Noleggio bici a Lido di Camaiore: sconto 10% da Biker Inside

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Vuoi girare comodamente Lido di Camaiore, Viareggio e la Versilia in bici?

Biker Inside, negozio di biciclette e officina meccanica ciclistica in viale Colombo a Lido di Camaiore, offre il 10% di sconto sui noleggi a tutti i nuovi clienti che arrivano tramite il sito o Facebook, per noleggi a partire da 2 giorni in su. Basta dire ho visto la pubblicità su Internet o su Facebook per avere lo sconto.

Vieni in Viale Colombo, 276 Lido di Camaiore (vicino alla banca Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia, vicino al semaforo tra viale Colombo e via Vittorio Veneto, vicino a via Don Minzoni). La pista ciclabile del lungomare è a cento metri in linea d’aria.

Viale Colombo è facilmente raggiungibile anche dalla statale Aurelia, entrando in via Don Minzoni all’altezza della Croce Verde e del Roadhouse Restaurant. Per chi viene in auto conviene parcheggiare appena possibile e fare due passi a piedi, soprattutto in alta stagione. Chi viene in bici invece deve solo fare una piccola deviazione dalla pista del Lungomare in prossimità del Pontile di Lido di Camaiore.

Offerta valida per i nuovi clienti, in base alla disponibilità di bici. Telefonare al numero 0584 913462 oppure mandare un’email a info@bikerinside.it per prenotare la bici, conoscere i prezzi e le disponibilità, oppure venire direttamente in negozio per vedere le bici e avere informazioni. Qui trovi gli orari e altre notizie: Pagina Facebook Biker Inside. Il preventivo è gratis e senza impegno.

Qui altre iniziative e sconti per chi usa la bicicletta in Versilia.

Qui sotto un bel filmato della spiaggia di Lido di Camaiore e un’ampia panoramica della costa.

 

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Segnaletica sorpasso ciclisti in Spagna [foto]

Strada in Spagna segnaletica metro e mezzo sorpasso ciclisti

Segnaletica per il sorpasso dei ciclisti in Spagna, dove vige l’obbligo di lasciare un metro e mezzo di distanza laterale in fase di sorpasso da parte di veicoli a motore.

Qui un filmato su come si sorpassano i ciclisti in Spagna.

In caso di sorpasso azzardato, una denuncia da parte di un ciclista corredata da un video in molti casi può essere una prova sufficiente per sanzionare l’autore del sorpasso pericoloso.

Foto proveniente dall’account Twitter @stebortolotti.

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Ci vuole un’autostrada a 20 corsie per sostituire una metropolitana [Toronto]

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Poster pubblicitario degli anni 70 per la metropolitana di Toronto: “Ci vuole un’autostrada con venti corsie per trasportare lo stesso numero di persone della nuova metropolitana di Toronto”.

Il poster evidenzia la diversa efficienza dei due diversi mezzi di trasporto: una singola linea di metropolitana può trasportare fino a 40.000 persone l’ora in treni a distanza di 2 minuti l’uno. Una singola corsia stradale può fa passare al massimo circa duemila automobili, e solo se queste mantengono molto bene le distanze e vanno a una velocità non superiore a 20 km/h: se qualche automobilista indisciplinato o disattento non tiene le distanze avviene il tamponamento che blocca tutto, e se gli automobilisti cercano di andare più velocemente passano meno auto.

Immagine dall’account Twitter @grescoe.

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Sorpasso a 1,5 m: può essere verificato e sanzionato

In molti paesi europei il sorpasso dei ciclisti è regolato da una distanza minima laterale di 1,5 metri da parte del mezzo a motore che sorpassa. In alcuni stati Usa la distanza è stabilita in 3 piedi (90 cm) in città, e 5 piedi (1,5 metri) fuori città. Recentemente è stato proposto di adottare analoga misura anche in Italia, dove il codice attualmente dice solo che il veicolo che sorpassa deve mantenere un'”adeguata distanza” di sicurezza.

Una delle obiezioni che viene fatta alla proposta di legge è che sarebbe impossibile verificarne la violazione.

Come dimostra il video, non è vero. La polizia di Houston quando pattuglia le strade in bicicletta persegue chi viola la distanza di sicurezza. L’opera di pattugliamento e prevenzione secondo la polizia ha migliorato le modalità di sorpasso delle bici da parte delle auto, dimezzando i sorpassi pericolosi.

Si può comunque obiettare che non tutti i ciclisti hanno le strumentazioni di cui dispone la polizia di Houston. Ma molti ciclisti hanno una videocamera sul casco o sul manubrio che può agevolmente documentare le violazioni più palesi. Certo, in caso di sorpasso a 1,49 cm magari il video del ciclista può non essere sufficiente per provare il sorpasso pericoloso. Ma in molti casi sì:

Helmet camera footage is also being accepted as evidence by WMP, something the force feels is essential to tackling close passes, making the threat of detection possible at any time.

Filmati fatti con videocamere su casco sono accettati come prova dalla West Midland Police, cosa che la polizia ritiene essenziale per ridurre i sorpassi pericolosi, rendendo la sanzione possibile in molti casi.

Si tratta solo di adeguare la legislazione ai nuovi strumenti tecnici, accettando come prove per una denuncia i filmati dei ciclisti che, in molti casi, sono più che sufficienti per dimostrare l’avvenuto sorpasso pericoloso.

