Auto elettriche: riciclare le batterie, per ora, è più complicato di quel che sembra e di quel che dicono [Science Magazine, VW, Vaielettrico, video]

Batteria elettrica pronta per essere riciclata. Peccato che le materie prime per ora costino meno di quelle riciclate. Immagine da Science Magazine

Le auto elettriche sono meglio delle auto termiche: più silenziose, inquinano meno (producono comunque polveri sottili attraverso l’usura di pneumatici e asfalto), rendono di più dal punto di vista energetico. Ma conservano alcuni dei loro problemi: ingombro, pericolo, fame di infrastrutture, fame di risorse.

Le auto elettriche attualmente pesano circa 300-500 kg di più di un modello termico corrispondente (per esempio la Smart elettrica pesa circa 1,1 tonnellate, contro gli 800 kg della serie a benzina più recente, e i 700 kg delle serie precedenti). Questo peso in più è dovuto principalmente al peso delle batterie: da 300 a 800 kg a seconda del modello e dell’allestimento. Circa 300 kg la Smart elettrica, circa 700-800 kg alcuni modelli di Tesla.

Di fronte alle obiezioni di chi si preoccupa di quando queste batterie arriveranno a fine vita, viene spesso risposto: ‘tranquilli, verranno tutte riciclate’.

Putroppo, almeno per ora, è più facile dirlo che farlo:

  • Riciclare le batterie può essere un lavoro pericoloso, avverte lo scienziato Dana Thompson dell’University of Leicester. Tagliando nel posto sbagliato la batteria può andare in corto circuito, bruciare, rilasciare fumi tossici;
  • Le batterie automobilistiche attuali NON sono progettate per essere riciclate facilmente;
  • Inoltre le batterie attuali sono progettate in modi molto diversi a seconda del produttore e della casa automobilistica: senza standardizzazione, ogni modello di batteria può richiedere lavorazioni diverse per il riciclaggio, complicando il processo e rendendolo meno economico. Infatti per ora occorrerebbe creare una filiera di riciclaggio per le Audi, una per le Bmw, una per le Citroën, eccetera, perché il riciclaggio multimarche per ora è troppo difficile e complesso;
  • Le singole celle delle batterie spesso sono incollate con colle molto tenaci in modo che siano difficili da separare;
  • Attualmente per produrre batterie è più economico usare metalli vergini piuttosto che riciclare i metalli delle batterie esauste: questo non incentiva il riciclaggio né l’ottimizzazione costruttiva delle batterie.

Quindi, come capita spesso nell’industria dell’auto: ‘sì, ci sono dei problemi, ma speriamo di risolverli in futuro’. Come la sicurezza, il pericolo, l’inquinamento, il traffico, i problemi di parcheggio: da 120 anni, ‘speriamo di risolverli in futuro’.

Qui l’intero articolo: Millions of electric cars are coming. What happens to all the dead batteries? [Science Magazine]

Qui altri articoli e approfondimenti sul tema delle auto elettriche, i loro paradossi e i loro problemi (link alle fonti all’interno degli articoli).

Qui sotto il filmato di un impianto pilota della Volkswagen. Da notare che in questo impianto pilota, attivo dal gennaio 2021, le batterie esauste vengono smontate, macinate e i diversi componenti recuperati. L’impianto tratta batterie non più utilizzabili, quelle che non hanno una capacità residua utilizzabile per usi diversi dall’autotrazione. Si tratta comunque di un impianto pilota e restano inevasi, rispetto a quanto scritto da Science Magazine, i problemi di standardizzazione e semplificazione dei processi di riciclo.

Qui sotto l’intervista di Vaielettrico ad Andrea Rizzi, responsabile R&D e procedure Consorzio ERP Italia.

Il titolo del filmato è rassicurante, ma durante l’intervista si confermano alcuni dei problemi citati nell’articolo di Science Magazine:

  • La tecnologia per il riciclaggio è tuttora costosa; si tratta anche di un problema di economie di scala e di investimenti che devono essere fatti;
  • In Italia per ora non ci sono impianti operativi, a parte progetti pilota
  • Fra le complessità del riciclaggio, anche le problematiche di trasporto: le batterie sono molto pesanti e, quando provengono da auto incidentate, anche pericolose.

Insomma, i problemi ci sono, tutti sono ottimisti che verranno risolti fra pochi anni, ma ci sono.

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Ex segretario ADCI, IAB. Istruttore di Yoga. Copywriter. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/benzinazero
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2 risposte a Auto elettriche: riciclare le batterie, per ora, è più complicato di quel che sembra e di quel che dicono [Science Magazine, VW, Vaielettrico, video]

  1. Vittorio Marletto ha detto:

    Le auto elettriche inquinano enormemente meno delle termiche. Non c’è proprio paragone ed è fuorviante puntare ai problemi delle batterie a fine vita quando 40 milioni di motori ci ammazzano di cancro ogni giorno. Le batterie devono essere costruite in maniera tale da essere facilmente smontate e riciclate, al termine della loro comunque lunga vita utile. Purtroppo al momento così non è salvo che in Cina dove esiste un apposito protocollo da alcuni anni. Il problema c’è ma è risolubile e non è una scusa per continuare a usare gli sporchi velenosi e inefficienti motori a scoppio. Ogni cinque litri di carburante che compriamo ben quattro sono bruciati inutilmente e diventano solo fumo pulviscolo calore e co2. Una follia ripetuta ogni giorno da 40 milioni di italiani. A caro prezzo peraltro.

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