È vero che le piste ciclabili peggiorano il traffico? No, solo per chi ha la visione a tunnel concentrata sullo status quo automobilistico

È vero che ‘La riduzione di spazio stradale accompagnata da una modesta riduzione del traffico ha comportato una riduzione della velocità e quindi maggior congestione rispetto allo scenario di partenza’ come afferma in questo tweet l’esperto di trasporti Francesco Ramella?

No. La deduzione è platealmente sbagliata. Se l’80% prima andava a piedi o con in mezzi pubblici, andando in bici ha migliorato la sua velocità di spostamento (+ velocità per chi va a piedi, meno attese per chi usava i mezzi). A cui vanno aggiunti i benefici per la salute.

È evidente che la tesi della perdita di efficienza del sistema dei trasporti parte dal presupposto per cui lo status quo automobilistico sarebbe il parametro di base imprescindibile: se i tempi di spostamento degli automobilisti peggiorano, tutto il sistema peggiora. Questo è falso per diversi motivi:

  1. Solo una minoranza di parigini si sposta in auto in città
  2. Solo una minoranza di parigini possiede l’auto (a Parigi ci sono 35 auto ogni 100 abitanti)
  3. Chi preferisce la bici e prima si spostava a piedi o con i mezzi vede un miglioramento della sua velocità di spostamento (la bici è ovviamente più veloce di camminare, e rispetto ai mezzi pubblici non comporta tempi di attesa né cambi di mezzo)

Se la costruzione di piste ciclabili comportasse un sistematico peggioramento dei tempi di spostamento e dei costi del sistema complessivo dei trasporti, questo emergerebbe e sarebbe emerso da anni dall’esperienza olandese e danese, dove la costruzione sistematica di reti ciclabili è in atto da oltre 50 anni.

Qui l’intero thread su Twitter, relativo a una ricerca sugli effetti delle recenti riforme della mobilità urbana a Parigi.

Va infine osservato che il traffico automobilistico è quotidianamente soggetto ad ogni genere di turbativa: basta un inconveniente qualsiasi (lavori, semaforo che non funziona, pioggia, sosta in seconda fila, eccetera) per creare congestione e rallentamenti.

Lo dimostra il fatto che per gli automobilisti che vanno al lavoro è esperienza quotidiana incontrare rallentamenti e code. Se l’auto è così efficiente, come mai da 120 anni non si riesce a risolvere il problema del traffico, della congestione e delle code? Semplice: perché l’auto in città è ingombrante.

La tesi che le piste ciclabili rallentino il traffico è una tesi acchiappacitrulli: è l’intrinseca inefficienza dell’automobile in città che crea il traffico e la congestione, che infatti sono fenomeni endemici in tutte le città dove si circola anche in auto. Chi contesta quest’ultima affermazione è invitato a citare almeno tre città nel mondo in cui il problema del traffico automobilistico è stato risolto.

Qui un’altra tesi balzana sulle piste ciclabili: L’inquinamento di Schrödinger: senza piste ciclabili le auto inquinano pochissimo, con le piste ciclabili le auto inquinano moltissimo…

Qui altri grandi tweet di Francesco Ramella, esperto di trasporti.

Qui sotto un filmato che dimostra l’evidente superiorità della bicicletta nell’ambiente urbano: non esiste modo di avere un transito così intenso e così efficiente con le automobili private:

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Ex segretario ADCI, IAB. Istruttore di Yoga. Copywriter. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/benzinazero
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