Trent’anni di errori in piazzale Dante a Viareggio

Piazzale Dante, Google Earth, luglio 2014

Piazzale Dante, Google Earth, luglio 2014. Inospitale tanto per i pedoni quanto per i ciclisti. Infatti, a parte quello di via Mazzini, nessun passaggio pedonale in vista.

Piazzale Dante è il piazzale della stazione ferroviaria di Viareggio. È stato recentemente ristrutturato e riarredato (le modifiche non sono visibili nella foto, dove si vede l’inizio dei lavori) ma senza tenere conto né del comfort pedonale, né della ciclabilità.

Si tratta di un’evidente miopia urbanistica e sociale. Data la prossimità della stazione, la piazza attira microcriminalità, persone temporaneamente senza dimora per motivi legittimi e illegittimi (dai turisti in attesa del treno o con due ore libere a veri e propri vagabondi), oppure comunità temporanee che non hanno migliori punti di incontro.

Da trent’anni, manca una pista ciclabile mare-stazione che renda più viva e centrale la piazza.

Cosa c’entra la ciclabile di piazzale Dante? Semplice. Il piazzale, com’è concepito oggi, cerca di massimizzare i posti auto e di rendere più veloce possibile il transito delle auto davanti alla stazione. Risultato: i giardini sono poco ospitali, accerchiati dalle auto, poco attraenti per anziani, bambini e famiglie. Il modo migliore per farli diventare una terra di nessuno, area libera per sfaccendati e microcriminali.

Le famiglie, gli anziani e i residenti vengono scoraggiati dal cerchio d’auto, quelle ferme e quelle in movimento. I micro-criminali invece ne vengono protetti.

L'unico passaggio pedonale sul lato mare

L’unico passaggio pedonale sul lato mare. Invitante, no? Fra le auto si intravede il nuovo parcheggio per le bici. (luglio 2014)

Il problema sta anche nell’urbanistica della piazza, grossolanamente sbagliata ieri e il cui errore non è stato corretto neanche oggi:

da trent’anni, manca una pista ciclabile che raccordi il lungomare con la stazione, incrociando via Fratti, oltre a un agevole raccordo ciclabile con la parte verso monte della città di Viareggio.

Sbagliata da trent’anni, e sbagliata ancora oggi. Nonostante occasionali dichiarazioni a favore della ciclabilità, il Comune di Viareggio sembra voler persistere, da decenni, in un’ossessiva urbanistica pro-automobile da anni 50, ritagliando spazi auto ovunque, a danno di pedoni e ciclisti (secondo Fiab Versilia Biciamici i ciclisti viareggini sono circa 30.000). In fatto di viabilità, se si esclude l’inaugurazione della pista ciclabile di via Ponchielli, ancora oggi non ne fa una giusta, come quando nel maggio 2014 ha inaugurato la via delle Darsene senza marciapiedi e senza piste ciclabili. Qui il filmato girato da Fiab Biciamici Versilia.

Unico spunto di vitalità ciclistica per collegare la stazione con la periferia di Viareggio: un progetto per cui  si ventilò una pista ciclabile lato ferrovia che collegasse il sottopasso ciclabile con il quartiere “Ex Campo di aviazione”. Dell’idea parlarono rappresentanti di Fiab Versilia Biciamici (all’epoca Biciamici Viareggio) e rappresentanti istituzionali, ma senza alcun seguito concreto da parte del Comune di Viareggio.

