Solo in Italia c’è l’obbligo ossessivo di segnalare sempre gli autovelox [Il Post]

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Gatso Mobile Speed Camera, utilizzata nello stato di Victoria, Australia. La videocamera è montata dal lato passeggero, mentre la scatola nera sul frontale è l’unità radar (da Wikipedia).

La velocità è una delle cause principali degli incidenti stradali e in quasi tutti gli incidenti gravi è un fattore importante o fondamentale per determinare la gravità dei danni. Però è un problema che in Italia viene sistematicamente sottovalutato sia in fase di prevenzione sia in fase di repressione delle infrazioni.

Infatti solo in Italia c’è l’obbligo di segnalare gli autovelox in ogni situazione, sia le postazioni fisse sia le postazioni mobili, con presenza obbligatoria della pattuglia, che deve essere a sua volta ben visibile. Obbligo che nasce più dal desiderio degli automobilisti-elettori di non essere multati, spingendo per una legislazione farraginosa e ultra garantista, rispetto alle considerazioni di sicurezza stradale, prevenzione degli incidenti e repressione delle infrazioni.

In molti grandi paesi europei e negli Stati Uniti non è così.

Vengono regolarmente segnalati i tratti di strada dove possono esserci autovelox, ma non vengono segnalate le singole postazioni, e sono possibili postazioni mobili anche in borghese:

In nessuno dei grandi paesi Europei – Francia, Germania e Regno Unito – l’obbligo di segnalazione è presente nella legislazione con altrettanta forza. In Francia gli autovelox fissi sono sostanzialmente tutti segnalati, ma è possibile effettuare controlli non segnalati con postazioni mobili. Inoltre, nelle strade francesi circolano anche automobili senza alcun contrassegno particolare, dotate di radar per individuare la velocità che viaggiano in maniera anonima multando chiunque intorno a loro superi i limiti di velocità. La stessa pratica è utilizzata da anni in Germania (in Italia sarebbe impossibile). Sia in Francia che in Germania, inoltre, sono vietati i dispositivi come radar di bordo e sistemi GPS che permettono di individuare gli autovelox fissi e mobili.

L’intero articolo qui: Perché in Italia gli autovelox sono segnalati?

[Aggiornamento] In Francia è possibile usare auto civetta per il controllo a distanza della velocità dei veicoli dal 2016. La decisione di introdurre le auto civetta (opposta al recente comportamento del governo italiano) fu dovuta all’incremento di incidenti mortali, di cui il 32% sarebbero direttamente causati dalla velocità.

Se hai notizie attendibili, testimonianze personali o informazioni di come viene usato l’autovelox all’estero indicalo nei commenti, possibilmente con link, foto e dati.

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Abbiamo davvero bisogno di tutte queste auto? [Spot Uber]

Spot pubblicitario di Uber che visualizza in modo molto efficace l’assurdità del modello “una persona-un’auto” perseguito da circa cento anni nei trasporti urbani ed extraurbani.

La metafora visiva delle scatole evidenzia l’enorme ingombro delle auto nelle città, che oltretutto passano oltre il 95% del tempo ferme parcheggiate in strada o in posti auto privati, occupando prezioso spazio urbano (un posto auto richiede circa 25 metri quadri di spazio, circa 12,5 per il posto auto vero e proprio, più altrettanti per le manovre, entrare e uscire dal parcheggio).

La campagna pubblicitaria è diretta ai mercati asiatici, ma il film contiene insegnamenti preziosi anche per Europa e America.

L’operazione si basa sullo studio fatto per Uber da Boston Consulting Group: The impact of ridesharing in Southeast Asia and beyond. Lo studio in formato pdf è scaricabile anche qui: unlocking-cities-report-bcg-uber.

Altri link sul tema del traffico in città:

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Evidenziare le piste e le intersezioni ciclabili agli automobilisti

Piste ciclabili a Barcellona. I tratti dipinti di rosso servono per evidenziare le intersezioni con le auto, ovvero i tratti di pista ciclabile dove le auto incrociano la pista per un attraversamento o perché possono voltare a destra.

L’uso è esattamente il contrario di come viene fatto talvolta in Italia, in cui viene dipinta la pista ciclabile ma non gli attraversamenti.

Sarebbe più razionale fare come a Barcellona e in altri paesi europei, ovvero evidenziare agli automobilisti anche con il colore del fondo stradale che stanno per attraversare una pista ciclabile, ovvero che le biciclette possono passare e hanno la precedenza.

Qui sotto un esempio italiano. Come si vede, la pista ciclabile è dipinta di rosso nei tratti protetti dal cordolo, mentre il fondo rosso scompare dove c’è l’attraversamento ciclabile e ciclo-pedonale.

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Pista ciclabile di via del Secco a Lido di Camaiore. Il fondo è dipinto di rosso nel tratto protetto dal cordolo bianco. Inspiegabilmente il colore di evidenziazione non viene invece applicato sul passaggio ciclabile in basso a sinistra e sul passaggio ciclopedonale in alto a destra.

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Ciclisti maleducati che intralciano chi va al lavoro in macchina… [aggiornamento]

ciclista mostra dito a trump corteo macchine golf

Anche ai massimi livelli mondiali i ciclisti intralciano i poveretti costretti ad andare al lavoro in automobile.

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump stava uscendo dal suo campo da golf per andare a qualche importante appuntamento, e una ciclista, dopo aver ovviamente intralciato il povero corteo presidenziale, costretto a sorpassare la bicicletta a cinque piedi di distanza laterale, ha fatto un gesto maleducato al presidente.

Non solo, non contenta, la ciclista ha nuovamente raggiunto il corteo più avanti, e ha nuovamente fatto il gesto di scherno al Presidente.

