Lo spazio stradale è frutto di decisioni e sviluppo, non è un dato immodificabile

Mulberry Street a New York in tre epoche diverse. Immagine da Marco Te Brömmelstroet.

La distrubuzione dello spazio stradale è frutto di decisioni amministrative, economiche e culturali, non è un destino naturale immodificabile.

Nelle tre foto sopra si vede Mulberry Street a New York in tre epoche diverse. Nel 1900, quando era affollata di pedoni, i carretti fungevano da banchi commerciali, e i veicoli in circolazione andavano a passo d’uomo o velocità poco maggiori: carri, carrozze, biciclette (queste ultime diffuse a centinaia di migliaia a New York).

La situazione dell’immagine centrale, due file di auto parcheggiate ai lati con altre auto che si snodano lentamente nello spazio al centro, è invece stata frutto di anni di pressione commerciale e politica dell’industria dell’auto e dopo decenni si è rivelata come la meno efficiente sia nel trasporto di persone, sia nell’utilizzo dello spazio urbano:

  • Le auto trasportano in media 1,2 persone o poco più, con la massima inefficienza proprio nelle ore di punta dei pendolari, quando più spesso viaggiano con il solo guidatore a bordo. I rari casi in cui le auto viaggiano con più persone a bordo avvengono quando i lavoratori si organizzano facendo carpooling, oppure quando la famiglia va in vacanza (due adulti più uno o più bambini), oppure quando degli amici si organizzano per andare al cinema o al ristorante, in pratica due volte su tre principalmente nel tempo libero.
  • Le auto private stanno ferme parcheggiate oltre il 95% del loro tempo, occupando circa 12,5 mq di spazio per il posto auto vero e proprio e richiedendo altrettanto per gli spazi di manovra (un parcheggio a raso di un ettaro può ospitare circa 400 automobili, pari a 25 mq per veicolo); i posti auto in linea come quelli di Mulberry Street sono leggermente meglio ottimizzati perché lo spazio di manovra necessario per entrare e uscire dal posto auto sono condivisi fra le due file e vengono usati come via di scorrimento per i veicoli in transito.

La situazione dell’immagine centrale non è quindi frutto di un’evoluzione naturale e immodificabile. È stata il frutto di scelte eterodirette dall’industria dell’auto, interessata a vendere più automobili possibile. Putroppo è stata anche una delle scelte meno efficienti per lo spostamento delle persone nelle città, e più dannose per la vivibilità urbana.

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Ex segretario ADCI, IAB. Istruttore di Yoga. Copywriter. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/benzinazero
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2 risposte a Lo spazio stradale è frutto di decisioni e sviluppo, non è un dato immodificabile

  1. Giancarlo Brunelli ha detto:

    Quanto è vero; bisognerebbe spiegarlo ai nostri amministratori

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    • ett ha detto:

      Non bisogna spiegarlo agli amministratori, ma ai cittadini! Gli amministratori sono molto sensibili alle rimostranze degli elettori. Se scontentano qualcuno, levando parcheggi, si preoccupano sommamente. Se il cittadino si rivoltasse perchè non gli danno la sicurezza ciclabile il politico amministratore si sveglierebbe immediatamente dal suo autoropore!!!

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