Se un ciclista pedala sul marciapiede perché ha paura delle auto sulla strada, tutti i ciclisti sono delinquenti. Se gli automobilisti invadono un’area pedonale, è perché sono vittime dei tavolini dei bar…

Immagine dal Corriere della Sera.

Se un ciclista pedala sul marciapiede, tutti i ciclisti sono delinquenti. Se gli automobilisti invadono un’area pedonale, è perché sono vittime dei tavolini dei bar.

Succede a Firenze dove i consiglieri comunali portano il problema in consiglio.

È un esempio del doppio standard nei confronti dei diversi utenti della strada: se all’ora dell’aperitivo la gente invade la strada, occorre ripristinare la pax automobilistica multando il gestore del bar affinché i suoi clienti non intralcino più le auto.

Se i ciclisti pedalano sul marciapiede perché pensano che la strada a fianco sia troppo pericolosa, la soluzione delle amministrazioni italiane raramente è realizzare una pista ciclabile o imporre un limite di velocità più basso alle auto (e non sia mai che lì si installi anche un autovelox per controllare il rispetto dei limiti). Più spesso la scelta è non fare nulla e invitare al ‘rispetto delle regole’, oppure mandare una tantum una pattuglia di vigili a multare i ciclisti (non gli automobilisti che vanno troppo veloci).

Se invece le auto invadono sistematicamente un’area pedonale di sera o di notte (succede regolarmente in molte città italiane) perché qualche posto auto è stato assegnato a bar e ristoranti per aiutarli nell’emergenza covid, la soluzione non può che essere quella di tollerare l’indisciplina degli automobilisti: tollerare la malasosta e promettere più parcheggi (anche dove è impossibile o troppo costoso).

È il consueto vittimismo degli automobilisti:

  • i ciclisti sono pericolosi (in realtà le auto sono pericolose)
  • i pedoni si buttano sotto le auto (anche se le auto vanno a velocità 10 o 20 volte superiori)
  • gli alberi sono pericolosi (anche se quelle che si muovono sono le auto)
  • le piste ciclabili peggiorano il traffico (in strade che anche prima della pista ciclabile erano già congestionate)
  • la strada è pericolosa (andare troppo veloci invece va bene)
    • non ci sono parcheggi (il dubbio che ci siano troppe auto non sfiora mai nessuno)

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Ex segretario ADCI, IAB. Istruttore di Yoga. Copywriter. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/benzinazero
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