Il ragionamento sbagliato dietro al nuovo parcheggio Roma Termini

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Viene annunciata con toni trionfalistici la realizzazione di un parcheggio da 1300 posti sul tetto della Stazione di Roma Termini:

La grande opera ingegneristica che si concluderà alla fine del 2020 realizzata da Grandi Stazioni e affidata alla Salc di Claudio Salini, conterrà 1337 posti auto.

Potrebbe, forse, essere una buona idea se portasse all’eliminazione di altrettanti posti auto a livello strada per dedicarli ad altro, principalmente marciapiedi e piste ciclabili. Ma come soluzione “per risolvere il problema del parcheggio” in zona, è evidentemente deficitaria.

La soluzione per risolvere i problemi di parcheggio è una: tenere lontane le auto. Ogni posto auto richiede 12 metri quadrati più gli spazi di manovra. Si parla di 20-25 metri quadri per ciascuna auto.

Il parcheggio di una stazione viene usato da quattro tipologie di automobilisti:

  1. I lavoratori della stazione (che arrivano a tutte le ore, anche se principalmente al mattino, e lasciano l’auto ferma per almeno 8-9 ore)
  2. I pendolari, che arrivano al mattino, se ne vanno la sera e lasciano l’auto ferma per l’intera giornata
  3. I viaggiatori in giornata, che come i precedenti, lasciano l’auto ferma gran parte della giornata, da 6 a 12 ore.
  4. Quelli che vengono a prendere viaggiatori amici, colleghi o familiari, più o meno carichi di bagagli, l’unica categoria che arriva e si ferma meno di un paio d’ore (e che potrebbero essere agevolmente sostituiti da taxi e auto a noleggio, soprattutto se i tassisti romani fossero più amichevoli e disponibili). In generale questi automobilisti sono quelli che non trovano posto, perché quelli disponibili sono già occupati dalle categorie precedenti.

Un parcheggio da 1300 posti può servire, ottimisticamente 2600 viaggiatori (in media ogni auto porta meno di 2 persone). Si tratta del carico passeggeri di quattro o cinque treni Milano-Roma (nella stazione Roma Termini transitano circa ottocento treni al giorno).

È evidente che si tratta di una costosissima e inefficiente soluzione parziale, rispetto a favorire mezzi pubblici, biciclette, taxi e auto a noleggio.

In realtà la vera motivazione, probabilmente, per costruire questo grande parcheggio attiratraffico è il possibile fatturato di 10.000-15.000 euro al giorno in tariffe di posteggio, pari a un fatturato annuo di tre-cinque milioni di euro (stima ipotizzando una tariffa di 1 euro l’ora e un avvicendamento medio di 1000-3000 auto al giorno per una sosta media di 5-10 ore).

Nel 2020, quando questo faraonico parcheggio sarà pronto, ce ne accorgeremo.

[AGGIORNAMENTO 1 – È stata lanciata una petizione per chiedere al Ministro delle Infrastrutture e a Grandi Stazioni di assegnare, a parziale compensazione dei danni alla collettività creati dalla costruzione del parcheggio da 1300 posti, altrettanti posti alle biciclette dei pendolari. Questa richiesta da sola è sufficiente a dimostrare il differente peso sociale dei due tipi di veicolo: per creare 1300 posteggi per biciclette basta lo spazio di 130 posti auto. Per firmare la petizione clicca qui.]

[AGGIORNAMENTO 2 – Qui il confronto con alcune grandi stazioni del mondo (Berlino, Londra, Parigi, New York):

A Berlino, stazione centrale Hauptbahnhof, 860 posti (con possibilità di parcheggio su strada pari a zero), garage nei dintorni inesistenti.

BerlinHauptbahnhof
Berlin Hauptbahnhof

A Londra, Charing Cross e Euston Station (nodo nevralgico della mobilità ferroviaria) zero parcheggi in stazione, solo pochissimi posti nelle vicinanze, parcheggio su strada non esiste.

A Parigi, Gare du Nord, pochissimi parcheggi in parking privati nelle adiacenze, parcheggio su strada improponibile.

E New York…Grand Central Station, nessun parcheggio presente in stazione, circa 200 posti nelle vicinanze, possibilità di parcheggio in strada impossibile.

Dunque a Roma, 1200 posti esistenti + 1400 in realizzazione + quelli esistenti su strada.

Qui l’articolo completo: La mobilità romana non passa da Roma Termini.

 

 

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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3 risposte a Il ragionamento sbagliato dietro al nuovo parcheggio Roma Termini

  1. roberto pallottini ha detto:

    Sarebbe meglio non usare il termine “inefficiente”. Non è una soluzione deficitaria. E’ semplicemente sbagliata e insostenibile. IL messaggio che manda ai cittadini è: venite in auto, c’è posto! surreale, nel luogo più servito dai mezzi pubblici, dove il messaggio dovrebbe essere: lascia l’auto, qui puoi venire con i mezzi pubblici (o con le bici…)

  2. Pingback: Milano, il parcheggio vecchio 12 anni fa che parte quando non serve più | Benzina Zero

  3. Pingback: Roma. Non bastano le lezioncine di scuola guida per risolvere i problemi del traffico | Benzina Zero

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