Donald Shoup nel suo libro ‘The High Cost of Free Parking’.

Per chi legge l’inglese è possibile scaricare gratuitamente un estratto del libro in formato elettronico con i primi capitoli qui.

Qui altri articoli e approfondimenti sul tema dei parcheggi e i loro paradossi (link alle fonti all’interno degli articoli).

(*) Nota: il tema della penalizzazione di chi ha un basso reddito viene spesso fatto dagli automobilisti che usano i ‘poveri’ come scudi umani per difendere lo status quo o avversare i parcheggi a pagamento: ‘aumentare la tariffa penalizza chi ha un reddito basso’. Nella realtà è falso: le famiglie veramente povere NON hanno l’auto (e vengono penalizzate dal traffico quando prendono l’autobus e questo è rallentato dalle auto), e l’auto viene comunque usata di più da chi ha un reddito medio o alto.

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Ex segretario ADCI, IAB. Istruttore di Yoga. Copywriter. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/benzinazero
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2 risposte a Cosa succede ad aumentare i prezzi dei parcheggi a pagamento? [Studio]

  1. Enrico ha detto:

    Shoup perde di vista secondo me il fatto che la maggior rotazione di auto sui parcheggi centrali è sinonimo di aumento dei flussi di traffico sulle arterie periferiche. Se trovo parcheggio più facilmente è meno probabile che mi serva del trasporto pubblico e più probabile che usi l’automobile; l’effetto sulle aree semicentrali di una politica di tariffazione intelligente della sosta potrebbe essere molto simile a quello della costruzione di autosilos o parcheggi sotterranei senza oneri però per le amministrazioni pubbliche che invece in questo caso ci guadagnano. Ho qualche dubbio poi che i “veri poveri” siano solo quelli che non hanno la macchina. Molti sono invece letteralmente costretti ad averla (magari euro 0 di quarta mano) a causa dello stato miserabile dei trasporti pubblici nelle periferie.

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    • Gianni Lombardi ha detto:

      No perché – se il prezzo è equilibrato, ovvero c’è sempre il 15% di posti liberi – c’è meno traffico complessivo. Il fenomeno è ben spiegato nei suoi libri ‘The High Cost of Free Parking’ e ‘Parking and the City’.

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