Piazzale Dante Viareggio passaggio Pedonale taxi

L’unico passaggio pedonale sul lato stazione. In un piazzale tutto dedicato alle auto come priorità assoluta, per scaricare i bagagli di un cliente, il tassista si ferma proprio lì. (luglio 2014)

Le auto scoraggiano i pedoni e le bici, ma non i micro-criminali

Una viabilità ciclabile mare-stazione-periferie sarebbe invece indispensabile per decongestionare il traffico automobilistico e agevolare i pendolari che per studio o lavoro usano regolarmente il treno. Una singola pista ciclabile ben fatta può consentire e incentivare migliaia di spostamenti al giorno. In via Fratti e sul lungomare ci sono transiti in bicicletta che vanno da 5 a 25 bici al minuto a tutte le ore (in alta stagione anche nelle ore notturne). Sono migliaia di passaggi al giorno che, in auto, creerebbero solo confusione e traffico

Il parcheggio delle bici, in prossimità dell’ingresso della stazione, ospita centinaia di biciclette, nonostante sia oggi totalmente inadeguato per le esigenze di una stazione moderna.

Negozi aperti, pedoni e bici scoraggiano i micro-criminali e gli sfaccendati.

È evidente che, con una buona ciclabilità da piazza Mazzini e ritorno, e da via Ponchielli e i quartieri verso monte, ci sarebbero centinaia di passaggi di biciclette e pedoni che, a differenza dei passaggi in auto, scoraggiano o dissuadono la microcriminalità. I pendolari in inverno arrivano anche dopo il tramonto e sono sempre in gruppi che poi si disperdono partendo dalla stazione. Ogni treno di pendolari con i suoi dieci o venti ciclisti è un fattore di sicurezza per la piazza.

Lo dimostra la situazione della pineta di Ponente: piacevole parco per bambini e turisti in primavera-estate, terreno di conquista per piccoli spacciatori in inverno, quando si azzera la frequentazione familiare e turistica a causa del buio e dell’illuminazione precaria sotto gli alberi. Ma a differenza della pineta, a piazzale Dante in primavera-estate si può contare sul flusso di turisti e viaggiatori, mentre in inverno si può contare sul flusso continuo dei pendolari per scoraggiare la micro-criminalità e incoraggiare anziani e famiglie, favorendo anche l’attività dei commercianti locali, altro potenziale freno alla micro-criminalità.

Le vecchie rastrelliere per i pendolari, davanti alla Stazione di Viareggio

Le vecchie rastrelliere per i pendolari, davanti alla Stazione di Viareggio, poco prima che venisse smantellata (luglio 2014)

Turisti in treno o in bici? Doppiamente benvenuti (se ci sono le ciclabili)

È un errore strategico anche pensare al turismo esclusivamente in chiave automobilistica. I turisti che vengono in Versilia in bici, col treno o in bici più treno sono e dovrebbero essere doppiamente benvenuti:

  1. perché mediamente spendono di più in servizi locali (invece di spendere in benzina e autostrade);
  2. perché pesano di meno sulla viabilità locale: non usurano le strade frenando e accelerando con suv da una tonnellata, non hanno bisogno di parcheggi, non danneggiano tombini e marciapiedi.

Se fossero anche solo il 10% del flusso turistico complessivo, varrebbero quindi almeno il doppio fra la spesa pro-capite e i risparmi della pubblica amministrazione nella manutenzione stradale.

Ecco perché la ciclabilità di piazzale Dante è utile e urgentissima: per agevolare il turismo, per favorire i pendolari, per combattere la micro-criminalità, per migliorare l’ambiente urbano e combattere il degrado automobilistico da parcheggio selvaggio. Ma il comune di Viareggio si sveglierà da questo sonno trentennale?

Per fare un confronto, l’aspetto della piazza intorno al 1940, quando la stazione era stata appena costruita.

Stazione di Viareggio 1936 circa

Aggiornamento. È uscito il comunicato del Comune di Viareggio sul’avviamento dei lavori di asfaltatura e di segnaletica orizzontale. Speriamo che aiutino a risolvere i problemi di accesso e gradevolezza della piazza, ma sembra difficile che ci riescano senza ciclabilità protetta e senza percorsi pedonali facili, agevoli e ben percorribili, con e senza bagagli.

Aggiornamento. Qui le considerazioni sui lavori di asfaltatura e segnaletica orizzontale, che non risolvono nessuno dei problemi segnalati.

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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4 risposte a Trent’anni di errori in piazzale Dante a Viareggio

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