Inoltre, nel malaugurato caso in cui l’auto in fase di sorpasso investa un ciclista, con la legge del metro e mezzo è chiaro chi ha il torto ed è chiaro chi deve esercitare prudenza in quanto fattore di pericolo: è il veicolo che sorpassa e non certo il ciclista che, legittimamente può dover sbandare per una buca, un ostacolo improvviso o per quella che guarda caso è sempre la prima ipotesi negli incidenti automobilistici, ma non lo è mai nei caso dei ciclisti: un malore improvviso.

Qui il fermo immagine del sorpasso del video della Polizia di Houston:

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Come si vede, anche senza misurazione, è chiarissima la violazione della distanza di sorpasso.

Immagine e video dall’articolo Near Miss of the Day 9: Houston driver gets a little too close to a cycling police officer.

Conosci casi o legislazioni analoghe in altri paesi europei? Segnala casi, articoli di legge e informazioni utili nei commenti.

 

 

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La bici è un veicolo. Ma il ciclista è un utente debole, come pedoni e disabili

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Tokyo, ciclista e poliziotto attraversano la strada pedalando. A Tokyo il 70% dei cittadini usa la bici almeno una volta alla settimana.

Per risolvere i problemi di sicurezza e traffico molti vedono nel codice della strada la panacea di tutti i mali, con due mantra ossessivi:

  • “Basterebbe rispettare il codice della strada.”
  • “La bicicletta è un veicolo e deve rispettare il codice della strada come tutti i veicoli”, ovvero biciclette, automobili, suv e camion sono la stessa cosa.

Sembra però che quelli che parlano così non abbiano consultato il codice della strada, non di recente. Infatti da una parte il codice della strada è molto confuso e pasticciato, come dimostra questa serie di ambiguità e svarioni fra cui è difficile orientarsi, dall’altra assimila chiaramente i ciclisti con i pedoni e i disabili, identificandoli come utenti deboli meritevoli di una particolare tutela:

Art 3, comma 53-bis) Utente debole: pedoni, disabili in carrozzella, ciclisti e tutti coloro i quali meritino una tutela particolare dai pericoli derivanti dalla circolazione sulle strade”.

Peccato che per ora tanto per il codice della strada quanto per molti comuni e istituzioni questa tutela si esprima principalmente nell’obbligo tassativo di avere il campanello, in un presunto divieto assoluto di pedalare sui passaggi pedonali, o nel consigliare abbigliamento magico catarifrangente per difendersi dagli automobilisti:

Insomma, tra le tante ambiguità del Codice della strada italiano c’è anche il fatto di definire i ciclisti “utenti deboli” insieme a pedoni e disabili in carrozzella, ma fare abbastanza poco per tutelarli nei fatti, salvo imporre il campanello come panacea per evitare i pericoli e il giubbetto catarifrangente nei tunnel e di notte fuori città, entrambe norme di dubbia efficacia.

Unica consolazione? Dato lo stato di molti marciapiedi nelle città italiane, i disabili in carrozzella sono tutelati ancor meno, salvo quando sono in macchina. In quel caso i disabili in automobile diventano cittadini di serie A e, se hanno l’apposito contrassegno, possono parcheggiare dappertutto.

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A Viareggio la pista ciclabile supplisce ai marciapiedi, disastrati e accidentati. I disabili in carrozzella sono utenti deboli ma anch’essi tenuti poco in conto dai tecnici comunali che si occupano di viabilità e dell’ambiente urbano.

 

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Più auto più pericolo. Più biciclette più sicurezza

Come si vede bene dall’infografica qui sotto e da questo articolo del responsabile sicurezza della Fiab Federazione Italiana Amici della Bicicletta, l’aumentare di biciclette nella circolazione urbana e stradale comporta una diminuzione degli incidenti mortali, anche quelli che coinvolgono solo automobilisti.

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Qui l’articolo completo: Safety in numbers, ovvero più ciclisti e più sicurezza, della Fiab, Federazione Italiana Amici della Bicicletta.

Il fenomeno è spiegato da questo fattore: man mano che aumentano le bici presenti sulle strade e sulle piste ciclabili (che pur essendo separate hanno comunque sempre numerose intersezioni con le strade) gli automobilisti si abituano a guidare più lentamente e con maggiore attenzione. Questo comporta una riduzione degli incidenti sia per numero sia per gravità.

 

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I vantaggi di andare in bicicletta al lavoro superano i rischi [Harvard Univ]

Come risolvere il problema del traffico automobilistico in città

I cittadini vengono incoraggiati ad usare la bici anche grazie a un’adeguata progettazione stradale

“I benefici dell’attività fisica regolare sono ben documentati, ma ci sono state preoccupazioni per cui gli incidenti stradali possano annullare i benefici di andare al lavoro in bicicletta. Questo studio è importante perché conferma, con un campione molto più ampio, i risultati visti in altri paesi. Soprattutto, mostra che i benefici sono molto superiori ai rischi.”

Walter Willett, professore di epidemiologia e nutrizione alla Harvard T.H. Chan School of Public Health.

“The benefits of regular physical activity are well documented, but there have been concerns that traffic crashes may negate the benefits from commuting by bicycle,” said Willett. “This study is important because it confirms, with a much larger sample size, previous findings from other countries. Moreover, it shows that the benefits strongly outweigh the risks.”

Rischi che oltretutto sono molto minori con una guida più attenta e meno pericolosa da parte degli automobilisti, e con infrastrutture stradali che scoraggino la velocità eccessiva.

Qui l’articolo e numerosi approfondimenti e link utili: Benefits of biking to work appear to outweigh risks.

E chi dice che sarebbe bello ma è utopistico, sappia che a Copenhagen il 37% dei pendolari usa la bicicletta (anche perché non ha tempo da perdere).

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