‘Tre uomini a zonzo’: un viaggio in bicicletta nella Germania di 120 anni fa, quando viaggiare bici+treno era semplice e normale

Tre uomini a zonzo, (Three Men on the Bummel) è un divertente libro di J.K.Jerome, l’autore di Tre uomini in barca.

Entrambi sono due libri di viaggio e turismo, particolarmente per piccoli borghesi che, dalla fine del 1800 circa, potevano accedere al mondo dei viaggi grazie a due importantissime innovazioni tecnologiche: il treno e la bicicletta.

Tre uomini in barca è un viaggio in barca sul Tamigi. Tre uomini a zonzo invece è il racconto di un viaggio in bicicletta in Germania.

La bicicletta, come raccontato da Carlton Reid in ‘Le strade non sono state costruite per le auto’, ebbe un periodo di grandissima diffusione in Europa dal 1860 circa fino al 1960 circa (negli Stati Uniti il periodo d’oro della bicicletta durò fino agli anni ’20 perché la diffusione di massa dell’automobile lì fu anticipata di trent’anni rispetto all’Europa). La bicicletta fu il primo veicolo privato di massa e precedette di trent’anni l’invenzione della prima automobile Karl Benz (automobile che peraltro, in realtà era un triciclo a motore).

Grazie alla bicicletta furono possibili per la prima volta a livello di massa due cose che oggi attribuiamo erroneamente solo all’automobile:

  • Il pendolarismo a distanza: la bicicletta è stata il primo veicolo privato a consentire a un lavoratore di vivere in un posto e lavorare a 5, 10 o più km di distanza. 5 km di distanza dal posto di lavoro richiedevano un’ora di cammino a piedi, e meno di mezzora in bicicletta (con tempi medi spesso non molto migliori oggi in automobile, se si considera traffico e ricerca di parcheggio)
  • Il turismo, sia in termini di domenica in campagna, sul fiume, al mare o al lago, sia in termini di viaggi a più tappe in modalità cicloturistica, come il viaggio descritto in questo libro.

Tre uomini a zonzo è il resoconto di un viaggio in Germania che, senza bicicletta, in Europa sarebbe stato impossibile per piccoli borghesi come Jerome e i suoi due amici almeno fino all’arrivo delle automobili utilitarie di massa nel secondo dopoguerra.

In questo libro si scopre che era normale viaggiare in bicicletta, ed era altrettanto normale trovare servizi che, oggi, in Italia talvolta sembrano fantascientifici a causa degli ostacoli burocratici e organizzativi posti dai servizi ferroviari:

  • Spedire la bicicletta in treno
  • Portare la bici in treno con sé
  • Spedire i bagagli da un albergo all’altro o da una destinazione all’altra allo scopo di trovarli all’arrivo (il tutto senza automobili, senza furgoni, senza corrieri espresso come Tnt, Btl, Dhl o Fedex)

Ovvero, per chi si occupa di cicloturismo in Italia oggi, è istruttivo e stupefacente scoprire come era facile e semplice integrare bici più treno nella Germania del primo ‘900 rispetto all’Italia di oggi dove spesso gli operatori ferroviari non lo consentono, lo consentono solo per certi treni, lo consentono ma con ostacoli e balzelli, oppure, ancora più paradossalmente, lo consentono a livello di regolamento ma i capitreni non lo sanno oppure la decisione se accogliere le biciclette è affidata alla discrezionalità del singolo capotreno.

Qui è possibile trovare alcune opere di Jerome K. Jerome in italiano, scaricabili gratis (purtroppo non c’è Tre uomini a zonzo).

Qui l’edizione inglese di ‘Three Men on the Bummel’ (Tre uomini a zonzo), scaricabile gratis.

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Ex segretario ADCI, IAB. Istruttore di Yoga. Copywriter. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/benzinazero
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