Questo nonostante il Presidente avesse sicuramente fretta e cose urgenti da fare.

L’episodio dimostra il grave danno che le biciclette possono fare al mondo libero: persino intralciare il Presidente degli Stati Uniti che torna dal campo da golf.

Qui l’articolo completo di Repubblica: Trump: mai così male un presidente (e viene insultato da una ciclista).

AGGIORNAMENTO – La ciclista responsabile dell'”intralcio al presidente” è stata licenziata dall’azienda in cui lavorava: Woman fired for showing Trump motorcade the middle finger – [BBC News]. La motivazione del licenziamento sarebbe che l’azienda non consente ai dipendenti di fare post sui social network che siano osceni o offensivi. Juli Briskman, la signora licenziata, ha dichiarato che in un’analoga situazione un suo collega uomo non fu licenziato ma si limitò a cancellare il post (che probabilmente non era diventato virale in tutto il mondo, però…). In ogni caso la signora Briskman ha dichiarato di non essere pentita del gesto dimostrativo.

Secondo il fotografo che ha scattato la foto, BrendanSmialowski, è frequente che manifestanti e semplici cittadini inscenino proteste o facciano gesti al corteo del presidente.

 

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L’uso del telefonino triplica le probabilità di incidente [pubblicità sociale]

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Campagna pubblicitaria sociale francese per sensibilizzare sui pericoli dell’uso di telefoni e smartphone alla guida.

al volante il telefono uccide campagna sociale francese 2

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  • In Francia una persona su due usa il telefono mentre guida
  • L’uso del telefono triplica il pericolo di incidente
  • Un incidente su dieci è provocato dall’uso del telefono al volante

Da notare che la campagna francese, invece di responsabilizzare gli utenti deboli con vaghi inviti alla prudenza o al rispetto del codice, responsabilizza prima di tutto la fonte del pericolo, ovvero il comportamento imprudente di chi telefona mentre è alla guida di un’automobile.

Campagna segnalata da @fiabonlus

 

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Perché l’asse di penetrazione a Viareggio creerà più traffico (e problemi di parcheggio)

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Quattro nuove rotonde, una larghezza complessiva di almeno 30 metri, centinaia di alberi abbattuti, dividendo in due la pineta con una strada ad alto scorrimento. Negli anni, saranno inoltre forti le tentazioni di costruire qualcosa lungo il percorso. (immagine dal Tirreno)

Il progetto di fare una superstrada chiamata “Asse di penetrazione” nella pineta di Viareggio a sud dello Stadio dei Pini viene presentato come una soluzione per diminuire il traffico nell’area della Darsena intorno a via Coppino.

È possibile, forse, che questo avvenga ma solo se via Coppino viene trasformata in ztl con un’ampia pedonalizzazione della Darsena e con una buona integrazione e collegamento con la modesta ma importante rete di piste ciclabili del centro di Viareggio (sulla pista ciclabile del lungomare in alta stagione passano oltre 20.000 bici al giorno).

Siccome nulla di questo è previsto, almeno per ora, gli effetti prevedibili della nuova strada saranno quelli di portare più auto in Darsena e a sud di Viareggio:

Ovvero più traffico e più problemi di parcheggio.

Nessuno costruisce una nuova strada per dimezzare il traffico nei percorsi paralleli e, senza divieti di transito o limitazioni al traffico, questo effetto non si verifica mai. Ecco perché:

  1. Primo effetto della nuova strada: crea nuovi incroci. Che siano risolti con semafori, con segnaletica di stop e dare la precedenza o con rotonde, sono comunque punti di congestione dove si possono creare code e rallentamenti; Più strade costruisci, più aumenta il traffico. Ecco perché (1).
  2. Secondo effetto: ci sono un sacco di auto pronte a usare la nuova strada, perché le auto stanno ferme il 95% del tempo. Questo significa che per ogni auto in circolazione, ce ne sono una ventina parcheggiate (il numero varia a seconda delle ore del giorno, diminuisce all’ora di punta, aumenta nelle ore notturne). Quindi, se costruisci una nuova strada, in qualsiasi momento c’è un numero enorme di auto che potenzialmente possono essere usate per fare il percorso “perché adesso c’è la nuova strada”, “perché adesso c’è meno traffico”, “perché è più veloce” eccetera. Perché costruire nuove strade porta più traffico auto (2).

E infatti, nella storia, non si è mai verificato che nuove strade risolvessero il problema del traffico:

Inoltre le strade a scorrimento veloce quando attraversano aree naturali creano degrado ecologico, mentre quando attraversano quartieri abitati creano degrado urbano (e questa strada riesce a fare entrambe le cose):

In conclusione: grazie all’Asse, più traffico e più problemi di parcheggio.

Infine: se porti tante auto in una zona urbana, ammesso di raggiungere le mitologiche promesse di “alleggerimento del traffico”, dove le parcheggi? Ogni auto e furgone che arriva in darsena, una volta arrivata con pochi minuti di percorso stradale (si spera), avrà bisogno di sostare da un’oretta a tutta la giornata. Più le auto arrivano velocemente, “fluidificate”, più parcheggi serviranno perché il tempo di sosta di un veicolo mediamente è sempre più lungo del tempo di transito. E per parcheggiare 400 auto serve un intero ettaro di spazio.

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L’incredibile invasione degli scooter a Roma

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Sui marciapiedi, meglio gli scooter o le biciclette? Qui via Cassiodoro a Roma, da Twitter “Roma fa schifo”.

Molti si scandalizzano per le biciclette sui marciapiedi o legate ai pali. Ma forse c’è di peggio, e questo peggio viene anche ampiamente tollerato, come dimostrano anche queste foto di invasioni di scooter anche a Milano.

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