Tre proposte per migliorare i parcheggi in città [‘Parking and the City’]

Quando si poteva parcheggiare gratuitamente in Piazza Maggiore a Bologna, ovviamente molti usavano l’auto per andare in centro. Togliere il parcheggio non ha diminuito l’affluenza di persone in centro, perché molti hanno usano altri mezzi, e altri semplicemente parcheggiano più lontano e fanno quattro passi a piedi.

I parcheggi sembrano un problema banale: basta costruirne di più e si risolve. Purtroppo non è così, e lo hanno dimostrato, con le loro ricerche, Donald Shoup dell’Università di Los Angeles, e molti altri.

La presenza di parcheggi gratis o a basso prezzo incoraggia l’uso dell’auto, con il problema che più auto affluiscono, più ce ne saranno che girano a vuoto per cercare parcheggio, prima gratis e poi a pagamento (secondo diverse indagini fino al 30% delle auto in circolazione nelle aree urbane stanno cercando parcheggio).

In ‘Parking and the City’, Donald Shoup formula tre proposte, testate con successo in diverse città, per risolvere il problema dei parcheggi nelle aree urbane più congestionate:

  1. Togliere le quote obbligatorie di posti auto per la costruzione e ristrutturazione degli edifici. Costruttori e aziende possono decidere da sole quanti soldi investire per offrire posti auto ai loro clienti. Quote obbligatorie decise arbitrariamente dalle amministrazioni pubbliche invece alzano i prezzi medi di costruzione e ristrutturazione e incoraggiano sia il possesso sia l’uso dell’automobile, spesso proprio in aree già molto congestionate da traffico automobilistico. Inoltre i posti auto obbligatori spesso cannibalizzano giardini, aree gioco per i bambini e spazi comuni, peggiorando vivibilità ed estetica degli edifici, sia commerciali che abitativi.
  2. Stabilire il giusto prezzo per il parcheggio in strada. Una tariffa troppo bassa incoraggia l’uso dell’auto anche a chi non ne ha realmente bisogno, allunga la sosta media, porta a posti auto sempre occupati. La tariffa giusta – che con l’adeguata tecnologia può essere modificata dinamicamente in base a ora di punta, stagione, giorno della settimana – è quella per cui restano sempre un paio di posti liberi in ogni isolato, in modo che l’automobilista che arrriva trovi sempre parcheggio. (Spiegazione dell’apparente paradosso: se la tariffa è troppo bassa, la durata media della sosta si allunga, e più persone penseranno di usare l’auto; se la tariffa è giusta, chi non vuole pagare parcheggerà più lontano oppure userà altri mezzi; chi è disposto a pagare cercherà comunque di abbreviare il tempo di sosta).
  3. Dedicare gli introiti dei parcheggi per servizi pubblici sulle strade con i posti auto a pagamento. In questo modo, se vedono migliori mezzi pubblici, marciapiedi più ordinati, nuove fioriere e arredi urbani, residenti e commercianti saranno più favorevoli ai parcheggi a pagamento nella loro strada perché in questo modo i posti auto a pagamento finanzieranno le migliorie di quartiere.

Alzare le tariffe dei parcheggi è spesso impopolare, ma utilizzare gli introiti per migliorare i quartieri interessati dai parcheggi a pagamento è un modo efficace per superare le opposizioni di residenti e commercianti. Inoltre, contrariamente alle credenze, tariffe più elevate comportano una minore sosta media con una maggiore rotazione di presenze. Quindi l’affluenza di persone resta uguale o addirittura migliora, grazie al fatto che c’è meno congestione di auto: chi ha bisogno di venire in auto può farlo lo stesso (semplicemente sarà più rapido nelle sue commissioni, per pagare di meno di parcheggio) e chi può venire a piedi, in bici o con i mezzi pubblici (perché magari ha parcheggiato l’auto più lontano) viene ugualmente e trova un ambiente più gradevole, con meno code e meno smog.

‘Parking and the City’, è disponibile anche in formato e-book. Chi legge l’inglese può scaricare gratuitamente i primi capitoli oppure visualizzarli online qui.

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Ex segretario ADCI, IAB. Istruttore di Yoga. Copywriter. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/benzinazero
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